Per un ragazzo o una ragazza la vela rappresenta una palestra formidabile per imparare abilità nuove, mettersi in gioco, confrontarsi con gli elementi, conoscere e rispettare l’ambiente ed entrare in relazione con gli altri. Regalare ai figli un corso di vela è un’esperienza che può cambiargli la vita rendendola migliore. Ecco 15 motivi per farlo.

Molti genitori potrebbero pensare che le barche non siano il posto ideale per i loro ragazzi, soprattutto quando sono piccoli. Il pericolo del mare, l’acqua alta, la barca che sbanda, il mal di mare, gli spazi angusti, le possibilità di farsi male, sono tutti elementi che in teoria giocano a sfavore di un’uscita in barca piuttosto che una partita a calcio. In realtà non è così.

I ragazzi hanno infatti eccellenti capacità di adattamento e in barca stanno bene, per loro è un gioco, un habitat nuovo che imparano subito a vivere al meglio e se coinvolti sapientemente nella vita di bordo si sentono come a casa. Anzi più sono piccoli e prima si abituano alla vita in mare. Anche dopo, quando diventano adolescenti, possono sfruttare la vela come una palestra formidabile per imparare abilità nuove, mettersi in gioco, confrontarsi con gli elementi, con l’ambiente e con gli altri. La vela è un’opportunità di esplorare il mondo che li circonda, ma anche di scoprire sé stessi e magari migliorarsi.

Abbiamo qui raccolto 15 ragioni che dovrebbero spingere ogni genitore a considerare di iscrivere il proprio figlio o figlia a un corso di vela, magari durante una vacanza al mare o a un circolo velico. Sarà un regalo enorme non solo per i figli, ma anche per i genitori stessi.

Scuola vela

Imparare attraverso la scoperta

La vela insegna le abilità della vita attraverso la scoperta di sé stessi. Questo è un modo molto efficace e interessante per imparare ed è diverso dalla maggior parte dei metodi educativi utilizzati a scuola. Imparando attraverso la scoperta di sé, le persone sviluppano una maggiore sete di apprendimento e una più profonda comprensione dell’argomento.

Armare la barca

Processo decisionale

La vela insegna e aiuta le persone a prendere decisioni in tempo reale. Di fronte ai cambi di rotta di altre barche e alla direzione del vento, il marinaio deve prendere costantemente le decisioni per manovrare la barca in sicurezza e farlo senza avere troppo tempo per discutere o contemplare.

Fiducia in sé stessi

Semplicemente non c’è niente come essere in grado di condurre la tua imbarcazione all’età di 8 anni. Andare in bicicletta è una cosa. Virare abilmente e attraccare una barca a vela è tutt’altro.

Lavoro di squadra

Lavoro di squadra

Immaginate di avere tre persone a guidare la vostra auto: una persona al volante, un’altra per l’acceleratore e una terza per il freno. Non lavorare adeguatamente come una squadra su una barca a vela darà vita a una navigazione caotica e al comportamento maldestro della barca spesso causando il capovolgimento della stessa. Questa rappresenta una grande motivazione per imparare a lavorare in team.

Abilità comunicative

La vela richiede una comunicazione accurata, chiara e tempestiva tra ogni membro dell’equipaggio. Non comunicare in modo appropriato può far sì che le cose vadano male, come il restare indietro in una regata o causare la scuffia accidentale della barca.

Avventura vela

Avventura

La vela crea un senso di avventura che unisce curiosità e audacia e crea un approccio efficace per affrontare nuove sfide. Ma la cosa incredibile è che crea il gusto del divertimento a lanciarsi nuove sfide.

Assunzione dei rischi

Coloro che navigano imparano a correre dei rischi e si sentono a proprio agio con questa situazione. Inoltre, apprendono rapidamente come ottenere buoni risultati anche in situazioni critiche. Molti giovani velisti faranno della loro barca una sorta di laboratorio del rischio anche in una calda giornata estiva solo per il divertimento di spingere il rischio al di là dei propri limiti, divertendosi.

 

Responsabilità

Assumere il comando anche di una piccola barca rappresenta una grande responsabilità. Le barche non sono solo costose da acquistare e riparare, ma trovarsi in qualsiasi situazione che coinvolga l’acqua presenta un certo livello di pericolo. Anche il velista più giovane apprende la necessità di seguire protocolli di sicurezza, procedure di emergenza, utilizzare dispositivi di sicurezza e agire al meglio per tirarsi fuori dai guai.

Coraggio

Passare dal comfort della terra all’ambiente marino e sfidare venti, correnti, onde e cercare di domare il vento richiede coraggio. Cercare di far navigare una barca il più velocemente possibile e correre dei rischi per vincere una regata, richiede coraggio. I marinai che si sentono a loro agio durante la navigazione, soprattutto in una situazione di competizione, sviluppano un livello di coraggio profondamente radicato.

Responsabilità vela

Ordine mentale

Gli studenti di una scuola di vela imparano come armare e disarmare correttamente una barca, il che vuol dire che mettere le cose nel posto giusto e a tenerle in ordine mentre sono in acqua, specialmente su una piccola barca a vela. Non è che i marinai siano “fanatici” dell’ordine, ma avere tutto sotto controllo in barca è fondamentale per gestire le manovre e la navigazione, crea un ambiente più sicuro, pratico riconoscibile in un ambiente che altrimenti potrebbe essere puro caos a causa del dondolio e della barca sbandata.

Perseveranza

La vela premia chi persevera. Il successo nella navigazione è spesso dovuto alla costanza di fare qualcosa nonostante le difficoltà. Uscire in mare anche per un’ora richiede molto tempo per raggiungere la spiaggia, armare la barca, poi disarmarla, etc. Le stesse condizioni meteorologiche non sempre sono favorevoli oppure occorre aspettare i membri dell’equipaggio.

Scuola vela

Flessibilità

Un marinaio non deve essere rigido nel seguire un piano perché il mare e il meteo cambiano continuamente. Il velista deve imparare quindi un livello di flessibilità per avere successo.

Capacità cognitive

Comunicare con un equipaggio, gestire la regolazione di una vela, condurre la barca in mare aperto o sotto costa considerando altre barche, ostacoli, secche, correnti, sfruttare un ambiente dinamico che cambia costantemente, usare attrezzature, risolvere i problemi al momento, etc. Tutte queste operazioni sviluppano una serie di abilità cognitive che poche altre attività riescono a riunire in una sola sessione.

Figli e vela

Matematica pratica

La velocità dello scafo, la portanza delle vele, il rapporto tra le barche, le distanze di rilevamento, le esperienze del mondo reale che si maturano durante la navigazione sono così divertenti che il velista non si rende nemmeno conto che sta imparando matematica come la geometria, la chimica, la fisica, etc..

Comando

La barca a vela è un laboratorio di leadership galleggiante. Ogni apprendista velista diventa a sua volta uno skipper e dovrà prendere il comando della barca e navigare e condurre in sicurezza la sua barca tra condizioni mutevoli e spesso difficili. Probabilmente avrà un equipaggio da organizzare, gestire, motivare. Tutto questo porta ad avere una capacità di leadership utile in barca come a terra.

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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