Ecco perché le orche attaccano le barche in Spagna e Portogallo

Da due anni un gruppo di orche che vive lungo le coste di Spagna e Portogallo continua ad attaccare sistematicamente le imbarcazioni. Ecco come gli studiosi di questi cetacei spiegano tali comportamenti.

Come riportato ampiamente dalla cronaca diportistica, a partire dall’estate 2020 branchi di orche hanno cominciato ad attaccare pescherecci, barche a vela e catamarani che navigavano lungo le coste di Spagna e Portogallo. Spesso danneggiandole e mettendole fuori uso. Gli attacchi sono stati oltre 200, continuano tutt’oggi. Solo qualche giorno una barca a vela è stata così gravemente danneggiata che è affondata al largo della città lusitana di Sines.

Le segnalazioni di questi incidenti e le preoccupazioni aumentano. Tanto che sono state create pagine web e gruppi social per consentire ai velisti di scambiarsi informazioni e avvistamenti. Nel frattempo anche istituzioni e specialisti hanno aperto un sito ad hoc e stanno raccogliendo quanti più dati possibile per capirci qualcosa in più su questo fenomeno senza precedenti.

Orche super predatori ma inoffensive per l’uomo

Le orche (Orcinus orca) sono cetacei super predatori ma non sono però mai state considerate una minaccia per la nostra specie. Quanto sta succedendo in Spagna e in Portogallo resta perciò qualcosa di incredibilmente raro e del tutto fuori della norma.

Secondo le dinamiche riportate dai testimoni, quando avviene un incontro, i cetacei iniziano ad avvicinarsi alle barche e le interazioni maggiormente segnalate includono spinte e speronamenti che hanno fatto anche ruotare le barche e, in alcuni casi, provocato danni allo scafo e ai timoni.

orche

Una forma di gioco o di difesa

Due le ipotesi dietro questi attacchi da parte della comunità scientifica. I biologi marini ritengono che il modo in cui avvengo le interazioni con le imbarcazioni potrebbero essere una forma di gioco. Le orche non ci considerano una preda e non hanno mai attaccato le persone, neppure quando queste sono finite in mare e, inoltre, se ne avessero la voglia, potrebbero creare molti più danni di quelli segnalati. Inoltre, secondo alcuni esperti, parte del “divertimento” per loro potrebbe proprio essere quella di danneggiare volutamente le barche.

La seconda ipotesi, invece, sostiene che gli attacchi siano una qualche forma di comportamento di difesa. Una reazione probabilmente legata a una brutta esperienza vissuta dal gruppo o al fatto che gli umani e le barche abbiano invaso il loro territorio interferendo con gli spostamenti, le interazioni sociali oppure ancora con la ricerca di cibo. Se i cetacei fossero stati infastiditi, stressati o addirittura speronati da qualche imbarcazione, avrebbero tutte le capacità per reagire in malo modo a un’esperienza traumatica.

orche

Le coste a maggior rischio di attacco

In attesa di capirci qualcosa in più, esperti e istituzioni monitorano con attenzione la situazione pubblicando continui report sugli incidenti e le zone di maggiore rischio sul sito orcaiberica.org. In alcune zone è stata vietata la navigazione alle imbarcazioni inferiori ai 15 metri di lunghezza. E in caso di incontro coi cetacei, i marinai sono tenuti a non avvicinarsi, a spegnere i motori e i dispositivi di navigazione. Dopodiché occorre contattare le autorità segnalando l’incontro e raccogliere quanti più dati possibili sull’interazioni e gli individui coinvolti.

Per molti marinai e associazioni navale questo però non basta. Come si legge nel gruppo Facebook Orca Attack – Iberia e Orca Attack Reporting, alcuni chiedono a gran voce che venga aperta un’indagine e che vengano prese contromisure più decise per permettere una navigazione sicura.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

1 Comment
  1. Orcas aren’t stupid. Sailboats are slow enough to be under their control. they are acting a sort of revenge versus the boats (fisher) guilty to depredate the sea from what their are daily needing. Maybe the first “reasoned” contrast to the humans from the ”nature” in the history.

Leave a Reply

Your email address will not be published.