Ecco come funziona il “Search and Rescue” nel Mediterraneo

Il manuale “Search and rescue in Mediterraneo” racconta quali sono le implicazioni tecniche, pratiche e legali delle operazioni di soccorso in mare e quali rischi e difficoltà incontrano gli operatori sanitari impiegati in questi interventi.

Nelle cronache quotidiane di incidenti in mare vengono spesso citate le cosiddette operazioni di “search and rescue”, ossia ricerca e soccorso ad opera della Guardia Costiera. Ma anche delle altre forze armate impegnate lungo le coste italiane, come Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri. Si tratta di attività complesse che oltre all’uso di mezzi navali e aerei, impiegano anche personale sanitario chiamato a soccorrere diportisti in difficoltà e naufraghi. Ma anche vittime dei traffici di migranti.

Ebbene, come si svolge un’operazione sanitaria di “Search and Rescue”? Quali sono le implicazioni tecniche, pratiche e legali di questi interventi? Quali i rischi e le difficoltà che incontrano gli operatori sanitari del soccorso in mare?

Leggi anche: Incidenti e infortuni in barca: suggerimenti di primo soccorso

Search and Rescue

Aspetti interessanti anche per i diportisti

A svelarcelo è il manuale “Search and Rescue nel mar Mediterraneo – Manuale di soccorso sanitario per gli operatori” (Il pensiero scientifico editore). Il volume è scritto da Francesco Bertoncello, medico specialista in Anestesia e Rianimazione, Michele Salvagno, anche lui medico specializzato e Giuseppe De Tommaso, un “rescue swimmer” e comandante di motovedette SAR.

Le pagine del testo offrono una panoramica sul mondo del search and rescue marittimo, facendo cenni agli assetti operativi, al contesto giuridico internazionale e italiano. Nonché tutto quello che riguarda la navigazione e alla parte espressamente tecnica dell’intervento. La parte principale del volume è dedicata invece agli aspetti sanitari del soccorso. Qui si racconta il lavoro svolto dagli operatori sanitari, ossia medici e infermieri.

Search and Rescue

In mare non ci sono ambulanze

Tra le diverse tematiche dell’emergenza sanitaria del search and rescue in mare vengono trattate in maniera molto esaustiva il trauma, le emergenze neurologiche, quelle di interesse cardiovascolare, le principali manifestazioni polmonari e addominali. Così come le situazioni di interesse ostetrico-ginecologico, il paziente pediatrico, le malattie infettive. E infine le patologie ambientali (ipotermia, patologie da calore, anafilassi, ustione, annegamento e infortuni subacquei).

Per ogni tipologia di emergenza vengono utilizzati acronimi e algoritmi che permettono di standardizzare e facilitare, dal punto di vista mnemonico, le operazioni da eseguire nei confronti dei pazienti. Si tratta del metodo classico di catalogazione sanitaria del sistema anglosassone, dove sono previsti degli step da seguire ben chiari e precisi, lasciando poco spazio al personale modo d’agire.

Un intero capitolo è dedicato infine alla gestione delle cosiddette “mass rescue operation”. Si tratta di un tema sempre più attuale considerando che un gran numero delle operazioni di search and rescue nel Mediterraneo sono legate al fenomeno delle migrazioni di massa. Nelle emergenze di questo tipo infatti, dove il numero di naufraghi è molto elevato rispetto alle risorse impiegate, la gestione del soccorso cambia assetto, sia per quanto concerne l’approccio tecnico che quello sanitario.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.