Ciao Ernesto Tross, velista geniale e ribelle

Lo scorso 19 novembre è scomparso a seguito di una malattia Ernesto Tross navigatore, autocostruttore e soprattutto velista geniale e controcorrente. Cultore della navigazione in sicurezza, aveva progettato barche particolari e inseguito teorie di navigazione a vela alternativa, per esempio eliminando randa e boma.

È scomparso di recente Ernesto Tross, navigatore, autocostruttore e soprattutto velista a suo modo geniale, sicuramente uno dei più polemici e controversi protagonisti della vela italiana e internazionale. Tross se ne è andato nella notte di giovedì 19 novembre in seguito a un intervento da cui non è riuscito a riprendersi. Aveva 88 anni. Fino a pochi giorni prima della sua morte, il velista stava lavorando al suo ultimo progetto, una barca di 8 metri in alluminio, senza randa e armata di soli fiocchi. Insomma uno dei suoi ennesimi mille progetti ribelli che testimoniano come sia stato fedele alle sue teorie e alla sua filosofia di navigazione fino all’ultimo.

Era uno controcorrente Tross, non gli piaceva niente della nautica ordinaria e voleva trovare la sua via, il suo modo di navigare, le sue barche, le soluzioni alternative. Alcune sapevano di follia, ma dietro c’era comunque tanta passione, grande studio e molta pratica. In molti le sue idee le consideravano astruse, ma del resto lui non pretendeva fossero condivise. Protagonista di tanti viaggi per mare con barche per lo più autocostruite Ernesto Tross ha navigato in Mediterraneo, nel Mar Rosso e soprattutto, uno tra i pochi italiani a farlo, in oceano Indiano. Nella sua lunga carriera ha sperimentato anche la navigazione fluviale.

Ernesto Tross

Le barche di Ernesto Tross: come portaerei e senza randa

Dopo molti progetti e qualche imprevisto, è dell’inizio del nuovo millennio il suo progetto più rivoluzionario: il T-Boat 9 chiamato anche “Orso Grigio”. Le caratteristiche di questo singolare tipo di barca saranno poi replicate su tutte le sue successive produzioni. Il nome T- Boat deriva dalla forma a T della prua che agevola la discesa in banchina e che fa vagamente assomigliare tutte le barche di Ernesto Tross a piccole portaerei; lo scafo non ha prese a mare sotto la linea di galleggiamento e la deriva è mobile. Tuttavia, è nell’armo velico la scelta più radicale di Tross. Un albero molto appoppato è armato con tre stralli su cui issare una combinazione di vele secondo quanto consigliato dal vento, tutto ciò per evitare la randa, ma soprattutto il boma. Ernesto Tross ha concentrato e sintetizzato le sue teorie di costruzione di barche e di navigazione votate alla sicurezza in tanti articoli pubblicati sulle maggiori riviste di nautica e soprattutto in due libri pubblicati per Nutrimenti dal titolo “Contro la randa” e “La mia barca sicura”.

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Ernesto Tross

Un vagabondo del mare fedele a sé stesso

Grande viaggiatore, parlava di posti lontanissimi in cui era stato in barca, a piedi e soprattutto con la motocicletta che voleva sempre portare con sé nei lunghi viaggi per mare inventandosi mille modi per stivarla e sbarcarla al meglio. In questo mondo di “followers” Ernesto Tross non seguiva nessuno, se non sé stesso. Ci mancheranno la sua cultura marinaresca, la sua voglia di andare per mare e soprattutto quello spirito ribelle che non si accontentava di quello che gli girava intorno. Buon vento Ernesto, su qualunque mare tu sia.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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