Corrente elettrica in barca: usi e abusi

Quali caratteristiche deve possedere un impianto elettrico di bordo efficiente e sicuro? Come prevenire guasti, malfunzionamenti e cortocircuiti? Quali i rischi di prendere scosse e innestare incendi? Una guida per conoscere, allestire al meglio impianti a 12, 24 e 220 Volt nonché  prendersi cura di accumulatori, pannelli, cavi e interruttori.

L’energia elettrica a bordo nelle nostre imbarcazioni non le rende solo più confortevoli, ma è soprattutto essenziale ai fini della navigazione e sicurezza. Pensiamo soltanto alle luci di via quando si salpa in notturna oppure a una chiamata con il Vhf o ancora all’utilizzo del salpancora per sostare in rada. Negli ultimi anni con l’aumentare di strumentazione elettronica, apparati e impianti installati a bordo dei cabinati, si è incrementato anche il fabbisogno elettrico nonché la necessità di imbarcare accumulatori e circuiti adeguati ed efficienti, oltre che a norma di legge.

Un po’ meno attenti sono i diportisti alla manutenzione ordinaria di questi apparati che spesso oltre al normale uso devono sopportare anche qualche abuso con i rischi che ne conseguono: malfunzionamenti, ma anche rischi di corto circuiti e scosse elettriche, per non parlare dei possibili incendi. Vediamo allora come prevenire questi problemi, quali verifiche approntare e quali caratteristiche principali deve possedere un impianto elettrico affinché sia sicuro.

Quadro elettrico

Le regole di un impianto elettrico a regola d’arte

Appena si sale a bordo la verifica dello stato di carica delle batterie dell’imbarcazione è uno dei doveri del buon comandante. Importante è collocare gli accumulatori in un luogo il più possibile ventilato e assicurarli solidamente i in modo da prevenire eventuali distacchi involontari dai contatti anche in caso di rollio o beccheggio forti dello scafo. Lo stesso impianto elettrico deve poter essere isolato tramite un apposito interruttore stacca-batteria in modo che l’accumulatore utilizzato per l’avviamento del motore non venga inavvertitamente usato per le utenze. Salino e acqua possono provocare cortocircuiti, per questa ragione morsetti e interruttori devono essere collocati in un apposito vano che li protegge dagli agenti atmosferici.

Per una questione di sicurezza inoltre anche gli apparati di comunicazione come la radio Vhf o la radio SSB dovrebbero avere circuiti di alimentazione separati e sempre funzionanti anche in caso di guasto del circuito principale.

Cavi elettrici

Messa a “terra”, cavi elettrici e voltaggi

Tutte le istallazioni elettriche dovrebbero essere a due poli isolati senza ritorno a massa, eccetto l’impianto del motore. La sezione dei cavi del circuito elettrico dovrebbe essere inoltre proporzionale all’intensità delle utenze in servizio nonché alla sua estensione in lunghezza per evitare rischi di surriscaldamento. Le correnti ad alta intensità non possono quindi scorrere in cavi della stessa sezione utilizzata nel resto dell’impianto, né essere gestite direttamente dai normali interruttori. In questi casi si usano dei Relè o Teleruttori, ovvero particolari “interruttori” posti sulle linee ad alto carico che possono essere comandati direttamente dal pannello elettrico. Riguardo alla dimensione dei cavi elettrici bisogna anche considerare che a bordo le utenze ad elevata quantità di energia vengono messe in funzione per brevi periodi di tempo, il che consente di utilizzare cavi di sezione leggermente più ridotta rispetto a quelle previste in base ai calcoli.

Gli stessi cavi dovrebbero trovare una collocazione il più lontana possibile dalle sentine e altri locali a rischio di allagamento anche temporaneo. Inoltre si dovrebbero prevedere dei gomiti di gocciolamento sui cavi prima delle connessioni in modo da non convogliare l’acqua di condenza nelle zone a rischio. Le connessioni dovrebbero essere sempre solide, saldate e isolate con guaine termorestringenti e nastro vulcanizzato.

La messa a terra dovrebbe essere assicurata in modo permanente per mezzo di conduttori collegati allo scafo (secondo il materiale in cui lo stesso è realizzato) e a contatto permanente con l’acqua. La messa a terra è in genere costituita da una barra in rame o bronzo immersa in acqua collegata a piastre verso cui vengono fatte convogliare le linee del circuito elettrico di bordo. Infine quando a bordo esistono due voltaggi (i classici 12 e 220 Volt) le prese di corrente dovrebbero essere di tipo differente e distinguibili anche mediante apposite etichette sugli interruttori riferite alla tensione utilizzata.

Accumulatori

Corrente continua e alternata: il rischio della “scossa”

Un discorso a parte, rispetto a possibili difetti e malfunzionamenti dell’impianto, merita il pericolo di ricevere scariche elettriche, la cosiddetta “scossa”. Il pericolo della scossa è correlata all’intensità della corrente che attraversa il corpo umano. Quest’ultima dipende dalla tensione che viene applicata e dalla resistenza che il corpo umano presenta al passaggio della corrente. La tensione di per sé non costituisce pericolo. Si pensi alla scossa che si riceve di frequente quando per esempio si chiude la portiera dell’automobile: può arrivare tranquillamente a 3.000 Volt eppure sentiamo solo un piccolo fastidio nervoso. Questo perché la corrente che ci attraversa in quel momento è comunque minima. La tensione diventa però pericolosa quando la nostra resistenza è debole e permette il passaggio di corrente intensa. In barca dunque quali sono i pericoli?

Impianto elettrico

Impianti a 12 e 24 Volt: meno rischi, ma occhio al “corto”

La tensione continua è priva di rischi almeno fino a poche decine di Volt, quindi sia con gli impianti a 12 che a 24 Volt si può stare relativamente tranquilli. Il discorso cambia con la corrente alternata perché i Volt arrivano fino a 220. A bordo in questo caso occorre installare i cosiddetti “salvavita” per gli impianti che possono essere collegati alle prese in banchina e che ricordiamo sono tarati per scattare a una corrente massima di appena 30 mA, ossia il 3 per cento di un Ampère.

Da guasti e corto circuiti infine non sono immuni anche gli impianti a 12 e 24 Volt, per questo è sempre bene utilizzarli con buon senso, curarne la manutenzione ordinaria ed effettuare check periodici al fine di verificarne il corretto funzionamento.

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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