Chris Cameron: impossibile resistere sullo scoglio di Rockall

Chris Cameron, un veterano britannico di 53 anni, ha provato a battere il record di permanenza a Rockall, un piccolo scoglio di granito nell’Atlantico settentrionale. L’impresa però è fallita per maltempo.

Che differenza c’è tra resistere in solitario nell’Atlantico a bordo di un piccolo cabinato a vela oppure su un piccolo scoglio spazzato dai frangenti e circondato dal nulla? Sono situazioni entrambe estreme, avventure marinare forse un po’ folli e a prova di record. Così deve aver pensato Chris Cameron, un veterano britannico di 53 anni che ha provato a battere un singolare primato: quello appunto di permanenza a Rockall, un piccolo scoglio di granito lungo appena 30 metri e lungo 21, situato nell’Atlantico settentrionale a circa 230 miglia a Ovest delle Ebridi Esterne, tra l’Irlanda e la Scozia.

Originario di Calne, nell’Inghilterra del Sud, Cameron ha lanciato questa bizzarra sfida con la natura e con sé stesso per raccogliere fondi per alcune associazioni di veterani di sua maestà, come ABF, Soldiers’ Charity e Royal Marines Charity. Prima della sua partenza, Cameron aveva dichiarato entusiasta: “Quattromila persone sono state sull’Everest ma solo cinque persone sono rimaste per un certo periodo di tempo a Rockall”.

Chris Cameron

Pochi viveri, una radio e una muta stagna

Chris Cameron era arrivato il 30 maggio dopo un viaggio per mare di 3 giorni  a bordo della nave “Firth of Clyde”, con il proposito di restare a Rockall 60 giorni e superare il precedente record di 45 stabilito nel 2014 da Nick Hancock, geometra e avventuriero. L’uomo per sopravvivere in condizioni così estreme aveva portato con sé acqua, cibo e attrezzature di sicurezza, fra cui una radio Vhf, un Epirb e una muta stagna da indossare in caso di emergenza. Lo scorso 30 giugno, tuttavia dopo appena 31 giorni trascorsi con la sola compagnia degli uccelli marini, Cameron ha lanciato un Mayday a causa delle condizioni meteorologiche molto pesanti.

Quasi strappato via dalle onde dell’Atlantico

La notte precedente il forte vento aveva distrutto la tenda abbarbicata sulle rocce che gli offriva un minimo di riparo e lui stesso ha rischiato più volte di essere spazzato via dalle onde e finire nelle gelide acque dell’Atlantico. Alle ore 8,55 della mattina, nell’impossibilità di proseguire la sua impresa, si è deciso quindi a chiamare i soccorsi.

La Guardia Costiera britannica è intervenuta con un elicottero e un aereo partiti da Stornoway, in Scozia. Dopo aver recuperato Cameron lo hanno trasferito all’ospedale di Western Isles per precauzione. Sembra che Cameron sia riuscito comunque a raccogliere circa 12.000 sterline da versare in beneficenza, come promesso.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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