Ecco 6 consigli per navigare sotto la pioggia

La navigazione durante un temporale o un acquazzone estivo non crea grossi problemi a un equipaggio a patto di seguire alcune accortezze per rimanere asciutti, proteggere la coperta, manovrare al meglio la barca e rimanere in sicurezza. Ecco i 6 consigli da mettere in pratica.

Un temporale improvviso, un groppo, un fronte freddo in arrivo sono situazioni meteorologiche piuttosto frequenti quando si naviga in crociera. Può capitare allora di veleggiare sotto un’acquazzone o una pioggia scrosciante. Che fare? Poco male, la pioggia non crea grossi problemi in barca e anzi fa parte del gioco. Basta proteggersi con abbigliamento adatto e assicurare la giusta protezione al pozzetto, muoversi con cautela in coperta e mettere al riparo carte nautiche e strumentazione elettronica.

L’importante è prepararsi alla pioggia con un certo anticipo, compresa la pianificazione delle manovre, visto che dopo quando si è bagnati e infreddoliti, tutto diventa più difficile

01 La sicurezza prima di tutto

In vista di un temporale occorre predisporre la barca al meglio per affrontare in sicurezza la navigazione. Quindi è importante prima di tutto controllare e chiudere tutti gli osteriggi coprire il tambucio e sgombrare il pozzetto da ogni oggetto inutile. Se si prevede di effettuare una manovra, come ridurre la velatura o cambiare una vela, è meglio sempre giocare d’anticipo perché con la pioggia tutto diventa più difficile, anche prendere le giuste decisioni. Occorre poi controllare che le scotte siano in ordine e al loro posto. Bisogna poi stare attenti agli spostamenti a bordo visto che con la coperta bagnata è facile scivolare se non si indossano delle apposite scarpe con le suole in gomma antiscivolo. Vale sempre quindi la regola di camminare bassi e con una mano per sé e una per la barca. Meglio poi evitare di andare sulla tuga o a prua, se non in caso di emergenza.

Con la pioggia sarebbe sempre bene predisporre in coperta la jack line e invitare tutti i membri dell’equipaggio a indossare il giubbotto di salvataggio e usare la cintura di sicurezza, anche di giorno. La pioggia costituisce infatti un motivo in più per essere assicurati quando si esce in coperta ed evitare di cadere fuoribordo: la manovra di recupero di una persona è una delle più difficili e indumenti come la cerata o gli stivali riducono di molto le possibilità di galleggiare e muoversi del naufrago, meglio quindi scongiurare questo pericolo in anticipo.

02 Proteggere il pozzetto con la cappotte

L’unico vero problema che può creare la pioggia battente all’equipaggio di una barca è la riduzione di visibilità che può essere anche del 40-60 per cento, un fattore sempre molto importante ai fini della sicurezza della navigazione. Molte delle barche a vela che navigano nel Mediterraneo dispongono di una cappottina opportunamente tesata da appositi tiranti e con una parte frontale in materiale trasparente in pvc. Questa sorta di finestra sulla prua della barca dovrebbe offrire visibilità sufficiente al timoniere anche nelle navigazioni sotto la pioggia, oltre che riparare dal vento e dall’aria fresca. Tuttavia non sempre la parte trasparente della cappottina è di aiuto in condizioni di maltempo perché con la prolungata esposizione agli elementi e soprattutto ai raggi solari tende a divenire opaca. Un’opacità spesso irreversibile anche se si interviene con accurate pulizie.

Se poi la pioggia che s’incontra nel corso della navigazione è copiosa, c’è da considerare che anche una pulizia pressoché corretta non aiuta molto: i rivoli d’acqua che scorrono sulla finestra infatti provocano una sorta di effetto lente che va a deformare la visuale. In queste condizioni l’ideale sono le cappottine di cui sono dotate in genere le barche nordiche che dispongono di un vero e proprio supporto fisso che fa da cornice alla finestra e sul quale hanno integrato una specie di tergicristallo. Al di là del look alla “motoryacht”, esteticamente discutibile, questo accessorio in realtà aiuta parecchio a pulire la finestra da gocce e spruzzi.

03 Abbigliamento: belli asciutti in coperta

Se si ritiene di andare incontro a una navigazione piovosa, è il caso anche di attrezzarsi con un abbigliamento adatto: stivali, pantaloni a salopette, guanti e cerata devono essere di ottima qualità. Per gli stivali si consiglia di scegliere i modelli più adatti alle intemperie e che sopportino bene una grande quantità d’acqua mantenendo il piede asciutto. Di solito i modelli migliori sono quelli che uniscono per la scarpa la traspirazione naturale del cuoio e per il gambale le migliori fibre sintetiche. Lo stivale una volta indossato va chiuso in alto sovrapponendo il pantalone elastico della salopette. La cerata poi deve chiudersi perfettamente sulla testa, sul viso e ai polsi. Ogni apertura o ingresso lasciato libero significherà passaggio dell’acqua garantito.

La cerata deve calzare molto bene ed essere confortevole consentendo movimenti liberi nelle manovre. Deve inoltre essere leggera, avere tasche stagne dove poter riporre all’asciutto una piccola torcia, il Gps portatile, etc. Una volta giunti al porto di destinazione dopo una navigazione bagnata, se non siete in grado di risciacquare la cerata con acqua dolce e farla asciugare per bene a bordo, meglio portarla a casa dove queste operazioni potranno essere svolte più agevolmente.

04 Evitare le infiltrazioni sottocoperta

Durante un acquazzone l’acqua potrebbe trovare una fessura attraverso una delle molte vie d’acqua presenti a bordo, entrare all’interno e creare situazioni spiacevoli. Anche in modeste quantità infatti l’acqua infiltrata sottocoperta crea cattivi odori, umidità, muffe, ruggine e richiede l’intervento di sistemi di esaurimento. Tra i controlli di routine per evitare vie d’acqua indesiderate occorre quindi inserire la verifica della tenuta di osteriggi e oblò, l’ispezione degli ombrinali che scaricano l’acqua nel pozzetto o dei drenaggi del pozzo dell’ancora. Oggigiorno portelli, oblò e passauomo vengono disposti a filo della coperta, al fine di non spezzare le linee del ponte e della tuga. Una soluzione sicuramente apprezzabile dal punto di vista estetico, ma non sempre marina. Se non opportunamente sigillate, infatti, queste finestre a filo possono causare sgradevoli infiltrazioni. Sarebbe bene che fossero almeno provviste di un’apposita canaletta intorno per evitare che l’acqua finisca sotto coperta. Anche le maniglie a scomparsa e le guarnizioni dovrebbero garantire la massima tenuta stagna.

Anche l’albero passante è un’altra delle potenziali via d’acqua in barca. Per rendere stagna in modo efficace la mastra il metodo più usato consiste in una cuffia di gomma o neoprene sagomata che viene fissata sia alla mastra che all’albero con delle fascette di acciaio inox. In alternativa c’è la Spartite della ditta e statunitense Cass che offre ottime caratteristiche di tenuta stagna e meccanica: si tratta di una resina bicomponente che una volta centrato l’albero serve a riempire gli interstizi e si solidifica. Utili anche i nastri autoagglomeranti tipo Mast boot. Servono a impermeabilizzare ma anche a rifinire eventuali imperfezioni create con i sistemi precedenti.

05 Come regolare le vele bagnate

Le vele sono confezionate con tessuti sintetici come il Dacron che pur essendo impermeabili risentono ugualmente della pioggia: una vela quando è bagnata pesa di più, perde la forma ottimale ed è più difficile da regolare tanto più quanto minore è l’intensità del vento e in presenza di onda. È in questa occasione infatti che per aumentare la profondità e la potenza delle vele si alleggerisce la tensione sulle drizze e si aumenta lo svergolamento aprendo la parte alta della vela. Si tratta di manovre difficili da eseguire con una vera bagnata e senza l’aiuto dei nastri segnavento appesantiti e fuori uso.

Ancora più difficoltà si avranno poi con le vele portanti in genere realizzate con tessuti molto leggeri, come per esempio quelli dello spinnaker o del gennaker che per portare in modo decente hanno bisogno almeno di una brezza tesa.

06 Se lo smartphone non è impermeabile…

La pioggia mette a dura prova i nostri dispositivi elettronici e palmari che ci seguono a bordo. Una serie di custodie impermeabili è quello che ci vuole. Ormai il mercato propone un’ampia offerta di contenitori stagni esplicitamente pensati per proteggere ogni tipo di apparecchio come macchine fotografiche, cellulari, lettori mp3 o radio portatili. Ne esistono di tutte le fogge e in tutte le misure e sono realizzati in poliestere o in Pvc. Questo materiale trasparente garantisce infatti l’utilizzo di diversi dispositivi elettronici dotati di display digitale e touch screen che possono essere inserirti facilmente nella loro custodia grazie ad una pratica cerniera laterale stagna che ne preserva il contenuto da qualsiasi infiltrazione.

Pratici sono quelli con chiusura a clip che una volta chiusa ne garantisce la perfetta impermeabilità, così come sono molto funzionali sono anche i modelli semirigidi per proteggere da urti gli oggetti più delicati. Alcuni modelli sono anche galleggianti. I contenitori stagni sono ideali non solo per la vita di bordo, ma anche da portare con sé quando si prende il tender per sbarcare a terra o fare gite lungo costa a bordo di Sup, canoe e jet ski al fine di custodire chiavi, documenti, soldi e carte di credito.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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