La classe Mini compie 30 anni: ecco come si è evoluta nel tempo

Nati in Inghilterra nel 1977, i Mini sono arrivati presto in Francia che li ha valorizzati in una classe votata al vero spirito marinaro che negli anni ha coinvolto alcuni dei più grandi velisti internazionali.

Il 6 aprile scorso, la Classe Mini ha celebrato il suo 30° anniversario. Un traguardo importante per una classe che nel corso degli anni ha accolto alcuni dei più grandi velisti degli ultimi decenni attirati da alcuni valori di base: lo spirito marinaro, la convivialità e la determinazione.

La storia dei Mini inizia infatti nel 1977 a Penzance, nel Regno Unito, su iniziativa del giornalista inglese Bob Salmon. L’8 aprile di quell’anno, 24 barche di 6,50 metri partono per la prima Mini Transat con destinazione Antigua, via Tenerife nelle Canarie. Poi nel 1985 la regata è arrivata in Francia, collegando Brest a Pointe-à-Pitre in Guadalupa. Viene organizzata dall’associazione Voile 6.50 che gestisce anche il regolamento della classe. Viene quindi creata una nuova regata, la Mini Fastnet, tra la Bretagna e il famoso faro irlandese.

classe Mini

La prima Mini Transat ha fatto storia

La Mini Transat del 1993, regata molto dura a causa delle condizioni meteorologiche avverse, la scomparsa di uno skipper e dell’annullamento della prima tappa, cambia il corso degli eventi e porta alla creazione della classe Mini. Poi nel 1994 è stato creato il regolamento della classe Mini con l’idea di definire un quadro di riferimento, specificando oltre alla lunghezza della barca, il pescaggio, il tipo di vele e altri parametri tecnici.

Dal 1994, ben 953 barche, tra cui 294 prototipi, sono state registrate dalla classe. Non meno di 140 architetti hanno prodotto 19 progetti originali per barche di serie. In effetti, sono stati proprio i prototipi a segnare l’evoluzione della classe, grazie a una misura di importanti innovazioni tecnologiche, come per esempio la chiglia basculante i foil, e addirittura, negli ultimi anni, le prue tonde ispirate agli scows.

classe Mini

Skipper sempre più preparati

Nel 1999, la classe si trovò nuovamente ad affrontare una Mini Transat molto complicata. Dei 72 partenti, solo 37 arrivarono al traguardo. Di conseguenza, la classe decise di rendere più rigoroso il processo di qualificazione transatlantica e di ampliare il calendario. Dopo la Mini del 1999, il consiglio direttivo dell’epoca studiò l’andamento della regata effettuando un sondaggio tra i suoi membri. Alla fine, il problema non erano le barche, ma la mancanza di esperienza dei velisti. Fino al 1993 si navigava con il sestante. Bisognava avere una certa conoscenza della navigazione e del mare aperto. Con lo sviluppo dell’elettronica, che ha reso più facile la navigazione, i Mini hanno attirato velisti più esperti e meno dilettanti.

Così, nel 2000, gli organizzatori decisero di includere un percorso di 1.000 miglia da completare per qualificarsi alla regata. Oggi il percorso è stato portato a 1.500 miglia e rispetto al 1995, le barche e i velisti arrivano molto più preparati. Negli ultimi 30 anni, la classe Mini è stata caratterizzata anche dalla crescita del numero di iscritti. Dal 1994, ben 4.562 velisti hanno partecipato alla classe Mini.

classe Mini

Una nuova regata per vecchie barche

Anche i profili dei velisti si sono evoluti nel corso di questi 30 anni. Sebbene la classe Mini sia e rimanga una classe amatoriale, gli armatori e i velisti più o meno professionisti dell’epoca, che volevano continuare a regatare in mare, sono stati sostituiti da un gran numero di ingegneri e manager.

La classe ha sempre cercato di rispettare i suoi valori fondanti: navigare con barche accessibili, semplici e resistenti. Ma con l’evoluzione dell’architettura dei Mini 6.50, i non-scow hanno poche o nessuna possibilità di vincere, soprattutto nella categoria Serie. Per continuare ad attrarre velisti, la classe sta lanciando una nuova regata riservata alle barche di vecchia generazione. Si tratta della Mini Transmanche, una regata da Caen a Ouistreham che si svolgerà nell’agosto 2024, e sarà riservata alle vecchie generazioni: i proto costruiti prima del 2009 e le barche di serie prima del 2012.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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