Covid-19 e Fase 2: peccato, per la nautica cambia poco

Il nuovo decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 26 aprile per la disciplina della Fase 2 allenta solo in parte la morsa della quarantena. Si registrano solo piccoli cambiamenti per i diportisti, gli atleti della vela e i cantieri nautici. Ecco quali sono.

Il tanto atteso decreto del Governo sul regolamento della Fase 2 è finalmente arrivato. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo ha annunciato nella serata del 26 aprile e purtroppo però sembra confermare che dal 4 maggio la situazione per il nautica non cambia molto. Eccetto alcune nuove ordinanze regionali o proroghe di quelle già emanate, le restrizioni alla mobilità personale rimangono stringenti. Secondo il Decreto infatti sono consentiti “solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute”, con una novità: si potrà circolare anche “per incontrare i propri congiunti, purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine”.

Quindi i cittadini in questa Fase 2 potranno circolare all’interno della propria Regione di residenza ma soltanto per questi motivi. Per andare in un’altra Regione ognuno di noi dovrà certificare “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”.

 

Diportisti a casa: allenamenti ammessi solo per gli atleti

Qualche piccolo passo avanti si registra anche sul fronte dell’attività sportiva. Diventano consentite le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, purché riconosciuti di interesse nazionale e sempre nel rispetto del distanziamento minimo. A stabilire chi può allenarsi saranno il Coni, il Comitato Paralimpico e le Federazione Sportive. Secondo la nuova legge quindi gli atleti delle classi olimpiche della vela potranno allenarsi. Restano invece sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati.

Il Decreto ribadisce inoltre che anche nella Fase 2 “non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto. È consentito tuttavia svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività”. Via libera dunque al jogging e alle uscite in bici, attività che potranno essere svolte anche lontano dalla propria abitazione.

Cantieri nautici: apre solo chi esporta

Una piccola svolta è prevista anche per i cantieri nautici. Il decreto firmato dal presidente del Consiglio prevede infatti dal 4 maggio anche la riapertura per tutte le attività manifatturiere, compresi i cantieri nautici. Dal 27 aprile, invece, possono riaprire quelle attività, anche del settore nautico, orientate in modo prevalente alle esportazioni comprese nell’elenco delle “imprese strategiche per l’economia nazionale”. Per queste aziende la riapertura è condizionata tuttavia alla comunicazione al Prefetto competente per territorio e nel rispetto del “Protocollo di regolamentazione per il contrasto a il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro” siglato il 24 aprile scorso.

Manutenzione alla barca: consentita solo in alcune regioni

Nonostante il divieto di uscire in barca, molti diportisti aspettavano il nuovo decreto per potere almeno raggiungere la propria unità per effettuare lavori di manutenzione. Tale attività tuttavia è ammessa a partire dal 27 aprile e solo fino al 3 maggio soltanto in alcune Regioni con rispettive ordinanze, ossia Liguria, Friuli-Venezia-Giulia e Lazio. Nello specifico in Liguria “è consentito ai residenti lo spostamento individuale nell’ambito del territorio regionale, all’interno del proprio comune o nei comuni dove sono le imbarcazioni di proprietà, per lo svolgimento delle sole attività di manutenzione, riparazione e sostituzione di parti necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene, da parte dell’armatore, del proprietario o del marinaio con regolare contratto di lavoro, esclusivamente nel rispetto delle norme di sicurezza relative al contagio. È obbligatorio il rientro in giornata presso l’abitazione abituale”.

In Friuli-Venezia Giulia sono “consentite le prestazioni di servizio di carattere artigianale rese da terzi e individualmente dai proprietari per interventi di manutenzione a bordo di imbarcazioni da diporto all’ormeggio nonché per prove, collaudo e consegna delle imbarcazioni, nonché di sistemazione delle darsene per l’espletamento dell’attività ordinaria”. Infine nel Lazio “è consentito lo spostamento, nell’ambito del territorio regionale, all’interno del proprio comune o nei comuni dove sono i natanti o le unità diporto di proprietà, per lo svolgimento, per non più di una volta al giorno, delle sole attività di manutenzione, riparazione, e sostituzione di parti necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene, da parte dell’armatore, del proprietario o del marinaio con regolare contratto di lavoro, esclusivamente nel rispetto di quanto previsto dai Decreti della Presidenza del Consiglio e di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del contagio da COVID-19”.

Il charter purtroppo è ancora bloccato

Nulla si dice infine nel nuovo Decreto per quanto riguarda il charter, dunque il noleggio di barche da diporto in Italia è di fatto ancora lontano da una possibile ripartenza. Molte società di noleggio si stiano attrezzando per sanificare le barche delle proprie flotte e alcune dislocate in particolari Regioni possono ricominciare a fare manutenzione, ma per riprendere a navigare si dovrà ancora aspettare. Alcuni operatori al momento stanno lavorando alla proposta di contratti condizionati alla possibilità di accedere alla barca: in pratica si prenota l’imbarcazione, si paga una caparra più bassa del normale e se al momento dell’imbarco ci dovesse essere un secondo lockdown, non si perderà quanto versato.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

1 Comment
  1. Buongiorno a tutti. Una domanda che mi faccio e che probabilmente si faranno in molti: se una persona è residente il Lombardia e la sua barca è ormeggiata in Liguria, sarebbe secondo me giusto che si potesse andarla a controllare, verificare che non ci siano problemi all’ormeggio, che sia ancora a galla… certo pur nel massimo rispetto delle regole di anti contagio per il Corons Virus si dovrebbe poterla raggiungere per un controllo, al limite anche solo in giornata.

Leave a Reply

Your email address will not be published.