Coppia di velisti all’ancora aggancia una bomba inesplosa

La scorsa estate una coppia di velisti olandesi ormeggiati presso il porto di Pola, in Croazia, hanno avuto la sfortuna di agganciare con la propria ancora una bomba inesplosa della Seconda Guerra Mondiale.

Ancoraggio e bomba inesplosa. I fondali marini del Mediterraneo sono ricchi di fauna, piante acquatiche e pesci meravigliosi. Ma quelle stesse acque sono anche piene di relitti militari e ordigni bellici frutto della Seconda Guerra Mondiale. Subito dopo i conflitti, i Paesi affacciati sul “Mare Nostrum” hanno organizzato vaste campagne di bonifica delle acque territoriali, ma evidentemente non è possibile tirare su tutto. Comprese alcune pericolose bombe inesplose. Alcune di queste è possibile trovarle ancora oggi.

Come è successo la scorsa estate a una coppia di velisti olandesi che è stata costretta ad abbandonare l’ancora e la catena nuove di zecca della propria barca mentre erano ormeggiati al largo del porto di Pola, nella Croazia settentrionale, dopo avere scoperto che si erano impigliate in una bomba inesplosa.

Leggi anche: I problemi più comuni durante l’ancoraggio e come risolverli

Bomba

Un cilindro metallico del diametro di 2 metri

L’esperto velista Daniel Steenstra e sua moglie avevano capito subito che nel loro ancoraggio c’era qualcosa che non andava. Al momento di tirare su l’ancora dopo una notte trascorsa in banchina, non riuscivano in alcun modo a recuperare il proprio “ferro”. A quel punto hanno deciso di assoldare un sommozzatore per scoprire il mistero. A tutto pensavano tuttavia, meno che essere imbattuti in un pericoloso ordigno bellico

Il sommozzatore infatti una volta raggiunto il fondale aveva visto un grande oggetto cilindrico del diametro di circa 2 metri incastrato nell’ancora che le autorità hanno poi confermato essere una bomba alleata inesplosa sganciata durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le autorità avvisate del pericolo, ma inerti

Il porto di Pola, lo ricordiamo, è stato una base sottomarina tedesca proprio durante la Seconda Guerra Mondiale e di conseguenza è stato pesantemente attaccato. Anche se oggi è uno scalo velico molto frequentato, con centinaia di yachts presi a noleggio che fanno base in diversi porti turistici della zona.

“Ci sentiamo molto fortunati – ha spiegato Daniel Steenstra – certo, abbiamo perso un’ancora nuova di zecca, ma se quella bomba fosse esplosa, forse non saremmo qui a raccontarlo”. Non solo ma la gravità della situazione andava oltre la perdita personale, poiché la presenza della bomba metteva in pericolo gli altri diportisti ormeggiati. Il vero paradosso è che nonostante la segnalazione della pericolosa scoperta della bomba alla polizia e alle forze militari croate, non è stato preso alcun provvedimento, né è stato emesso alcun avviso di pericolo attraverso i canali radio e i bollettini nautici.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.