Velista appassionato e portatore di handicap dopo un incidente in moto, Marco Rossato ha appena pubblicato il libro “Cambio Rotta” in cui racconta di come lo scorso anno ha circumnavigato da solo l’Italia a bordo di un catamarano di appena 8 metri.

Che la vela faccia bene a chiunque la pratichi, ma ancora di più a chi soffre di una disabilità fisica è risaputo. Anche in Italia esistono decine di associazioni che insegnano ad andare per mare a portatori di handicap con risultati esaltanti e tante sono le esperienze che mettono al centro la vela in chiave riabilitativa a 360 gradi.

Ma finiti i corsi, gli eventi di gruppo, una volta imparato a portare una barca, a ormeggiarla, può un disabile navigare lungo le nostre coste in piena libertà? I nostri porti hanno infrastrutture a prova di disabile o ci sono barriere architettoniche che impediscono a questi diportisti di divertirsi, assaporare l’avventura del mare e rilassarsi, esattamente come tutti gli altri?

Un viaggio in solitario lungo le coste italiane

Ce lo racconta Marco Rossato nel suo bel libro “Cambio Rotta. Io e Muttley 1.648 miglia sotto costa in cerca di porti senza barriere” di recente pubblicato da Mursia. Il volume, scritto insieme alla giornalista Simona Merlo, è il diario dell’impresa velica che Marco ha realizzato lo scorso anno e che gli era fruttata la candidatura tra i 100 Velisti dell’Anno 2019.

Rossato, velista disabile dopo un brutto incidente in moto, ha percorso 1.648 miglia a bordo di un trimarano di 8 metri, chiamato Foxy Lady, completando la circumnavigazione dell’Italia accompagnato solamente dal suo inseparabile cagnolino Muttley. Partiti dall’Arsenale di Venezia il 22 aprile 2018, i due compagni di viaggio hanno concluso il loro itinerario a Genova il 22 settembre 2018, rivelando una grande forza di volontà e di adattamento. La barca ha chiuso il lungo percorso in 60 tappe intorno alla Penisola navigando entro le 6 miglia, dimostrando come il mondo della vela è aperto a tutti.

Porti italiani ospitali e senza barriere

E cosa è venuto fuori da questa avventura? Come si presentano i porti italiani agli occhi di un diportista disabile come Marco Rossato? “Ho trovato ovunque un’ottima organizzazione – racconta Marco – certo, si potrebbero migliorare diversi aspetti, piccoli o grossi inconvenienti. Per esempio alcune strutture mi hanno costretto a navigare anche per più di 48 ore consecutive. Senza potermi fermare”. Poi c’era il problema della distanza dalla costa: “Nel corso delle 60 tappe sono stato costretto a navigare a non più di 6 miglia dalla costa, incrociando i pescherecci e provando quasi a zigzagare le loro reti: purtroppo, per i disabili, le regole della patente nautica prevedono che non si superi quella distanza dalla costa, a meno che non ci sia a bordo un velista normodotato”.

Altra esperienza che questo velista vicentino di 45 anni avrebbe voluto evitare è avvenuta a pochi metri dall’arrivo della prima tappa, la più lunga del viaggio, da Venezia a Ravenna: “A 500 metri dalla bocca del porto, vicinissimo agli scogli, mi sono ritrovato in mezzo a onde alte fino a 2 metri e mezzo. In quel momento, un’altra imbarcazione urtandomi ha fatto cadere in acqua il motore del mio trimarano: per fortuna l’avevo comunque legato con la cima di rispetto.

Un viaggio a vela fino agli Stati Uniti la prossima impresa

Ora dopo la pubblicazione del libro Marco pensa già a come realizzare il suo prossimo sogno: navigare in barca a vela in solitario da Venezia fino a Miami. “È il regalo che vorrei farmi prima dei miei 50 anni”, spiega il velista. Intanto, insieme ai suoi amici, I timonieri sbandati” della scuola di vela di Viareggio, sta ultimando i preparativi per un’altra impresa in programma a fine febbraio del 2020: otto mesi di navigazione intorno alle coste della Penisola, con un equipaggio formato da quattro velisti disabili. Tutto è possibile. Il sogno continua.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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