Per soddisfare le esigenze sempre più importanti di energia a bordo è necessario poter contare su un impianto elettrico efficiente e ben dimensionato. Ecco come allestirlo per garantire all’equipaggio una certa autonomia anche in caso di lunghe navigazioni e soggiorni in barca.

I diportisti di oggi quando salgono a bordo delle proprie barche vogliono sentirsi come a casa. Soprattutto cercano il comfort e sono ormai molto esigenti per quanto riguarda l’utilizzo di impianti, apparecchiature e tecnologie di bordo. Tutto questo porta a inesorabili maggiori consumi. Per fare un esempio su un moderno cabinato a vela di 12 metri che dispone di radar, radio hf e pilota automatico, si può stimare una necessità quotidiana tra i 120 e i 160 ampèrora.

Per soddisfare queste esigenze di consumo è necessario dotare la barca di un impianto elettrico efficiente e in grado di permettere all’equipaggio una certa autonomia senza dover ricorrere spesso all’accensione del motore principale per caricare le batterie.

Tipi di batterie e sistemi di carica

Negli ultimi anni ai tradizionali accumulatori al piombo si sono aggiunte le batterie al gel, le cosiddette “AGM”e più di recente le batterie agli ioni di litio. Ogni tipologia di accumulatore ha caratteristiche che lo rendono più adatto ad alcune installazioni e meno ad altre. In genere gli accumulatori più avanzati e performanti sono più costosi, inoltre hanno bisogno di sistemi di ricarica più complessi ed evoluti. Infatti è fortemente sconsigliato se non pericoloso ricaricare una batteria AGM con un alternatore di derivazione automobilistica o con un caricabatterie non predisposto.

I passaggi di ricarica sono comuni ai tre principali tipi di accumulatori, ma le tensioni sono diverse. La gestione cambia invece completamente con le batterie al litio. La loro grande forza è che a differenza degli altri accumulatori possono essere ricaricate velocemente quindi con grande quantità di corrente ma non sopportano di essere sovraccaricate per cui ai fini della sicurezza l’impianto di ricarica deve essere ottimizzato in tal senso. Da ciò che evince che se vogliamo cambiare il tipo di batterie installate a bordo per prima cosa dobbiamo capire se i sistemi di carica di cui disponiamo sono adeguati altrimenti è necessario mettere in conto di aggiornare l’impianto e aggiungere tuire il regolatore di carica e forse anche il caricabatterie.

Il ciclo “vitale” di un accumulatore

A parte le batterie agli ioni di litio gli altri tipi di accumulatori hanno una vita definita in cicli che è inversamente proporzionale alla percentuale di scarica. In altre parole più la batteria viene scaricata meno cicli di scarica/ricarica sopporterà prima di ridurre drasticamente le sue prestazioni. Quindi a parità di consumi meglio aumentare la capacità del banco batterie, poiché in questo modo lo si scaricherà molto meno a fronte di un considerevole incremento della vita degli stessi accumulatori.

Più energia a bordo con i pannelli solari

Per quanto potenti siano gli accumulatori prima o poi ci troveremo a doverli ricaricare. Dato per scontato che caricare le batterie con il motore principale oltre a essere poco efficiente è anche dannoso per l’entrobordo, si possono installare a bordo anche dei pannelli solari che in condizioni di medio irraggiamento possono produrre una quantità di ampere necessari a mantenere le batterie cariche anche se per esempio si rimane all’ancora per più giorni consecutivi.

Tra le varie opzioni di collocazione dei pannelli solari a bordo, una buona alternativa è disporli sulle draglie perché è il sistema meno invasivo esteticamente e più economico rispetto alla costruzione di un roll bar apposito. I pannelli solari vanno poi collegati a un regolatore di carica Mptt che gestisce la ricarica in modo ottimale.

Generatori portatili, inverter e idrogeneratori

Non sempre tuttavia il sole splende nel cielo e a volte i pannelli solari non sono abbastanza potenti, quindi per sopperire i consumi di bordo per cui si può aggiungere alle proprie dotazioni un generatore portatile affidabile e poco ingombrante. Avere a bordo questo componente è una sicurezza per la ricarica delle batterie ma anche per utilizzare un dispositivo a 220 volte sia in barca che a terra.

Per completare il nostro impianto elettrico di bordo si può installare anche un inverter in grado di far funzionare apparecchi che consumano molto. Tutto ciò permette di essere autosufficienti alla fonda e per piccole crociere, ma non certo per navigazioni lunghe. Per aumentare ulteriormente la capacità energetica si può installare anche un idrogeneratore più che sufficiente a coprire i bisogni normali in barca: in questo modo andare a vela non è soltanto un piacere ma anche un modo per accumulare energia elettrica.

Stato di carica sotto controllo

Per conoscere lo stato di carica delle batterie si può poi acquistare un battery monitor. Il mercato propone tanti modelli più o meno complessi e costosi. Quelli di buona qualità sono affidabili e facili da usare anche se è necessario periodicamente resettarli in quanto con la perdita di efficienza delle batterie e con la relativa dispersione di calore, nel tempo la lettura della percentuale di carica può essere sfasata.

Per stare tranquilli ed avere sempre tutto sotto controllo gli ultimi strumenti da avere sono un voltometro e un amperometro. In ogni caso il consiglio è di non lasciare che la tensione delle batterie dei servizi scenda sotto i 12,4 volte in modo tale che gli stessi accumulatori non si scarichino mai più del 40 per cento, aumentando esponenzialmente i cicli vitali. L’ideale nel caso si dovessero aggiungere altri strumenti elettronici a bordo è che tutto sia cablato a un pannello dedicato così da lasciare quello principale invariato e ordinato. Ogni pacco batteria dovrebbe poi avere il suo staccabatterie dedicato e un fusibile vicino a ogni accumulatore in modo tale che se per qualche motivo una batteria va in corto e le altre tentano di sopperire alla mancanza di ampère si evitano surriscaldamenti e possibili incendi ed esplosioni.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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