Gestito da José Henrique Gonçalves Azevedo che lo ha ereditato dal padre, il Café Sport o meglio il Peter’s, come lo chiamano tutti, è un bar storico che si trova nei pressi del porto di Faial, nelle isole Azzorre. Qui dagli Anni 30 si ritrovano i marinai di tutto il mondo per bere una birra, raccontarsi storie di mare e darsi appuntamento per altre scorribande in Atlantico.

Ai velisti di tutto il mondo che vogliono darsi appuntamento nel mezzo dell’Atlantico basta un nome: il Café Sport di Peter, nella sperduta isola di Faial, arcipelago delle Azzorre. Questo storico locale con la facciata dipinta di azzurro e l’insegna bianca è un posto leggendario, una vera taverna di marinai che seduti ai suoi tavoli magari di fronte a un boccale di birra si raccontano storie, avventure e disgrazie marine, spesso gonfiate o trasformate proprio dai fumi dell’alcool, ma per lo più pianificano nuove navigazioni e chiacchierano di tutto.

Che provengano dalla Nuova Zelanda o dalla Florida o dai Caraibi, sono centinaia gli equipaggi che dopo avere fatto scalo su quest’isola e il suo porto di Horta, sono passati davanti il bancone del Café Sport. Un’umanità colorata e variegata come solo quella dei naviganti può essere, cosmopolita, popolare e chic, lontana da casa, ma soprattutto libera, almeno nel momento in cui varca la soglia del locale. Libera di decidere quanto restare, libera di spiegare le vele al vento ancora una volta, ma sempre e solo dopo quella breve o lunga sosta a rilassarsi, a conoscersi, a darsi magari un altro appuntamento sempre lì, chissà come, chissà quando. Per un attimo le loro avventure sul mare si sublimano e si condensano in quel luogo, un semplice bar, ma dall’atmosfera magica che negli anni è diventato un’icona di sé stesso, un mito.

Un ex ristoro per vecchi balenieri e militari

Peter, l’attuale proprietario, in realtà si chiama José Henrique Gonçalves Azevedo. Il suo bisnonno, Ernesto Lourenço S. Azevedo, era proprietario di un bazar di artigianato locale, cappelli e cesti di paglia, pizzi, merletti e altro ancora, attivo già alla fine dell’Ottocento. Nei primi anni del secolo scorso lasciò la vecchia sede e comprò l’edificio dove si trova il Café Sport, iniziando anche la vendita di bevande. Nel locale, ubicato in una posizione strategica proprio sul porto, lavorarono anche i suoi figli. Così di generazione in generazione la storia del bar si è avvicendata con quella dell’isola di Faial: negli Anni 30 i principali avventori erano gli equipaggi dei rimorchiatori olandesi che correvano in aiuto alle barche dei balenieri in difficoltà, poi, con la seconda guerra mondiale, il bar venne invaso da frotte di militari in libera uscita.

Il nome “Peter” scelto da un ufficiale della Marina

Il nome Peter, esotico per quella famiglia di portoghesi, nacque proprio nel periodo del conflitto. José Azevedo, il padre di José Henrique, all’epoca aveva quindici anni e a bordo della nave da guerra Lusitania, colpita da una bomba di profondità e riparata a Faial, vi era un ufficiale che l’aveva preso a benvolere, e gli piaceva chiamarlo con il nome di suo figlio lontano. Così José divenne Peter e di conseguenza anche il suo bar. Peter, ovvero l’ormai compianto José Azevedo, cominciò poi a fare affari con la marina militare americana quando questa, doveva per forza passare a Faial e fermarsi per gli approvvigionamenti, rima di sbarcare in Normandia o in Sicilia.

L’ospitalità, il marchio di fabbrica del Peter’s

Successivamente, terminati i periodi delle navi a carbone e delle notti di blackout durante gli scontri a fuoco, a partire dagli Anni 50 le isole Azzorre divennero una meta privilegiata dei navigatori che per piacere attraversavano l’Atlantico e che se dovevano bersi una birra e fare quattro chiacchiere trovavano nel Café Sport il luogo privilegiato. L’ospitalità del bar infatti è stata sempre il suo marchio di fabbrica, rendendolo il rifugio preferito dagli equipaggi di yacht e velieri che a Faial facevano scalo.

Dal 1975 con José Henrique Gonçalves Azevedo detto anche lui ovviamente Peter, il Café Sport, o Peter’s, come è meglio conosciuto, è stato visitato da frotte dei più grandi navigatori del mondo, tra cui molte celebrità e da una moltitudine di marinai anonimi che qui continua a trovare riparo e ristoro.

Una birra, una chiacchiera e un souvenir sul muro

Ancora oggi gli skipper di tutto il mondo si fermano qui a bere un ottimo gin tonic dopo aver attraversato l’Atlantico e prima di andare via lasciano una scritta, uno slogan, un pensiero o ancora un disegno che si va ad aggiungere ai centinaia di murales che decorano i muri dietro il bancone. Sono per lo più anime felici di viaggiare e scoprire il mondo a bordo di una barca a vela oppure avventurieri incalliti, navigatori solitari ed equipaggi di famiglie con prole al seguito, armatori al primo viaggio oceanico oppure ciurme di charter in vena di relax.

Il Peter’s attrae e accoglie tutti senza discriminazioni e fa quello che deve fare: regalare un attimo di pace e convivialità ai naviganti, come una sorta di avamposto di libertà dove tutti, ma proprio tutti, laggiù in mezzo all’Atlantico si sentono come a casa.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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