Giro del mondo “vecchio stile” per la navigatrice Susie Goodall

La skipper britannica Susie Goodall a soli 28 anni ha deciso di prendere parte alla replica del Golden Globe del 1968, giro del mondo senza scalo in solitario, che partirà dalla Francia il prossimo 1° luglio. Per lei e gli altri partecipanti l’obbligo di navigare “vecchio stile” con solo sestante, bussole e carte nautiche e rigorosamente senza tecnologia.

Susie Goodall è stanca di chi le chiede perché vuole navigare da sola, senza scalo in giro per il mondo usando l’equipaggiamento nautico degli Anni 60. “Perché no?”, risponde a sua volta con enfasi. Cinquant’anni fa, tra il 1° giugno e la fine di ottobre del 1968, nove uomini su nove barche a vela partirono dalla costa meridionale dell’Inghilterra come partecipanti al Golden Globe , giro del mondo senza scalo e in solitario organizzato dal quotidiano Sunday Times. Il loro obiettivo era di navigare, da soli, attorno al pianeta senza mai fermarsi.

Sei iscritti si ritirarono, uno probabilmente si è suicidato (Donald Crowhurst, la cui storia è raccontata nel recente film dal titolo Il mistero di Donald C.) e un francese disinvolto e sognatore (Bernard Moitessier) decise che, invece di finire la gara, avrebbe prolungato la sua gioia di navigare libero continuando a veleggiare tra le isole del Pacifico. Solo uno skipper, (Sir) Robin Knox-Johnston, riuscì a completare la regata.

Susie Godall

Solo 30 partecipanti, tutti lupi di mare

Poiché quest’anno ricorre il 50° anniversario dell’inizio di quell’evento, è stata organizzata un’altra gara quasi identica. In omaggio al passato, i partecipanti devono utilizzare lo stesso tipo di equipaggiamento nautico che esisteva nel 1968. Quindi sestanti e bussole sostituiranno gli attuali aggiornamenti satellitari; carta, penna e libri prenderanno il posto dei computer. La corsa è limitata a 30 partecipanti. L’attuale carnet di candidati confermati include marinai provenienti da più di una dozzina di nazioni, tra cui un francese di 72 anni, un 38enne dall’India e Susie Goodall del Regno Unito che ha la stessa età, 28 anni, di Knox- Johnston quando prese parte alla gara. Come concorrente più giovane e donna, c’è naturalmente grande attenzione da parte della della stampa e della comunità di appassionati diportisti sulla sua impresa.

Golden Globe

“Ho deciso subito che dovevo esserci”

Goodall è una ragazza aperta, schietta e disponibile, più interessata a imbarcare pasti e attrezzature adeguate sulla sua barca di 36 piedi, piuttosto che a capire cosa pensi la stampa di lei. Goodall stava lavorando in Islanda per una spedizione di addestramento a vela quando un membro dell’equipaggio le parlò di questa gara. In un ristorante sulla spiaggia inviò una mail all’organizzatore della regata Don McIntyre chiedendo di tenere un posto per lei. Gli promise quindi di presentare una richiesta ufficiale online quando avrebbe trovato una connessione Internet libera. E così ha fatto.

“Ho chiesto, tenetemi un posto. Voglio farlo “, ha raccontato. “Quando ne ho sentito parlare per la prima volta, ho deciso immediatamente di prendervi parte. Quando ero giovane guardavo Ellen MacArthur in TV (la MacArthur ha battuto il record di velocità sul giro del mondo a vela in solitario). Se lo ha fatto lei, potrei farlo anche io. Era una specie di sogno quando ero più giovane. Questo format è molto vicino alla mia visione di ciò che volevo fare “. La rapidità di decisione e la mancanza di preoccupazione della Goodall riguardo a qualsiasi “perché” sulla gara riflettono molto l’approccio del vincitore della regata originale Knox-Johnston. In un libro che racconta quella mitica regata, Un viaggio da matti, l’autore Peter Nichols ha raccontato di questo marinaio determinato e fuori dal comune.

Susie Goodall skipper

10 mesi di navigazione solitaria in oceano

Le barche che partecipano a questa nuova regata devono essere state progettate prima del 1988 e avere una lunghezza compresa tra i 32 e i 36 piedi. Goodall ha scelto la lunghezza massima. “Ci sono da trascorrere nove o dieci mesi in mare. Pensavo di dover prendere tutto il mio cibo con me. Assolutamente tutto. Quindi più grande è la barca, meglio è. Anche se guardo la mia barca ora e penso, dove crede di andare? Goodall è supportata da vari sponsor sia ufficiali che non ufficiali (compreso il colosso DHL) e trasuda gratitudine per questa opportunità. “I miei genitori sono molto solidali con me – racconta – e i miei fratelli pensano che sia affascinante. Non potrei farlo senza di loro, a essere onesti”.

Tra il presente e il giorno della gara, ossia il 1 ° luglio da Les Sables d’Olonne in Francia, la Goodall ha molto da fare, comprese le modifiche da apportare alla barca e l’organizzazione della cambusa. “Ora guardo il cibo in modo molto diverso. Il cibo è carburante. Da quando ho deciso di fare la gara ho iniziato a prestare più attenzione a come mangio. Se devo rimanere sveglia allora rinuncio a un grande piatto di pasta o a una lasagna”. I partecipanti avranno radio ad alta frequenza (HF). I telefoni satellitari saranno utilizzati solo per fornire aggiornamenti settimanali agli organizzatori della gara o per comunicare in caso di emergenza. “Sono cresciuta navigando su piccole imbarcazioni di 20-30 piedi – racconta la Goodall – e sono nata con la tecnologia, quindi dal punto di vista dell’intrattenimento sarà difficile. Nessun iPod o Kindle”.

Skipper inglese Susie Goodall

Imperativo: essere autosufficienti e concentrati

L’obbligo di utilizzare solo la tecnologia degli Anni 60 focalizzerà i navigatori sull’autosufficienza, sulle abilità di navigazione e sull’improvvisazione. I marinai più giovani che non hanno mai usato questa attrezzatura prima dovranno capire come utilizzare le vecchie audiocassette e le fotocamere Super 8 e ancora come riavvolgere i rotoli di pellicola da 35 millimetri. Potranno trarre beneficio da come il marinaio francese Bernard Moitessier, partecipante della gara originale del 1968-1969, abbia rifiutato di imbarcare una radio pesante e abbia deciso di comunicare riempiendo con le sue note scritte a mano alcune lattine di alluminio per poi spararle, con la fionda, sui ponti delle barche che passavano nei paraggi.

Questa gara autorevole e storica metterà alla prova tutti i partecipanti in una sfida estenuante, sia fisicamente che mentalmente. A differenza della regata originale, questa replica sarà seguita in tempo reale da molte più persone in tutto il mondo. “La mia più grande preoccupazione è l’ultimo tratto – spiega la Goodall – perché la barca avrà percorso già circa 20.000 miglia senza scalo. Penso che il problema per me sia di essere in grado di tenere il passo della barca. E gestire tutto da sola. È una grande sfida. Ma sarà divertente. La più grande sfida è quella di arrivare all’inizio. Se riesci ad arrivare all’inizio, puoi arrivare al traguardo”.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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