Guida all’acquisto del gommone usato: ecco cosa controllare

Come affrontare la visita a un gommone usato che si intende acquistare. Quali sono i componenti da esaminare con cura, come procedere all’ispezione e le possibili magagne da scovare.

Il gommone rappresenta un bel modo di vivere il mare. Un mezzo piccolo, semplice economico, estremamente versatile e dalla manutenzione contenuta. Per coloro che vogliono procedere all’acquisto di un gommone occorre innanzitutto fare una distinzione tra i diversi modelli che propone il mercato nautico, in particolare i gommoni a chiglia rigida e quelli con chiglia pneumatica. Entrambi hanno in comune il fatto di poter essere comodamente trasportabili con gli appositi carrelli stradali. Naturalmente la scelta dell’una o dell’altra versione va fatta in base all’utilizzo che si farà del gommone.

Se per esempio utilizzerete il gommone solo ogni tanto per qualche gita al mare o al lago, è meglio optare per un modello a chiglia gonfiabile e smontabile. Se invece volete fare lunghe escursioni lungo costa o esplorare isole, allora è meglio orientarsi verso un modello a chiglia rigida, più stabile e veloce. Anche a livello di dimensioni del battello da acquistare, la scelta è condizionata soprattutto dal numero di persone che dovrà salire a bordo. Sicuramente per coloro che approcciano per la prima volta imbarcazioni simili può essere interessante e vantaggioso acquistare inizialmente un gommone usato. L’importante è che sia un modello di recente fabbricazione, in modo da avere sotto mano un natante moderno e già collaudato, con il vantaggio di prenderlo però a un prezzo inferiore rispetto a un modello nuovo.

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Segni di usura, danni da incidenti e scarsa manutenzione

Il vero rischio di un gommone usato tuttavia è che può rivelare alcuni difetti oppure danni legati all’usura, a incidenti pregressi, a un suo utilizzo scorretto oppure ancora a una scarsa manutenzione ordinaria. Prima di procedere all’acquisto di un mezzo usato allora il potenziale acquirente deve controllare in maniera scrupolosa che tutto a bordo sia integro e funzioni correttamente: per esempio si dovrà verificare che non sia presente alcun segno di danneggiamento nella chiglia o sui tubolari. Così come è importante controllare la zona del calpestio che deve essere integra.

Come potenziali acquirenti prima dell’acquisto di un gommone usato si potrà chiedere anche una prova a mare che permetterà di valutare ancora meglio la scelta del mezzo e in caso optare per un modello differente.

 

Farsi una lista dei controlli da effettuare

Visto che i controlli e le verifiche sono parecchie, quando si va a vedere un gommone usato può essere utile preparare una sorta di promemoria di cosa esaminare e seguire uno schema preciso per il check up. Questo percorso di indagine ci guiderà nell’osservazione del nostro oggetto del desiderio e ci eviterà di tralasciare particolari importanti che magari potrebbero condizionare le nostre scelte.

L’ideale per formulare questo promemoria è dividere il gommone nelle principali aree di osservazione per individuare possibili indizi di malfunzionamenti o avarie su cui indagare. In fondo a meno che non si tratti un maxi rib di oltre 10 metri, le parti di cui si compone un classico battello semirigido dai 5 agli 8 metri di lunghezza non sono poi molte e il check up di controllo sarà relativamente facile. L’indagine del propulsore però è più lunga e complessa, quindi la affronteremo in un’altra guida.

Gommone usato

Carena: cercare fessure e vie d’acqua

La prima parte del gommone usato da verificare è sicuramente la carena. In questo caso bisogna andare alla ricerca di eventuali segni profondi, soprattutto lungo i pattini di sostentamento e sulla chiglia. L’importante è verificare che siano assenti fessure che attraversano l’asse della carena oppure fenditure longitudinali, perché entrambe potrebbero indicare danni gravi o possibili vie d’acqua. Piccoli segni, graffi e scalfitture nella chiglia riguardano solo il look della barca e per essere eliminati richiedono lavori di riparazione facili e dal costo contenuto.

Gommone usato

Tubolari: occhio a scollamenti e gravi lesioni

Un altro componente da esaminare con molta attenzione quando si valuta l’acquisto di un gommone usato sono i tubolari che possono presentare macchie, segni di usura e danni più consistenti che mettono a rischio la tenuta d’aria alla giusta pressione. Abbastanza semplici da rimuovere con un buon decappante sono le macchie di muffa e gli aloni; mentre è del tutto sconsigliabile fidarsi di tubolari che presentano bolle, indice di un irreversibile logoramento del tessuto. Altrettanto gravi sono gli scollamenti e le possibili lesioni dello strato di hypalon che protegge esternamente il tessuto da cui appare la trama del supporto. In questo caso infatti la tenuta in pressione dell’aria risulta affidata ormai ai soli strati interni di neoprene e l’affidabilità dei tubolari è estremamente ridotta.

Gommone usato

Coperta: attenzione a delaminazioni e infiltrazioni

Altra sezione del gommone usato da valutare attentamente è la coperta e in particolare il piano di calpestio. In questo caso bisogna andare alla ricerca di eventuali fessure o incrinature del gelcoat, normalmente causate da usura. Più pericolose sono invece le zone “spugnose”, causate da infiltrazioni di carburante o di acqua, e i fenomeni di delaminazione del pagliolato in vetroresina. Entrambi i problemi infatti sono gravi e richiedono l’attenzione di un esperto per sapere se vale la pena effettuare una riparazione, visti i costi salati dell’operazione.

Un altro segnale di allarme nell’ispezione in coperta sono gli eventuali distacchi tra questa e la carena: sono facilmente ravvisabili se si sente un movimento anomalo del piano di calpestio quando ci si cammina sopra o quando per esempio si sollecita la consolle. Il reale stato di salute della coperta in questo caso è verificabile solo ispezionando, dove possibile, la giunzione dall’interno dei gavoni.

Gommone usato

Gavoni: controllare ombrinali e giunzioni elettriche

Altro componente del gommone usato da verificare con cura sono i gavoni. In particolare i fori di drenaggio (con diametro minimo di 30 mm) che siano liberi e non ostruiti da residui di lavorazione o da sporcizia. Occorre stare attenti anche alla presenza di crepe nell’angolo di giunzione tra i longheroni e la carena o tra i madieri e la carena. All’interno dei gavoni bisogna verificare che ogni apparato con collegamento elettrico, come autoclavi e batterie, sia stivato sopra la linea di galleggiamento per non essere aggredito dall’acqua. Sarà, inoltre, opportuno verificare che le giunzioni di fili elettrici non siano fatte nelle parti basse della sentina e che i cavi siano di tipo ignifugo e adeguati all’utilizzo. Anche le giunzioni devono essere effettuate con saldature a stagno o con morsetti adeguati, nonché sigillate con guaine o nastri specifici.

Serbatoi di acqua e carburante

Da controllare bene sono anche i serbatoi del carburante o dell’acqua dolce, in genere costruiti in acciaio inox o polietilene reticolato. È necessario controllare che i primi rispettino i requisiti di aerazione naturale con griglie o pompe di aspirazione, siano ispezionabili e amovibili. Si deve verificare, inoltre, che i serbatoi in acciaio siano dotati di filo di massa collegato al negativo della batteria; inoltre che dispongano di una targhetta con nome e indirizzo del costruttore, tipo di carburante (benzina o gasolio), prova di pressione, capacità in litri, tipo e numero di certificazione CE. Tutti i serbatoi fissi devono avere una valvola per chiusura remota o elettrovalvola. Quanto ai tubi di alimentazione, dovrà essere ben visibile il numero di omologazione.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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