Due incidenti nautici molto simili si sono verificati nei giorni scorsi nelle acque di Capri e in quelle di Lipari. Entrambe le imbarcazioni sono andate a scogli affondando in pochi secondi e gli equipaggi sono stati salvati, ma è allarme contro chi si mette al comando di una barca senza nessuna preparazione.

Disattenzioni, errori, ma soprattutto la mancanza assoluta di cultura marina, di esperienza di mare che si sommano a superficialità e leggerezza. Sono queste le cause principali degli incidenti in barca che come ogni anno tornano a riempire le pagine di cronaca dei quotidiani. La complessità della navigazione, anche se si tratta di una semplice gita in mare per un bagno, comporta un livello di guardia che spesso anche gli skipper professionisti non rispettano, figuriamoci i neofitj. Sono in molti per esempio a non indossare i giubbotti di salvataggio e non agganciarsi alla jack-line quando si naviga con vento forte e mare formato oppure di notte. Altri non danno la giusta importanza alle previsioni meteorologiche oppure affrontano con troppa disinvoltura la navigazione in prossimità di scogli e bassi fondali.

I diportisti più soggetti a incidenti sono quelli che noleggiano imbarcazioni che pensano che condurre uno yacht o un natante sia come guidare un auto. Non è così e le conseguenze di questa approssimazione possono costare anche care. Due recenti incidenti in mare sono esempi eclatanti di questa scarsa attenzione e mancanza di consapevolezza.

Quattro ragazzi hanno rischiato la vita a Capri

Un piccolo natante da diporto con a bordo quattro giovani è colato a picco nel pomeriggio di qualche giorno fa dopo avere imbarcato acqua al largo di Capri. I quattro occupanti del natante, due ragazzi e due ragazze di cui tre minorenni, provenivano da Castellamare di Stabia, dove avevano noleggiato lo scafo per passare una giornata in mare. L’incidente è avvenuto durante una manovra azzardata in prossimità della costa che ha portato la barca a urtare contro le rocce e ad affondare in pochi secondi. Subito allertata con una richiesta di soccorso, la Capitaneria di Porto di Capri ha fatto partire con urgenza la motovedetta CP 868 che fa parte dell’operazione estiva “mare sicuro”.

Nel frattempo gli occupanti sono stati soccorsi dall’equipaggio di un motoscafo che transitava nei pressi della barca affondata e all’arrivo della motovedetta sono stati fatti trasbordare, mentre veniva allertato dalla Capitaneria di Porto il 118 che li attendeva al porto di Marina Grande. Il personale medico del 118, dopo avere effettuato il primo intervento, ha provveduto a trasferire i quattro giovani all’ospedale Capilupi, da cui sono stati dimessi in buone condizioni.

Nelle ore successive la stessa motovedetta della Capitaneria è ritornata nella zona dell’affondamento per individuare la posizione del relitto e monitorare l’area per verificarne l’assenza di elementi di inquinamento in atto. Dopo avere accertato che giaceva a 30 metri di profondità sul fondale, l’imbarcazione è stata messa in sicurezza in vista delle operazioni di recupero in programma nei prossimi giorni.

Otto turisti romani salvati alle Eolie

Un altro incidente simile si è verificato qualche giorno fa in Sicilia dove uno yacht con 8 persone a bordo ha urtato alcuni scogli nell’isola di Lipari ed è affondato in pochi secondi. La tragedia è stata sfiorata solo grazie al tempestivo intervento dei soccorsi che hanno tratto in salvo gli otto turisti romani, quattro uomini e quattro donne, che erano partiti dal porto di Salina per un’escursione nelle acque dell’arcipelago eoliano.

A soccorrere i diportisti è stata una motovedetta della Guardia Costiera che in pochi minuti ha recuperato i passeggeri. Nelle ore successive all’incidente è stata chiamata una ditta locale esperta in recuperi marittimi per recuperare l’imbarcazione. Dopo i riscontri medici che hanno constatato la loro buona salute nonostante lo spavento i turisti sono stati quindi trasferiti sull’isola di Salina. L’autorità marittima ha aperto una inchiesta sull’incidente.

Non sono i primi e non saranno gli ultimi incidenti nautici registrati in questa estate. Speriamo in un’inversione di rotta rispetto a tanta improvvisazione…

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

2 Comments
  1. Troppi marinai della domenica, con il mare nn si scherza ed il diporto in affitto andrebbe regolamentato almeno con obbligo patente così si presume che dovresti essere in possesso delle nozioni principali

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