Riparazioni, sostituzioni, risoluzione di avarie agli impianti e alle attrezzature sono la routine di coloro che vivono in barca o praticano lunghe navigazioni d’altura. Serve allora una buona cassetta con gli attrezzi che ci permettono di risolvere i problemi più comuni e realizzare piccoli e grandi lavori di fai-da-te. Quali sono gli attrezzi indispensabili che non possono mancare a bordo?

Coloro che vivono in barca o comunque praticano navigazioni d’altura e lunghi trasferimenti devono possedere una buona manualità e avere una certa dimestichezza con attrezzi e fai-da-te per prendersi cura e dedicarsi alla manutenzione di quella strana, complessa e affascinante “casa navigante” che li porta in giro tra le onde e il vento. È la dimensione stessa in cui ci muoviamo quando usciamo in barca ad esporci alla necessità di sapere fare piccoli e grandi interventi a bordo: riparazioni, sostituzioni, risoluzione di avarie agli impianti e alle attrezzature. Spesso si tratta di operazioni semplici come cambiare un filtro, stringere una fascetta, sostituire un cavo elettrico.

Soltanto i marinai da banchina, i cosiddetti “armatori stanziali” che non si allontanano mai dai porti se non per fare qualche breve veleggiata oppure i facoltosi armatori di yacht di lusso che possono contare su equipaggi che pensano a tutto possono evitare di preoccuparsi della manutenzione di bordo. Per tutti gli altri diportisti i lavori di bordo sono un obbligo dal quale non ci si può esimere. Ma anche un piacere e un’opportunità per recuperare un rapporto vero e profondo con gli oggetti, conoscerli, sapere come funzionano, aprirli, ripararli.

Chi ha già esperienza di lavori fai-da-te naturalmente parte avvantaggiato, mentre chi all’inizio non sa fare nulla mano a mano impara per strada. In realtà coloro che chi non sono esperti non si devono preoccupare più di tanto. I lavori di bordo infatti tutto sommato sono semplici, s’impara progressivamente grazie ai manuali che spiegano tutto quello che si deve sapere. Oggi su internet consultando le pagine di siti specializzati (per lo più in lingua inglese), produttori di attrezzature e impianti nautici o sul famoso canale YouTube si trovano spiegazioni, descrizioni e procedure per tutti i principali lavori di bordo. E quando tutto questo non basta, resta sempre l’occasionale vicino di barca.

Lavori in barca

Materiali di qualità e a prova di salino

A differenza di quelli che si utilizzano a terra gli utensili di bordo devono essere di grande qualità, professionali se possibile, perché destinati a lavorare in condizioni difficili. In mare infatti gli attrezzi deperiscono molto più che a terra: le chiavi per esempio cominciano col perdere la cromatura che le protegge e subito dopo arrugginiscono coprendosi di una patina bruna che dopo qualche tempo ingloba persino le scritte e i numeri. C’è da dire tuttavia che anche se arrugginite le chiavi restano sempre più o meno utilizzabili, cosa che non si può dire per pinze, tronchesi, chiavi inglesi e tutti quegli attrezzi composti da parti snodate. In questo caso infatti la ruggine che si forma tra le parti mobili fa sì che l’attrezzo diventi sempre più duro e difficile da maneggiare fino a gripparsi.

Insomma gli attrezzi che si utilizzano a bordo devono essere realizzati in materiali capaci di sopportare gli agenti atmosferici estremi, come salino, umidità, sabbia, per esempio il classico acciaio inox o il più moderno Chromo Vanadium (cromo e vanadio assicurano una grande resistenza agli sforzi, la indeformabilità, la resistenza alla ossidazione) e soprattutto vanno conservati in un luogo asciutto.

Attrezzi manutenzione

Cassetta attrezzi: resistente e stagna

La cassetta che li contiene è una parte importante delle dotazioni di bordo e deve essere leggera e compatta, ma allo stesso tempo ricca e ben fornita. Meglio orientarsi su prodotti professionali realizzati in materiale plastico antiurto e soprattutto stagno con chiusure ermetiche e guarnizioni in gomma in modo da proteggere gli utensili da umidità e rallentare i fenomeni di corrosione. Una buona cassetta degli attrezzi deve contenere tutto, ma non molto più del necessario perché spazio e pesi a bordo sono preziosi.

Manutenzione

Come selezionare gli attrezzi indispensabili?

Gli attrezzi giusti sono insomma essenziali per la sicurezza e l’autonomia di chi sta a bordo. Ma con quali stessi criteri va stilato un buon elenco degli attrezzi per una barca? Focalizzando l’attenzione sull’utilizzo dei nostri attrezzi di bordo utili alle riparazioni è proprio sulla nostra barca che dobbiamo spostare lo sguardo. Poche semplici riflessioni ci posso aiutare a comporre la nostra cassetta con gli strumenti giusti. Dobbiamo per esempio domandarci dove è stato costruito il nostro scafo, così come gli impianti in dotazione e le attrezzature imbarcate. Se la barca e gli accessori infatti sono stranieri è possibile che siano state usate componenti locali. Spesso in Inghilterra o Australia usano viti e brugole di passi diversi (in pollici). Se abbiamo quindi attrezzatura proveniente da località diverse è bene procurarsi un cricco con le testi intercambiabili e comprare un set di brugole e punte di passi speciali, così da non trovarsi davanti a qualcosa che è né svitabile né amovibile.

Anche conoscere i materiali con cui sono composte le parti principali (legno/vetroresina/alluminio) di barca e attrezzature è importante. Se la nostra barca ha parti di materiali diversi dovremmo imbarcare quegli strumenti che ci possono servire per lavorarli. Per quanto riguarda i propulsori (diesel e fuoribordo) a questi va sempre riservata una cassetta degli attrezzi speciale che non bisogna mischiare con le altre attrezzature. In genere contiene le chiavi per i blocchi movibili, per cambiare candele, filtri e giranti, senza escludere gli attrezzi per lavorare sulla cinghia e l’asse. È quindi basilare e fondamentale conoscere la propria barca per sapere che cosa dovrà contenere la nostra cassetta degli attrezzi. Vediamo in ogni caso quali sono i 12 attrezzi che non devono assolutamente mancare nella cassetta degli attrezzi del buon diportista tuttofare.

Lavori in coperta

01. Chiavi inglesi

Le chiavi inglesi vanno imbarcate di tutte le misure (da 6 a 22 mm), anche se le più utilizzate sono da 13, 14, 17 e 19. Meglio di queste grandezze avere un doppione. Altrettanto importanti sono le chiavi a brugola, nelle misure da 6 a 24 mm, così come le chiavi a croce e a bussola e infine le chiavi per le candele dei motori fuoribordo.

02. Cacciaviti

Di cacciaviti è bene imbarcarne sia lunghi e corti, indispensabili questi ultimi per lavorare negli spazi spesso angusti della barca. È bene munirsi anche di modelli in versione dritta o angolata, con le punte a taglio e a croce. Un cacciavite molto robusto può servire a forzare nella propria sede la cinghia nuova del motore oppure per togliere le coppiglie nel caso in cui occorre serrare una sartia allentata, oppure ancora per sfilare la vecchia girante. Piuttosto che avere mille cacciaviti si può anche decidere di imbarcarne alcuni indispensabili e poi uno munito di cricco con punte intercambiabili.

Lavori tender

03. Pinza e tronchesi

Le pinze sono necessarie per svitare, stringere, tagliare e anche in questo caso bisogna averle declinate nelle varie tipologie: regolabili, autobloccanti e tronchesi. La pinza è un attrezzo magico, piccola, potente, regolabile, serve per stringere a morte qualsiasi cosa, ma la usiamo anche per afferrare e guidare la testa del cacciavite quando dobbiamo svitare delle viti grippate. Si può usare anche come morsa volante per afferrare quegli oggetti che devono essere tagliati o segati. È un utensile versatile e poco costoso che non arrugginisce troppo perché molte delle partidi cui è composto sono realizzate in acciaio inox

04. Pinza a pappagallo

Un attrezzo antico, brutto, ingombrante e facile preda della ruggine. A terra lo usano soprattutto gli idraulici per avvitare i tubi dell’acqua e del gas, mentre in barca se ne sta sempre sul fondo di un gavone da dove emerge sono in casi disperati, come per esempio quando un grosso bullone non vuole saperne di muoversi e magari è anche spanato. La chiave a pappagallo però può essere l’estrema risorsa: lo si stringe a ferro grazie alla lunghezza di braccio e poi si ruota e il gioco è fatto. Serve anche per afferrare e svitare i dati di grandi dimensioni come quelli delle prese a mare quando non si dispone delle chiavi adatte.

Cassetta attrezzi

05. Sega o Saracco

È la classica sega da falegname, ne esistono di tutte le dimensioni e si sceglie quella che meglio si adatta allo stipo dove va riposta. È utilissima e sorprendentemente facile da usare: taglia il legno di tutte le dimensioni con tagli sorprendentemente dritti. È uno strumento utilissimo, ma arrugginisce e ogni 3-4 anni lo si deve cambiare. Anche il seghetto occupa poco spazio ed è dispensabile: taglia legno, ferro e acciaio. Ci si segano tubi, si accorciano viti e oggetti. Le lame arrugginiscono e conviene averne sempre una manciata di ricambio.

06. Morse e morsetti

Riguardo alle morse, ci sono quelle da falegname di lunghezze varie e quelle piccole di plastica per usi diversi. Servono per tenere premute tra loro le superfici da incollare, come strati di compensato che si sono staccati o ancora impiallacciature o rinforzi. Quelli piccole servono anche per usi non propriamente marinari, mentre per lavori più importanti e soprattutto in caso di lunghe navigazioni non è una cattiva idea imbarcare una grande morsa, possibilmente nella versione girevole da installare su un tavolo da lavoro, posizionato per esempio in cala vele.

Lavori vele

07. Pistola per il silicone

Una pistola per il silicone serve sempre, la si usa per contrastare le infiltrazioni d’acqua della coperta, del tambucio, delle lande. È indispensabile per sigillare tubi dei lavandini e scarichi, per incollare e fissare oggetti sopra e sotto coperta, così come per scopi impropri e imprevedibili.

08. Coltello marinaio

Il principe degli attrezzi del marinaio è sicuramente il coltello, talmente importante da essere tenuto a portata di mano se non addirittura alla cintura dato che il suo uso può risolvere situazioni difficili o di emergenza, tuttavia è sicuramente utile averne uno di rispetto nella cassetta degli attrezzi. Sul mercato vi sono numerosi modelli di lame, ma la cosa importante è quella che siano adatte a sopportare le condizioni più estreme, quindi realizzate con materiali anticorrosione e con una buona impugnatura ergonomica ed antiscivolo. Inoltre si può scegliere tra coltelli a lama singola e quelli multitool, che in più hanno degli utili attrezzi come il punteruolo o l’asola aprigrilli. È una buona idea imbarcare oltre al classico coltello da skipper anche uno da sub, più grande, resistente e adatto a lavori pesanti.

Lavori riparazione

09. Trapano elettrico

Per svolgere alcuni lavori di fai-da-te un altro strumento indispensabile è il trapano elettrico. Sarebbe bene scegliere un modello a batteria, di misura medio-grande e molto robusto da utilizzare non solo per eseguire piccoli fori, ma dotato di dischi adatti anche come mola, fresa e levigatrice.

10. Spray anticorrosione

Tra gli spray anticorrosione più conosciuti che tra le altre cose possono essere utilizzati come sbloccanti e lubrificanti ci sono il WD-40 e il CRC 6-66 Marine. WD sta per water displacement (ossia idrorepellente) e 40 per 40° tentativo. È questo infatti il nome con cui il chimico statunitense Norm Larsen, incaricato dall’azienda californiana Rocket Chemical di individuare un nuovo prodotto anticorrosione per l’industria aerospaziale e militare, definì nel 1953 la formula alla quale arrivò dopo appunto quaranta tentativi. Altrettanto efficace è il CRC 6-66 Marine proposto dall’omonima azienda belga CRC che sta per Corrosion Reaction Consultants e che rappresenta la versione nautica del noto 5-56, inventato nel 1958.

Barca in secco

11. Martello

Per quanto riguarda i martelli, in barca ne servono almeno due: uno medio da 0,75 kg e una mazzetta più grande da 2-3 kg. Molto utili sono anche uno scalpello per il ferro e un paio per il legno, così come un seghetto da ferro, una sega da legno e un set di lime.

12. Tester

Il tester permette di verificare lo stato di carica delle batterie oppure l’assorbimento di corrente da parte dei vari dispositivi installati e valutarne i consumi (radar, gps, plotter, navtex, ecoscandaglio, pilota automatico, pannelli solari, etc.). Consente anche di fare il check up sul buon funzionamento del circuito elettrico che alimenta una delle utenze di bordo oppure svelare anomale dispersioni di corrente che potrebbero spiegare lo scaricamento repentino del banco batterie.

Può sembrare una lista molto ridotta, ma è una base perfetta per non trovarsi sprovveduti davanti a nulla. Naturalmente oltre agli attrezzi è bene avere a bordo una buona scorta di pezzi di ricambio per completare il kit del perfetto marinaio tuttofare.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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