Dopo il verificarsi di un incidente alla barca in navigazione o a terra, può essere utile sottoporre scafo e attrezzature a un’ispezione con gli ultrasuoni: in pratica si fa una sorta di radiografia ai materiali con dei misuratori di spessori che permette di evidenziare in maniera oggettiva l’eventuale presenza di danni interni e non visibili ad occhio nudo.

Fino a pochi anni fa per ispezionare lo stato di salute di una carena gli esperti utilizzavano un martelletto, attraverso un accertamento cosiddetto “statico”. In pratica durante tale esame erano fondamentali l’orecchio e gli occhi di un perito esperto al fine di intuire lo stato della struttura battendo con il martelletto in una serie di punti e verificando la risposta elastica e acustica dello scafo.

Da qualche anno grazie alla tecnologia questo vecchio check up è stato mandato in pensione e sono arrivati gli ultrasuoni, una tecnica moderna importata da altri settori industriali per lo più legati ai metalli, che permette di fare una sorta di radiografia allo scafo ed evidenziarne in maniera chiara e precisa la struttura interna ed eventuali danni o vizi di costruzione. Vediamo di cosa si tratta, come funziona e quando può tornare utile un esame del genere.

Investigare i materiali dopo collisioni, incagli, urti

Quando si esegue l’esame a ultrasuoni? Questo tipo di ispezione può tornare molto utile in caso di incidente alla barca sia in vetroresina che in metallo. Prendiamo il caso per esempio di uno scafo caduto dall’invaso durante un groppo di vento. Può accadere che in apparenza non manifesti danni strutturali, ma questo non vuol dire che non ci siano problemi all’interno. Con appositi strumenti ad ultrasuoni è possibile sapere esattamente se quello shock ha causato delaminazioni, cedimenti o rotture non visibili a occhio nudo e che se non trattate adeguatamente alla prima navigazione possono trasformarsi in vie d’acqua.

Un’ispezione di questo tipo può essere richiesta per esempio dall’armatore di un’imbarcazione contro le contestazioni di una compagnia assicuratrice, o viceversa. In questo caso le analisi ad ultrasuoni danno importanti risultati sugli scafi in vetroresina, individuando delaminazioni dovute a incagli o collisioni.

Un esame ammesso da enti certificatori e assicuratori

La perizia si può limitare allo stato dell’opera viva, riguardo le condizioni della vetroresina, del metallo o del fasciame, ma anche dei timoni, degli alberi, delle eliche e le appendici. Il campo di applicazione degli esami a ultrasuoni sono infatti tutti i materiali (metallici e non-metallici) in grado di far propagare le onde ultrasonore con frequenze comprese tra i 16 KHz e i 20 MHz. (ghisa, acciai al cromo, acciai inox, alluminio e leghe leggere, materiali compositi, vetroresina, materiali plastici, legno, etc).

C’è da sottolineare infatti che le società di classificazione, come per esempio il Rina, la DNV, i Lloyds, etc. riconoscono che i risultati forniti dai misuratori di spessore ad ultrasuoni sono validi per le indagini di integrità delle barche, per fini assicurativi e per dimostrare a un nuovo proprietario le condizioni della stessa. Ma l’ispezione con la tecnica degli ultrasuoni è utile anche quando si acquista una barca usata per verificare la presenza di riparazioni o danni nascosti, vizi di costruzione, presenza di osmosi, bolle, scollamenti e vuoti o inclusioni.

Ecco come avviene il check up a ultrasuoni

Come funziona l’esame a ultrasuoni? Viene utilizzato un misuratore di spessori a ultrasuoni che invia un breve impulso di suoni ad alta frequenza attraverso il materiale da misurare. Lo strumento misura quindi il tempo necessario per ricevere l’eco prodotto dalla parete inferiore. I dati vengono poi elaborati e si determina lo spessore del materiale. Questi misuratori possono essere a singolo-eco o multi-eco.

La tecnologia a singolo eco rileva solo il tempo necessario a un eco per attraversare il materiale e il suo rivestimento superficiale. Il risultato è uno spessore del materiale falsato, in quanto il suono è passato attraverso il rivestimento di superficie falsando la misura. I rivestimenti come la vernice o la resina epossidica hanno una velocità del suono che è circa un terzo di quella dell’acciaio. Ciò dà luogo a una lettura dello spessore del materiale maggiore del reale.

Controlli di qualità nei cantieri con gli ultrasuoni

Con la tecnologia ad eco multiplo, invece vengono misurati i ritardi di tempo tra tre echi di rimbalzo consecutivi. Questo significa che lo spessore del rivestimento fino a 6 mm è completamente ignorato. Un misuratore di spessore ad ultrasuoni deve essere calibrato alla velocità del suono del materiale che si sta misurando.

C’è da dire che recentemente l’esame a ultrasuoni è entrato nella catena di produzione di imbarcazioni anche di serie da parte di prestigiosi cantieri che vogliono effettuare un controllo di qualità sulla propria costruzione. L’obiettivo è ottenere una valutazione obiettiva della qualità delle imbarcazioni, della bontà del metodo di realizzazione delle stesse e offrire agli armatori un prodotto estremamente affidabile.

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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