Come dispositivo di sicurezza per essere individuati immediatamente quando si cade in mare o in caso di naufragio della barca, l’Epirb dovrebbe trovare a bordo una collocazione idonea a tenerlo sempre sotto mano e pronto ad essere attivato in caso di emergenza. Quale posto scegliere?

 Il peggior momento possibile per apprendere la corretta installazione e attivazione dell’Epirb (Emergency Position Indicating Radiobacon) è nel bel mezzo di un’emergenza. La prudenza marinaresca impone di testare le procedure di soccorso e attivazione di questi dispositivi di sicurezza in anticipo, in modo da creare degli automatismi che possano aiutarci a superare condizioni critiche, come la fretta o il panico. Avete appena acquistato un Epirb? Se ancora non lo avete e vi avventurate in mare aperto, è il caso di aggiungere questa preziosa radio boa satellitare alle dotazioni di bordo della vostra barca. Obbligatorio per legge come dotazione di sicurezza per quei diportisti che navigano oltre le 50 miglia dalla costa, in realtà l’Epirb viene ormai imbarcato anche dagli armatori che non hanno in programma particolari traversate e lunghe navigazioni d’altura, ma semplicemente acquistano questo dispositivo per maggiore tranquillità.

Vediamo in questa guida dove collocarlo a bordo in base alle caratteristiche del dispositivo, ma anche della barca.

Custodia Epirb

Sempre a portata di mano dell’equipaggio

Una volta acquistato un nuovo Epirb in mano, seguite le istruzioni del produttore per registrarlo utilizzando uno specifico codice internazionale (Mmsi) per poter essere identificati in caso di allarme. In Italia occorre inoltre dotare la radioboa di una licenza di esercizio.

L’installazione corretta di questo dispositivo inizia con la scelta del posto migliore a bordo in cui tenere il vostro Epirb. Essendo infatti un dispositivo di sicurezza, l’Epirb andrebbe tenuto sempre pronto all’uso, in modo che non corra il rischio di essere attivato accidentalmente da un urto ma che sia a portata di mano dello skipper e dell’equipaggio. La maggior parte di queste radio boe satellitari viene fornita con staffe di montaggio. Alcuni produttori suggeriscono di montarle in prossimità del timone della barca in modo che sia sempre a portata di mano di chi è al posto di comando. Molti skipper invece scelgono di riporre l’Epirb in una sacca stagna all’interno di un gavone. In questo caso occorre comunque che si tratti di un posto collocato all’aperto in pozzetto.

Installazione Epirb

Custodie a rilascio automatico: dove metterle?

Gli Epirb, lo ricordiamo, sono classificati in due categorie: la categoria 1, dotata di un sistema di sgancio idrostatico da fissare esternamente allo scafo che rilascia e attiva automaticamente la radio boa in caso di naufragio e la categoria 2 che prevede un’attivazione manuale dell’apparecchio o anche automatica nel caso sia fuori dalla custodia e venga a contatto con l’acqua.

Tra gli Epirb di categoria 1 presenti sul mercato segnaliamo il modello GME603FG, prodotto top di gamma del marchio GME, azienda leader che vanta una decennale esperienza nel campo della sicurezza in mare. Il GME 603FG, dal design compatto e leggero, è ad attivazione automatica. Infatti, in caso di necessità, lo sportello dell’involucro si apre automaticamente non appena il gancio idrostatico rileva la pressione dell’acqua, azionando così l’Epirb. Grazie al Gps a 66 canali, predisposto ad operare con i nuovi satellliti della serie MEOSAR, la velocità e la precisione nella localizzazione sono senza precedenti. L’Epirb GME603FG presenta la comoda la funzione “Zero Warm-up” che tramite l’autoriscaldamento permette allo strumento di essere sempre pronto per il l’utilizzo. È certificato COSPAS-SARSAT C/T.001per operare a livello internazionale ed è dotato di strobo allo stato solido ad alta affidabilità. Facilmente programmabile da PC attraverso la porta Usb.

Se montate il ​​vostro Epirb in una custodia a rilascio automatico, quest’ultima deve essere messa in verticale e con la parte superiore del dispositivo in alto. Bisogna assicurarsi inoltre che la relativa custodia sia montata dove l’eventuale immersione in acqua non causerà il rilascio accidentale del dispositivo. La posizione dell’Epirb inoltre dovrebbe essere libera da ostruzioni e ostacoli in modo che la radio boa possa galleggiare liberamente dopo il rilascio e non rimanere intrappolata all’interno se l’imbarcazione se questa dovesse affondare, inondarsi o rovesciarsi. L’ideale è collocarlo su un hardtop o su una paratia esterna della cabina. Tenete presente infine che il meccanismo idrostatico di rilascio richiede una sostituzione periodica (almeno ogni due anni).

 

Epirb GME603FG

L‘Epirb GME603FG è il prodotto top di gamma del marchio GME, azienda leader che vanta una decennale esperienza nel campo della sicurezza in mare.

Epirb Rilascio automatico

Epirb di categoria 2: ideali per barche più piccole

Gli Epirb di categoria 2 che prevedono un’attivazione manuale dell’apparecchio potrebbero essere preferibili in una situazione di abbandono nave perché consentirebbero di afferrare l’Epirb e attivarlo manualmente prima che la barca vada a fondo o comunque tenerlo chiuso piuttosto che permettergli di fluttuare subito via. I sistemi di montaggio degli Epirb di categoria 1 tendono ad essere più grandi e può essere difficile trovare un posto dove montarli su barche più piccole. Le radio boe satellitari di categoria 2 al contrario hanno staffe più compatte e si adattano a quelle barche in cui lo spazio di montaggio è limitato.

Tra gli Epirb di categoria 2 top di gamma del mercato c’è il modello GME 603G, uno strumento compatto e robusto ad attivazione manuale o ad immersione se sganciato dal supporto. Nasce dalla decennale esperienza del marchio GME e racchiude in sè le più recenti tecnologie ed innovazioni nel campo della sicurezza in mare. Tra i suoi punti di forza il Gps a 66 canali che garantisce velocità e precisione nella localizzazione, la funzione “Zero Warm-up” che permette allo strumento di essere sempre pronto all’uso e la strobo di serie ad alta intensità.

È bene imparare e fare pratica di come rilasciare e attivare manualmente il vostro Epirb usando la funzione di test del dispositivo. Alcune unità, consentono anche una sorta di autotest e allo stesso tempo, inviano un messaggio di prova tramite testo o e-mail. Questa procedura verifica anche la corretta efficienza della batteria. Ricordiamo che per quanto riguarda le batterie dell’Epirb, i dispositivi di classe 1 sono in grado di funzionare anche in condizioni estreme (-40 gradi), mentre quelli di classe 2 sopportano temperature più temperate (fino a -20 gradi).

 

Epirb GME MT603G

L'Epirb GME 603G è uno strumento compatto e robusto ad attivazione manuale (o ad immersione se sganciato dal supporto), di Categoria 2

Epirb in pozzetto

Chiamate accidentali: punite dalla legge

Ricordiamo che l’Epirb in caso di naufragio, l’Epirb è il solo strumento che garantisce un tempestivo soccorso permettendo di essere localizzati quando la radio Vhf è in avaria e fa parte del sistema mondiale di soccorso e sicurezza marittimo Gmdss (Global Marine Distress and Safety System).

Conoscerlo, collocarlo nel posto migliore a bordo e saperlo attivare correttamente fa parte del bagaglio dello skipper e del suo equipaggio. Senza dimenticare che la legge punisce piuttosto severamente l’uso improprio di tale strumento in grado di allertare in breve tempo uomini e mezzi di corpi militari e civili con ingenti impegno di tempo e risorse.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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