Identikit di un banco batteria di bordo

Strumenti di navigazione, elettronica e gadget vari impongono sulle imbarcazioni da diporto moderne un grande consumo di corrente con relativa istallazione di banchi batteria adeguati alle vari esigenze elettriche. Vediamo allora come viene configurato un banco batterie standard su un cabinato tra i 12 e i 14 metri.

L’attuale modalità a tutto comfort di vivere la navigazione da diporto richiede sempre più energia elettrica per alimentare gli innumerevoli accessori e dispositivi elettronici installati a bordo dei cabinati moderni. Ciò significa imbarcare batterie sempre più efficienti sia per avere una buona autonomia, sia per poter caricare velocemente, ma anche sistemi di regolazione e gestione del circuito elettrico sempre più efficaci.

A bordo delle moderne imbarcazioni da diporto gli impianti elettrici sono configurati a banchi, ossia un insieme di una o più batterie collegate in parallelo che servono un particolare circuito elettrico dell’impianto imbarcato. Per ragioni di sicurezza i circuiti elettrici sono almeno due: quello del motore e quello dei servizi: lo scopo di questa divisione infatti è garantire che il banco batterie che alimenta il motore non venga consumato dai servizi (frigo, luci, etc.) per cui anche in caso di accidentale scaricamento completo delle batterie del banco servizi, il motore potrà sempre essere avviato e la sicurezza della navigazione sarà garantita, oltre alla ricarica del banco servizi attraverso il motore in moto. Tale sistema standard negli ultimi anni si è evoluto con la creazione di ulteriori banchi che servono circuiti separati, come per esempio l’elica di prua oppure il salpancora, la radio SSB, il congelatore e così via.

Strumenti navigazione

Banchi separati per non rimanere mai scarichi

Anche in questo caso la suddivisione dei banchi ha sempre finalità di sicurezza, evitare cioè che forti consumi di corrente intacchino drasticamente la carica residua degli accumulatori preservando le funzioni più importanti dell’imbarcazione, come appunto il riavvio del motore, l’elettronica di bordo, la strumentazione, le luci di via, etc. La separazione dei banchi consente quindi di isolare ciascun gruppo batteria in modo che non si scarichino e carichino uno con l’altro ed eroghino corrente solo alle utenze a cui sono dedicati.

Vediamo come è configurato un impianto elettrico standard su un cabinato a vela moderno tra i 12 e i 14 metri. In genere saranno predisposti tre banchi batteria: motore, servizi e salpancora (elica di prua). Per semplicità supponiamo che l’impianto sia tutto a 12 Volt, anche se in realtà potrebbe essere tutto a 24, oppure metà a 12 (per l’entrobordo) e metà a 24 Volt (per le utenze e il salpancora).

Il banco per il motore sarà formato da una batteria tra i 70 e i 110 Ah (o da due in parallelo tra i 70 e i 90 Ah), secondo la potenza dell’entrobordo e l’assorbimento del relativo motorino di avviamento. Tale banco ha la sola funzione di accendere il motorino di avviamento e quando il motore è in moto di alimentare il suo impianto elettrico formato da contagiri, centralina elettronica, sensori di temperatura e pressione dell’olio.

Pannelli solari

Batterie motore: elevato spunto per lavori pesanti

Le batterie per il motore devono avere un elevato spunto, ossia la capacità di erogare molta corrente per brevi periodi di tempi, ossia la messa in moto e anche una capacità ragionevole di far fronte agli eventuali momenti il cui il motore non vuol partire ed è necessario insistere con il motorino di avviamento. È noto come infatti tutti i propulsori diesel moderni quando la pompa di alimentazione del motore aspira aria sono in grado di spurgarla autonomamente insistendo con l’avviamento. Altra situazione di lavoro “pesante” a livello di batteria motore è quando ci sono delle impurità nel carburante che vanno a intasare l’impianto di iniezione. Anche in questo caso dopo avere pulito il filtro è necessario insistere con il motorino di avviamento fino a quando il nuovo gasolio pulito arriva agli iniettori. Quindi ecco perché oltre all’elevato spunto le batterie destinate all’entrobordo devono avere sufficiente capacità di erogazione di corrente.

Salpancora

Batterie per salpancora: meglio al gel

Passiamo al banco batterie destinate al salpancora ed elica di prua (bow thruster). Qui l’ideale è avere batterie non eccessivamente capaci, bastano 50-70 Ah, ma dallo spunto molto alto. Spesso gli armatori si affidano a batterie al gel a elementi cilindrici in grado di erogare molta corrente per recuperare, con i relativi carichi e tensioni, anche 70-80 metri di catena dell’ancora oppure alimentare il bow thruster per i minuti necessari a terminare l’ormeggio, facendo resistere la prua dello scafo allo scarroccio dovuto a venti di traversia. Molta corrente per pochi minuti quindi alto spunto ma capacità contenuta, in quanto una volta terminate le operazioni di recupero dell’ancora o dell’ormeggio in banchina, si azionerà il banco batteria dopo un tempo sufficiente ad aver ricaricato il tutto.

Infine i banchi delle utenze hanno da una a sei batterie in parallelo per alimentare tutto quello che occorre nei vari servizi di bordo: luci di via e degli ambienti interni, frigo, elettronica, strumenti di navigazione, pompe di sentina, radio, riscaldamento, pilota automatico e così via. In questo caso la scelta del tipo di batteria deve fare rifermento ad accumulatori a grande capacità di erogare quantità di corrente contenuta ma per lunghi periodi, mentre lo spunto può essere anche basso.

Pacco batterie

Metodi di ricarica standard e “green”

I metodi di ricarica di tali banchi saranno il classico caricabatteria da banchina, l’alternatore del motore e un gruppo di pannelli solari con generatore eolico gestito da un unico regolatore che preleva in modo intelligente la corrente da questi due produttori e mette a disposizione la corrente per ricaricare le batterie all’impianto elettrico.

Alla luce di queste possibili configurazioni standard, quale batteria occorre scegliere per la propria barca? Tutto dipende dalla propensione al comfort e ai consumi, da quanto tempo si passa a bordo e soprattutto dal tipo di navigazione che si intende effettuare: se si hanno in programma navigazioni d’altura a lungo raggio, si necessita di banchi di batterie ad alta capacità sia per avere una buona autonomia, sia per poter caricare velocemente. Per una navigazione d’altura dove si rimane per diversi giorni privi di approvvigionamenti di corrente ma con consumi costanti e notevoli, secondo la tipologia di batterie, è necessario prevedere, per una barca intorno ai 12-14 metri come minimo 600-800 ampèrora di capacità totale. Una potenza sufficiente se a bordo si è dotati di un buon sistema di pannelli solari, generatori eolici, generatori elettrogeni e alternatori di potenza che garantiscono di poter compensare costantemente i consumi.

Avatar
David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.