Campeggio nautico: consigli per dormire in barca

Diffuso e molto apprezzato all’estero, il campeggio nautico in Italia è bandito per ragioni di sicurezza, decoro e l’immancabile burocrazia. Peccato, perché ai giovani piace, come dimostra l’avventura di Francesco e Giacomo Galimberti che nell’estate 2018 hanno fatto il periplo dell’Italia su un Hobie Cat 16.

Quando sentiamo la parola “campeggio” ci vengono subito in mente tende a igloo, salcicce arrostite e formiche che disturbano il nostro sonno. Ultimamente si parla anche del cosiddetto “glamping”, ossia una sorta di campeggio chic in strutture eleganti situate in posti remoti, ma quello appunto è un’altra cosa. Per campeggio nautico invece cosa s’intende esattamente? Semplice. È navigare a bordo di natanti, derive, catamarani e piccoli cabinati per poi alla sera dormire in spiaggia sotto milioni di stelle e cullati dal dolce suono della risacca. In alternativa, se i volumi della barca lo consentono, si può dormire in cabina ma sempre in prossimità della costa.

Tale forma di turismo, a dir la verità piuttosto spartano, ma assolutamente avventuroso e gratificante per chi ama il mare e le attività all’aria aperta, è molto apprezzato all’estero, in particolare in Francia e in Germania dove viene praticato oltre che lungo costa anche sui fiumi e nei canali navigabili, di cui tali paesi sono ricchi. Per non parlare degli Stati Uniti o dell’Australia dove è pieno di appassionati praticanti e strutture dedicate nelle spiagge. Anche la nostra penisola è ricca di coste bellissime, di isole e arcipelaghi meravigliosi che senza l’ausilio di un mezzo nautico, sarebbero impossibili da ammirare e godere.

Italia, paese poco lungimirante e pieno di burocrazia

Eppure in Italia il campeggio nautico è ancora oggi poco diffuso. Un fenomeno paradossale vista la grande quantità di gommoni e piccoli natanti che ci sono lungo le nostre coste. In realtà non è reticenza la nostra o mancanza di amore per l’outdoor ma semplicemente rispetto delle regole. Già perché nel nostro paese il campeggio nautico è semplicemente vietato. Portare in secca sulla spiaggia la propria barchina e trascorrere una notte in tenda non si può fare e i trasgressori possono incappare in multe anche salate. Peccato, perché il campeggio nautico è comunque una forma di turismo qualificato che potrebbe avere un impatto decisamente positivo sul comparto nautico e l’economia del paese.

Fino agli Anni 70-80 qualcuno in realtà lo faceva, ma sempre in maniera abusiva. Poi negli anni sono state lanciate diverse proposte per renderlo legale. Tra le ipotesi c’era per esempio quella di posizionare appositi pontili mobili in alcuni dei molti tratti del litorale difficilmente raggiungibili da terra e darli a un gestore in grado di farsene carico. Oppure renderlo legale fuori stagione, quando le spiagge e gli arenili sono in gran parte deserti. Nulla da fare però, tutto bocciato. Le principali obiezioni riguardano questioni di sicurezza o di decoro, per non parlare della mancanza di servizi e i soliti problemi burocratici di un paese che ama il cavillo, il paletto, il complicare le cose.

L’esperienza felice di Francesco e Giacomo

Eppure ai giovani, ma non solo a loro, il campeggio nautico piace. Nell’estate del 2018 per esempio Francesco e Giacomo Galimberti, due fratelli milanesi di 22 e 20 anni, hanno avuto l’idea di partire per il periplo dell’Italia a bordo di Banana Joe, un piccolo catamarano Hobie Cat 16. La loro avventura ricca di lunghe navigazioni sottocosta, planate, tramonti in compagnia dei delfini e notti a dormire in spiaggia facendo campeggio nautico è stata seguitissima su tutti i social e ha riscosso grande apprezzamento da tutta la comunità di diportisti.

La loro esperienza racconta però anche un’altra cosa. Per quanto il campeggio nautico libero nelle spiagge e nelle coste sia normalmente vietato, se si pratica con buon senso, educazione e in maniera rispettosa dell’ambiente, difficilmente qualcuno vi farà osservazioni o vi contesterà una sanzione amministrativa, salvo in casi particolari documentabili presso la Capitaneria di Porto più vicina. Insomma c’è sempre la possibilità di dare fondo all’ancora, preparare e consumare il vostro cibo a terra e pernottare a bordo della vostra imbarcazione. In fondo il mare, le spiagge e le coste sono beni demaniali.

Alcune regole d’oro da seguire

Per coloro che vogliono affrontare questo tipo di vacanza avventurosa e originale ecco allora una serie di consigli per rendere l’esperienza appagante e sicura.

– Ricercate in anticipo degli ancoraggi

Così come per un normale campeggiatore di terra è importante selezionare una buona struttura, anche per i diportisti è fondamentale scegliere il posto giusto dove ancorare durante la notte. Dato che avrete bisogno di una buona notte di sonno, cercate un posto tranquillo, non nel mezzo di un porto affollato. Le calette accoglienti e ridossate da venti e correnti sono l’ideale. Ogni sosta andrebbe studiata in anticipo in base alle esigenze di navigazione e di rotta, ma anche con un occhio allo sviluppo del meteo che anche in estate può sempre riservare brutte sorprese.

– Equipaggiate al meglio la barca

L’equipaggiamento della barca, sia essa una deriva, un catamarano o un gommone, dovrebbe includere innanzitutto alcune fondamentali dotazioni di sicurezza, tra cui i salvagenti, fuochi a mano, luci di navigazione, un’ancora, una sassola, una cassetta di pronto soccorso e una degli attrezzi base, un binocolo e un estintore. Altri accessori molto utili sono un secondo ancorotto a ombrello, taniche supplementari di carburante per l’eventuale fuoribordo, un gps, un paio di batterie, alcune torce, un frigo elettrico da 20 litri, un gonfiatore e varie cime da ormeggio. C’è poi l’equipaggiamento per il campeggio vero e proprio che dovrebbe essere leggero e resistente: pentole con manici pieghevoli, stoviglie e bicchieri di plastica rigida riutilizzabili, 2 fornelletti da campeggio, bombolette di butano, viveri ed acqua potabile per almeno 3 giorni, tenda, materassini gonfiabili, una coperta di lana, stuoie, tavolino pieghevole con relativi sedili.

– Sostare sempre vicino a dei servizi igienici

Se la vostra barca non ha la toilette e nemmeno un piccolo bagno chimico, il campeggio nautico diventa un po’ più impegnativo. Non impossibile, ma l’ultima cosa che volete è cercare in emergenza un posto per vostri bisogni. Prendete in considerazione gli ancoraggi vicino alle strutture con servizi igienici, come parchi statali o spiagge pubbliche e informatevi sulle regole per accedervi in tarda serata o alle prime ore del giorno.

– Siate sempre rispettosi dell’ambiente

Il mare e l’ambiente sono di tutti quindi quando si sfruttano le soste per la notte occorre essere il più rispettosi possibile dell’ambiente. Quindi raccogliere e differenziare i propri rifiuti per poi smaltirli nelle apposite isole ecologiche, raccogliere eventuali rifiuti lasciati dagli altri, usare detersivi e detergenti biodegradabili, evitare l’uso di creme solari contenenti sostanze tossiche per i pesci e la flora marina.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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