Ecco come sarà la 37° edizione dell’America’s Cup

Il defender Team New Zealand e il rappresentante degli sfidanti Ineos Britannia il 16 novembre hanno varato il nuovo protocollo con le regole della prossima America’s Cup. Si svolgerà nel 2024 sempre con gli AC75, ma la sede ancora è incerta.

La 37° edizione dell’America’s Cup finalmente prende forma. Lo scorso 16 novembre il defender, Team New Zealand e il rappresentante degli sfidanti, Ineos Britannia, hanno pubblicato il protocollo della prossima Coppa. Tante le novità in programma e qualche conferma sul format di regata. Anche la 37° America’s Cup sarà un evento multichallenger, ossia con più sfidanti che si svolgerà a bordo degli AC75, anche se con qualche variazione alle barche, tra cui la rimozione del bompresso e l’abolizione del Code 0. Per ridurre i costi sarà possibile costruire un solo scafo, ci saranno limitazioni sul numero dei foil, dei componenti e si è deciso che l’AC75 resterà anche per le prossime due edizioni della coppa. Il numero delle persone di equipaggio inoltre scende inoltre da 11 a 8 e ci saranno regole più strette sulla loro nazionalità.

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Barche per i test e hangar dei team aperti al pubblico

Sempre in tema di barche ogni team di America’s Cup avrà a disposizione anche il più piccolo AC40, che diventa One Design, e che verrà utilizzato sia per effettuare i test che per partecipare a una serie di nuove regate con equipaggi femminili (America’s Cup Women’s Regatta) e giovanili Under 25 (America’s Cup Youth). Le regate con gli AC40 si svolgeranno nella stessa località dove si svolge la coppa. Quanto invece alla progettazione, a tutti i partecipanti sarà fornito un software di base per la barca e un apposito programma consentirà di seguire le fasi di aggiornamento dei lavori anche su canali media dedicati. Per catturare più pubblico inoltre sarà anche obbligatorio consentire l’accesso al “backstage” del team. Per incentivare la ricerca sulle energie “alternative” ogni equipaggio dovrà inoltre avere 2 tender di supporto lunghi almeno 10 metri, dotati di foil e alimentati a idrogeno.

America’s Cup

Il nuovo format delle regate di America’s Cup

Nella 37° edizione della America’s Cup ci saranno fino a 3 regate preliminari che richiedono la partecipazione di tutti i concorrenti: nelle prime due verranno usati gli AC40, mentre l’ultima regata sarà fatta a bordo degli AC75 nello stesso luogo della Coppa. Le regate di selezione (che quest’anno si chiamavano Prada Cup, ma che cambieranno nome secondo lo sponsor) si terranno nella stessa sede della Coppa e consisteranno di 3 Round Robin, più semifinali e finale che eleggeranno lo sfidante ufficiale. Il Defender potrà competere solo nella fase a Round Robin, ma è i risultati saranno esclusi dal punteggio e quindi non influiranno nella classifica.

Sia le regate per decidere lo sfidante (Challenger Selection Series) che i match race di Coppa America si terranno tra gennaio e settembre del 2024. Sarà vietato effettuare allenamenti fino a settembre 2022, tranne per gli sfidanti che acquistano un “vecchio” AC75 sul quale potranno navigare per massimo 20 giorni tra il 17 giugno e il 17 settembre 2022.

America’s Cup

Ancora sconosciuta la sede della Coppa

Le iscrizioni si aprono il 1° dicembre 2021 e terminano il 31 luglio 2022. Ci sarà la possibilità di utilizzare una proroga (probabilmente pagando un sovraprezzo) fino al 31 maggio 2023. Al momento come team iscritti ci sono solo i neozelandesi, gli inglesi e Luna Rossa Challenge che ha già dato l’ok alcuni mesi fa. I due consorzi americani sono al lavoro e fra l’altro non avranno più l’appoggio del New York Yacht Club, il circolo che ha detenuto la Coppa più a lungo nella storia (1851-1983). Si parla di un possibile ritorno di Ernesto Bertarelli ed Alinghi, ma al momento sono solo ipotesi.

Quanto infine alla sede della 37° edizione della America’s Cup, la decisione sarà espressa entro il 31 marzo 2022. In lizza per ospitare il prestigioso evento ad oggi ci sono la Spagna, l’Irlanda, l’Arabia Saudita e la stessa Auckland.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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