L’uomo ha una capacità innata di adattarsi e migliorarsi, anche nelle situazioni più difficili e ostili. Più si naviga e più si vive a bordo, maggiori sono le esperienze accumulate e la capacità di affrontare e risolvere problemi al meglio e in modo veloce. Ecco una serie di principi che aiutano questo processo di apprendimento.

“Più mi alleno, più divento fortunato”, diceva scherzando il celebre giocatore di golf Gary Player. Questa frase è rimasta famosa perché suonava molto vera. Più ci impegniamo in qualcosa, migliori sono i risultati che otteniamo e via via tutto risulta più facile. Capita proprio così anche con la navigazione a vela. Con la pratica si diventa più bravi nelle manovre e nelle decisioni strategiche, si fa tutto più velocemente e ci si sente più sicuri in ogni circostanza. Al tempo stesso il maggiore tempo che si passa a bordo rende l’equipaggio più esigente e rigoroso nella gestione delle vele e degli impianti, nelle operazioni di controllo e manutenzione e in generale nel preservare l’economia di bordo.

Più si naviga, più si perfeziona il processo decisionale nel determinare rotte e soste in base alla meteorologia, si sceglie con più sicurezza il punto giusto per alzare o ridurre le vele, si coordina meglio l’equipaggio e la gestione dei turni di guardia e si diventa più abili e veloci a muoversi sopra e sottocoperta. Con meno errori di valutazione e uno schema di navigazione più chiaro in testa, si deve investire meno tempo nel fare le scelte giuste, soprattutto quando si è stanchi. Ma questo processo di apprendimento è uguale per tutti? E continua all’infinito o si riduce con il tempo? Ci sono dei principi generali che possono accelerarlo o tenerci sulla giusta rotta?

01 Conoscere la propria barca

Supponendo che abbiate già scelto la vostra barca perfetta per la crociera, il passo successivo è conoscerla a fondo in ogni suo componente: vele, manovre, attrezzature, impianti, costruzione, allestimenti e dotazioni. Se volete essere sicuri di affrontare e risolvere al meglio eventuali problemi che possono presentarsi durante la navigazione, dovete conoscere ogni centimetro della barca, sapere esattamente come è stata progettata e come funziona. Se state per acquistare un nuovo yacht, avete il vantaggio di poter vedere come viene assemblato e dovreste facilmente farvi consegnare un manuale di istruzioni completo con disegni, schemi idraulici e di cablaggio, nonché elenchi di attrezzature, componenti e numeri di serie degli stessi. Se al contrario si tratta di uno yacht esistente, il tempo che impiegherete per creare il vostro manuale personale con le stesse informazioni si ripagherà automaticamente al momento del bisogno. Per esempio quando dovrete ordinare nuovi pezzi di ricambio o commissionare e controllare riparazioni.

02 L’obiettivo è semplificare e risolvere i problemi

La conoscenza approfondita della propria barca è il punto di partenza dell’autosufficienza necessaria per navigare in sicurezza. Se si hanno le capacità e un po’ di manualità sarà senz’altro efficace personalizzare determinati componenti, manovre e allestimenti in base alle proprie necessità di viaggio. Se invece gli impianti di bordo sono al di là delle vostre capacità e conoscenze potrebbe essere altrettanto utile chiedere aiuto per semplificarli oppure approfondire le proprie conoscenze con corsi specifici con personale tecnico. In mare è molto importante sentirsi a proprio agio in qualsiasi situazione, quindi apprendere le basi della diagnosi dei guasti, delle riparazioni e della manutenzione necessaria aiuta molto a raggiungere questa consapevolezza.

03 Pezzi di ricambio e utensili di ogni tipo

Altro principio generale nella lista delle priorità è quello di avere a bordo le parti di ricambio di impianti e attrezzature fondamentali, così come una cassetta degli attrezzi all’altezza di lavori anche importanti. Fare fronte a un imprevisto in mare è la routine di uno skipper, ma non sempre però siamo in grado di fare le riparazioni a bordo a causa degli spazi angusti e perché spesso le riparazioni vanno eseguite rapidamente. Le parti di ricambio risolvono la maggior parte dei problemi, purché si sappia procedere a smontaggi e rimontaggi. Una buona regola è quella di esercitarsi a terra a smontare le parti del motore, del wc, delle pompe a pedale e dell’autoclave e rimontarle, un passatempo istruttivo che risulterà utile anche per apprendere a utilizzare gli utensili giusti, come cacciaviti, chiavi, pinze, martello, etc. Indispensabile è avere una cassetta con tutti gli utensili di base: chiavi, pinze, martello, trapano, strumenti di misura e rifornirla di attrezzi di qualità, realizzati in materiali capaci di sopportare gli agenti atmosferici estremi. L’ideale è poi conservarla in un luogo asciutto, per esempio in valigette stagne o a a chiusura ermetica, realizzate in materiali antiurto e dotate di guarnizioni in gomma.

Per quanto riguarda i pezzi di ricambio, può essere difficile sapere da dove cominciare: per scherzare gli anglossassoni dicono che la cosa migliore sarebbe rimorchiare dietro di voi una barca identica in modo da avere tutto ciò di cui avete bisogno. In realtà più si naviga più si impara a conoscere cosa si rompe più facilmente a bordo: sicuramente bisogna imbarcare pezzi di rispetto del motore, delle pompe di sentina e del rigging, ma anche un timone di emergenza. Molto utili anche un kit per la riparazione delle vele, un compressore e bombole da immersione. Solo l’esperienza permetterà non solo di utilizzare al meglio questi oggetti ma anche di inventare soluzioni sul momento per far fronte a qualsiasi emergenza.

04 Allenare il fisico e la mente

Altri principi generali che sarebbe bene osservare se si vuole vivere al meglio l’altura e le crociere anche lunghe sono coltivare l’allenamento personale, l’affiatamento con il vostro equipaggio e la sintonia con la vostra barca. I diportisti sono molto bravi ad acquistare attrezzature di ogni tipo, gadget tecnologici, apparecchi di tendenza, ma in mare non si può pensare di delegare tutto alla tecnologia. Bisogna continuare a saper fare un punto nave alla vecchia maniera, con compasso e squadrette, riconoscere le stelle, interpretare il meteo con i segnali che si osservano in tempo reale. Anche la nostra testa ha bisogno di tenersi in allenamento, risolvere problemi, affrontare decisioni. Così come il corpo, i muscoli, la resistenza. Nell’andare per mare l’affaticamento dell’equipaggio va considerato come un vero nemico che mette a rischio la sicurezza della navigazione e della barca.

Gli effetti della fatica sull’organismo sono subdoli perché diminuiscono la capacità di concentrazione, la consapevolezza, riducono i riflessi e la velocità di intervento. A volte in mare ci si trova in situazioni difficili in cui purtroppo si deve rimandare il riposo. Pur essendo consapevoli di essere affaticati occorre cioè resistere non essendovi alternative a continuare la navigazione nelle esistenti condizioni.

05 Un equipaggio consapevole, felice e appagato

Anche avere a bordo un equipaggio felice e a proprio agio è fondamentale in mare. Le persone magari hanno letto quanto sia meraviglioso navigare, ma quando devono convivere con qualcuno che non conoscono in una cabina è diverso, così come scoprire che è molto faticoso vivere in barca. La privazione del sonno, lo stress, il mal di mare e la mancanza di spazio personale possono mettere a dura prova la calma e la pazienza anche della persona più mite e collaborativa. Una brutta atmosfera a bordo è come una polveriera: basta una piccola scintilla per farla esplodere. E può compromettere definitivamente la serenità di una crociera.

Quando in vista di una crociera, magari abbastanza lunga, un armatore decide di imbarcare degli ospiti, deve ponderare molto bene non solo le capacità tecniche e fisiche delle persone in questione, ma soprattutto il loro temperamento, lo spirito, l’approccio alla vita in barca. E soprattutto non bisogna sottovalutare le dinamiche relazionali che si creano a bordo durante la navigazione, specie tra soggetti adulti. I malumori in barca possono creare dei veri disastri. Lo skipper su tutti svolge un ruolo fondamentale: oltre a comandare e condurre la barca, deve stabilire regole chiare e ben precise sulla vita a bordo, i ruoli dell’equipaggio, i compiti da svolgere, i turni di guardia, l’utilizzo degli impianti, le dotazioni di sicurezza e le procedure di emergenza. A bordo di un’imbarcazione vige una gerarchia rigida e la parola del comandante non si discute. L’equipaggio dovrebbe salire a bordo alcuni giorni prima della partenza in modo da conoscersi, prendere le misure e creare il giusto affiatamento per lavorare al meglio insieme.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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