Il sogno di molti diportisti è quello di trasferirsi all’estero una volta raggiunta la pensione per godersi appieno la barca e vivere sul mare. Scelte oggi ancora più facili visto che alcuni paesi del Mediterraneo, ma anche dei Caraibi, pongono in essere appositi incentivi fiscali.

Quanti appassionati di vela e navigazioni sognano, una volta andati in pensione o anche prima, di godersi finalmente la propria barca a tempo pieno, organizzare lunghe crociere e viaggi intorno al mondo oppure semplicemente fermarsi in qualche destinazione calda e accogliente dove passare l’inverno? Per quanto l’Italia con la sua posizione al centro del Mediterraneo sia un luogo ideale grazie alle sue coste e agli scenari naturalistici da favola, purtroppo burocrazia, sovraffollamento e costi esorbitanti dei posti barca rendono la vita difficile anche al diportista più convinto. E allora l’alternativa è andare all’estero, portare la propria barca in porti stranieri e in destinazioni più a misura dei diportisti. Una scelta che proprio in questi ultimi anni trova condizioni più favorevoli anche grazie alle politiche di apertura e agli incentivi fiscali posti in essere da alcuni governi illuminati a favore di chi intende trasferirsi in quelle zone.

In Grecia tasse al 7% per dieci anni a chi si trasferisce

È il caso per esempio della Grecia, meta da sempre privilegiata da chi va per mare, il cui governo recentemente ha inserito nella proposta di legge di bilancio presentata la scorsa settimana in Parlamento una norma che prevede la tassazione secca al 7% per dieci anni dei redditi dei pensionati che trasferiranno nel paese la loro residenza fiscale. Il prelievo avverrà in un’unica soluzione durante l’anno e la scadenza per la richiesta di “trasloco fiscale” per quest’anno è prevista per il 30 settembre 2020.

La Grecia per uscire dalla crisi economica aveva già approvato qualche anno fa un programma di Golden Visa che garantiva la cittadinanza agli stranieri che investivano almeno 250.000 euro in proprietà immobiliari. Un progetto che ha consentito al paese di raccogliere circa 2 miliardi di euro, con un picco di 3.800 richieste nel 2019. Stessa cosa hanno fatto Malta e Cipro.

Portogallo, paradiso fiscale dei diportisti

Anche il Portogallo, meta ambita anche questa da quanti sognano un posto al sole per la propria vita in barca, ha innalzato nel 2020 i benefici fiscali per i pensionati stranieri che scelgono di vivere nel paese. Un emendamento della finanziaria 2020 proposta dal governo socialista di Antonio Costa prevede una tassa del 10% (con un pagamento minimo di 7.500 euro) su tutte le entrate previdenziali degli stranieri “residenti non abituali” in loco, categoria che fino ad oggi beneficiava di una totale esenzione fiscale per 10 anni. La misura si applicherà solo ai nuovi arrivati e non riguarda dunque retroattivamente chi sta già usufruendo di queste agevolazioni.

La trasformazione del Portogallo in una sorta di paradiso fiscale per pensionati risale al 2009 quando il Paese, in piena crisi finanziaria e alla ricerca di nuove entrate, varò il programma di incentivi che consentiva agli “immigrati economici” di percepire per intero i loro assegni previdenziali senza pagare un euro di tasse. Il programma ha avuto enorme successo e almeno 27.000 stranieri hanno fatto i bagagli riorganizzandosi una seconda vita a Lisbona, Porto o in Algarve. Sfruttando non solo l'”aiutino” erariale ma pure il costo della vita decisamente competitivo del paese.

Lavorare in smartworking sull’isola di Barbados

Complici le misure restrittive per il contenimento del Covid-19 e la diffusione del modello lavorativo chiamato smartworking anche paesi più lontani, come per esempio i Caraibi, mostrano chiari esempi di apertura e proposte di incentivo a chiunque voglia trasferirsi anche temporaneamente in queste isole meravigliose. Il governo di Barbados per esempio sta pensando di aprire il Paese a quanti vogliano trasferirsi per qualche mese per lavorare da remoto tra spiagge bianche e mari tropicali. Nel concreto la proposta si traduce nel programma chiamato “Barbados Welcome Stamp” con un’offerta di un visto gratuito per 12 mesi. L’obiettivo dell’isola è quello di attirare visitatori stranieri, in un periodo in cui, causa Coronavirus, i turisti scarseggiano. E il turismo è la principale economia di questo piccolo Stato caraibico: rappresenta il 12 per cento del Pil e ai turisti è indirettamente legato il 40 per cento delle attività economiche.

Insomma oltre alla pensione e il tempo libero finalmente acquisiti, gli armatori che vogliono vivere appieno la propria barca, contenendo le spese e vivendo in posti da sogno e a misura di diportista hanno tante opportunità per coronare il proprio sogno.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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