Dopo la stagione invernale è tempo di rimettere in forma anche il battello di servizio della nostra barca. Un’occasione importante per verificarne il perfetto funzionamento e rimediare a eventuali problemi.

Tra i lavori che andrebbero messi in agenda in primavera per preparare le nostre barche alla stagione estiva non bisogna dimenticare il battello di servizio, un prezioso compagno delle nostre navigazioni. Pulizia, controllo di eventuali malfunzionamenti, manutenzione ordinaria e preparazione di accessori e dotazioni sono le operazioni che ci aspettano per farlo tornare in splendida forma. Ecco allora una guida su come procedere.

Lavare, insaponare, asciugare…

Si può cominciare con un bel lavaggio del tender per rimuovere lo sporco e la polvere nonché eliminare i cristalli di sale e la sabbia. Ci si deve munire di bugliolo dell’acqua, spugna e un buono sgrassatore marino. Per una pulizia più vigorosa si possono utilizzare saponi specifici per gommoni, ma mai gli sgrassatori per uso domestico che potrebbero intaccare lo strato superficiale dei tubolari. Altrettanto importante è non mettere il detergente direttamente sul tessuto, ma su un panno o una spugna e strofinarlo uniformemente e con movimenti circolari, dapprima diluito in acqua dolce e più concentrato dove lo sporco è ostinato. In caso di macchie persistenti, si può utilizzare anche un batuffolo di cotone appena inumidito con diluente alla nitro, mentre per eliminare definitivamente le macchie di muffa si può ricorrere a prodotti a base di ipoclorito di sodio in gel.

Meglio evitare invece la candeggina che penetra nel tessuto dei tubolari e li macchia in maniera indelebile. Risciacquare abbondantemente il tutto, comprese le eventuali cimette tientibene e non dimenticarsi di pulire a fondo anche il vano motore, le dotazioni di sicurezza e il motore stesso per garantirsi l’efficienza del nostro battello. Ultimata la pulizia, si può procedere alla ceratura. Esistono in commercio apposite cere impregnanti che ammorbidiscono i tessuti del tender prevenendo eventuali screpolature e che impediscono all’umidità di penetrare all’interno e formano uno strato protettivo antibatterico e impermeabile.

Riparare fori e sostituire valvole

La seconda operazione da eseguire dopo la pulitura è il gonfiaggio dei tubolari sia per verificarne la tenuta che per evidenziarne eventuali problemi. Bisogna gonfiarli un terzo in più della normale pressione e aspettare qualche minuto per verificare che tengano bene. In particolare è la sezione di poppa quella che risulta più stressata per la presenza del fuoribordo sullo specchio. Per identificare anche piccole perdite è sufficiente munirsi di una soluzione di acqua e sapone e spennellarla sui punti critici per vedere se compaiono le bolle. Molti produttori offrono kit riparazione tra gli accessori standard. Il kit è composto da toppe vulcanizzate, un pezzo di carta abrasiva e da un tubetto di colla. Se a bordo del battello mancano, sarà meglio procurarseli per le riparazioni di emergenza.

Importante è verificare anche le valvole. A volte possono perdere perché rotte o anche perché sporche di sabbia all’interno. Se si deve sostituire una valvola si sgonfia il tender trattenendo in posizione la parte della valvola che si trova all’interno del tubolare, quindi si svita l’anima con l’apposita chiave. Qualora fosse necessario sostituire anche la parte interna al tubolare è preferibile aprire quest’ultimo. Si inserisce quindi la nuova valvola prestando attenzione al suo corretto posizionamento, poi si procede ad avvitarla a mano. A questo punto si rigonfia il tubolare e mediante l’apposita chiave la si stringe a fondo. La valvola va serrata solo a tubolare gonfio, senza utilizzare alcun sigillante o colla. Ultimo controllo riguarda la ferramenta, andando a serrare bene viti e bulloni vari e alla carena in vetroresina: in presenza di graffi qui si può intervenire con paste lucidanti.

Antivegetativa per una carena sempre pulita

La carena del tender, proprio come quella della barca, se rimane in ammollo in acque calde per più di una settimana comincia a sviluppare una vegetazione di alghe che frenano la corsa e aumentano i consumi di carburante. Di solito basta un colpo di spugna ogni 2-3 giorni per evitare che il processo cominci. In ogni caso per stare tranquilli è meglio trattarla con apposite vernici antivegetative che si caratterizzano per la loro matrice elastica. Queste pitture sono idonee per supporti in neoprene, tela gommata, pvc e Hypalon. In commercio sono disponibili in poche tinte, in genere bianco, grigio e nero. Ma ne vale sicuramente la pena.

Un fuoribordo come nuovo

Grande cura e attenzione merita naturalmente anche il propulsore del nostro battello di servizio. Anche in questo caso è bene sciacquarlo con acqua dolce e togliere le incrostazioni di sale togliendo anche la calandra. Dopodiché si passa alla manutenzione ordinaria, verificando innanzitutto lo stato delle candele che andranno smontate e nel caso sostituite. Si controlla quindi anche l’alimentazione. Tra le varie operazioni da compiere sul fuoribordo c’è poi quello del cambio olio sia del piede sia del motore. Lo scarico dell’olio del piede avviene attraverso il tappo inferiore: va aperto anche il tappo superiore per consentire lo sfiato e un più agevole scarico. Bisogna controllare anche che non ci siano eventuali tracce di emulsione dell’olio, indice di ingresso d’acqua dai vari paraolio.

Altro passaggio riguarda i cavi, tubi e comandi del fuoribordo che richiedono un controllo particolare essendo responsabili dell’efficienza del motore. Tutti i cavi devono essere integri e liberi di poter scorrere senza alcun impedimento. Spesso inoltre si dà per scontato che volante e manetta funzioneranno sempre. Invece prima di riprendere il mare è necessario provare ad azionare il monoleva e a girare il volante. Una lubrificazione al cavo monoleva e ai fili del volante sono poi altamente consigliati. Per quanto riguarda infine l’elica, è inutile cercare di grattare con la paglietta i denti di cane. Più veloce e meno faticoso è toglierle dal piede rimuovendo il parastrappi, immergerle in un contenitore in soluzioni acide anticalcare come il Viakal. Basta poco e torneranno come nuove. Se, invece, le incrostazioni sono più tenaci, è necessario aumentare l’acidità utilizzando anche l’acido muriatico.

Come scegliere il tender più adatto a te

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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