Come prendersi cura delle cime di bordo

Sale, raggi solari, muffe e abrasioni mettono a dura prova cime e cavi di bordo. Ecco come prendersene cura per allungargli la vita: dall’ispezione al lavaggio.

Le cime di una barca sono sempre al lavoro durante la navigazione, nelle manovre e nelle operazioni di ormeggio. Sono soggette a carichi e stress continui e possono deformarsi o perdere le proprie qualità di resistenza, flessibilità e resistenza. Ma è soprattutto il sale e i raggi UV ai quali vengono continuamente esposte che possono usurare lentamente questi componenti. Così che dopo diversi mesi passati in mare possono avere un aspetto logoro e usurato.

Per questo è opportuno ad ogni stagione prendersi cura di cime, drizze e cavi di ormeggio che abbiamo a bordo. Tali attenzioni ne allungano la vita e riducono il rischio di avere qualche rottura nel momento peggiore.

cime di bordo

Controllare segni di usura e potenziali rotture

Per prima cosa occorre controllare bene le proprie cime per verificarne il buono stato di salute. Durante queste ispezioni la cima non deve presentare alcun difetto visibile. Per esempio una rigidità eccessiva e inusuale sarà un segno evidente che la cima ha subito un’estensione troppo elevata. Una riduzione del diametro iniziale della cima superiore o uguale al 15% è un danno grave. Anche una cima che si presenta sbiadita è indice di usura. Così come un cavo che presenta una diffusa peluria sulla calza.

Altri segnali d’allarme sono costituiti dalla durezza dei legnoli e dalla rigidità complessiva della corda, la quale non si lascia maneggiare né annodare con facilità. Tali danni sono causati dall’eccessivo surriscaldamento della cima che ha compromesso in buona parte le sue fondamentali proprietà meccaniche.

cime di bordo

Proteggere le cime dai componenti metallici

Ma la nostra ispezione non termina con le cime. Bisogna controllare anche l’attrezzatura di coperta. I componenti come gli stopper, gli organizzatori e i bozzelli, e tutte le aree di bordo dove scorrono le cime perché un qualsiasi bordo tagliente o una posizione sbagliata possono causare il cedimento di una cima oppure provocare abrasioni o carichi eccessivi. Bisogna cercare a tutti i costi di proteggere qualsiasi area che causa usura e sfregamenti alle cime, come gallocce, passacavi, pulegge, grilli, etc. Questo non solo aiuterà cavi e drizze, ma aiuterà anche a proteggere la vostra barca da eventuali danni. Controllate in particolare che le cime d’ormeggio siano legate correttamente e siano in buone condizioni, soprattutto se non usate la barca per un po’ di tempo.

Le impiombature sono sempre il modo migliore per terminare una corda. Sapevate che un nodo può ridurre i carichi di rottura di alcune corde fino al 50%? Ci sono molti libri e strumenti diversi per l’impiombatura disponibili se volete imparare le basi.

Usare le cime di bordo in maniera corretta

Per allungare la vita delle cime è poi importante un loro uso corretto. Occorre per esempio evitare di fare nodi fissi sui cavi: anche solo un solo infatti può compromettere di circa il 40% la sua capacità di carico. Meglio sostituire i nodi con le impiombature. Anche le cosiddette “cocche”, ossia i giri che accidentalmente si fanno al cavo durante le manovre di bordo possono diminuire la sua resistenza. È per questo motivo che l’equipaggio deve prestare particolare attenzione quando si raccolgono i cavi, rispettandone per esempio il senso di torsione di fabbrica.

Fondamentale poi è ridurre, per quanto possibile, l’esposizione al sole: i raggi ultravioletti e le alte temperature sono nemici delle fibre con cui sono realizzati i cavi marini, dacron, kevlar, poliestere, e così via.

Il lavaggio delle cime di bordo: trucchi e consigli

Infine di tanto in tanto si rende necessario lavare le cime. Come procedere al lavaggio? In generale è consigliabile eseguire delle pulizie molto “soft”, proprio perché operazioni inadatte possono, a lungo termine, danneggiare le nostre cime. Un semplice risciacquo con acqua dolce è più che sufficiente per eliminare muffa, alghe e cristalli di sale. Tuttavia, è utile sottolineare che queste formazioni, se non consistenti, non minacciano l’integrità della corda, di conseguenza queste pulizie hanno una valenza prettamente estetica.
Per una pulizia efficace delle cime senza utilizzare detergenti può essere molto utile un’apposita spazzola pulisci cime, utensile estremamente economico ma decisamente efficace e facile da utilizzare.

Sarebbe bene evitare di utilizzare detergenti quando la cima è ancora nuova, anche qualora siano delicati. In questa fase, infatti, questi componenti contengono filati e lubrificanti di fabbrica che ottimizzano sia la resistenza che la protezione dai raggi UV e l’utilizzo di tali detergenti potrebbe usurarli anzitempo. Se si vogliono utilizzare dei detergenti, è bene scegliere sempre dei prodotti con un pH compreso tra 7 e 9, evitando di esagerare sia nelle dosi che nella lunghezza delle fasi di ammollo.

Lavare le cime di bordo in lavatrice? Sì, con precauzione

Se si vuol lavare la cima in lavatrice, la corda va avvolta e posizionata in una federa, inoltre è fondamentale che il lavaggio venga eseguito optando per il ciclo più delicato. Va evitato l’utilizzo di elementi chimici ed acidi di varia tipologia, in quanto sia il nylon che il poliestere sono vulnerabili al contatto con tali sostanze. Il lavaggio elettrico non è mai consigliato, le idropulitrici infatti possono causare danni strutturali molto seri alle cime, l’ammorbidente invece può andar bene, a condizione che le dosi siano contenute in quanto tale prodotto tende a impedire un’asciugatura completa.

Anche dispositivi specifici per la pulizia delle cime, che si stanno diffondendo sempre di più in commercio, sono in realtà sconsigliati in quanto ritenuti non più efficaci di un semplice lavaggio con acqua dolce.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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