Si è spento a 89 anni nella sua casa di Point Loma in California Lowell North, patron di North Sails, una delle velerie che è diventata un’icona della vela moderna. Personaggio eclettico e all’avanguardia, cominciò a regatare fin da ragazzo per poi diventare velaio con un approccio rivoluzionario sia sul piano tecnico che in quello della comunicazione.

Ha spiegato le vele per l’ultima volta, quelle vele che lui ha contribuito a rivoluzionare, e ha tirato l’ultimo bordo. Se ne è andato così Lowell North, Mr. North per tutti, a 89 anni nella sua casa di Point Loma (San Diego, California). Lowell North è stato un’icona della vela moderna e ha dato il suo nome a una delle più famose velerie del mondo, la North Sails, fondata nel 1957. Qualunque velista o windsurfista degli ultimi 50 anni si è imbattuto in uno dei suoi prodotti rinomati per la qualità e le prestazioni sempre all’avanguardia.

Quella di North è una storia da pioniere. A 14 anni andava già in classe Star e perdeva sempre. Da qui, la decisione di farsi le vele da solo, lavorando insieme al padre. Il giovane Lowell in particolare decise che la forma della sua randa non era quella giusta, la ridisegnò e tornò a regatare. Aveva ragione e con quella barca vinse poi quattro titoli mondiali e un oro olimpico, oltre al bronzo olimpico nella classe Dragone.

Il velaio ingegnere che rivoluzionò un mestiere

Quando cominciò il lavoro di velaio intuì che non si trattava di essere solo un buon artigiano. Cominciò a studiare e divenne ingegnere aerospaziale coltivando un approccio sempre più scientifico alla realizzazione delle vele. Un’impronta che rivoluzionò l’intero settore mondiale. Straordinarie anche le sue doti di marketing. Decise che per fare crescere il suo marchio gli servivano dei testimonial, i velisti più forti, capaci non solo di promuovere il brand ma dare un contributo tecnico cruciale allo sviluppo del prodotto. È così che nacquero i “Tigers”: Tom Whidden (che tutt’oggi è CEO della North Sails, Tom Schnackenberg (il fisico dai baffi lunghi), John Marshall (un biochimico con la mente geniale e un grande velista).

Lo stesso Schnackenberg diede poi un impulso determinate nello sviluppo di North Sails. Negli Anni 70 intuì l’importanza di “digitalizzare” il lavoro del velaio, grazie allo sviluppo dell’informatica e dei software di progettazione. Proprio “Schnack” sviluppò un database che conteneva una grande quantità di profili diversi per ogni vela, modellando ogni disegno con un software di progettazione in 2D da lui ideato.

 

La consacrazione di North Sails in Coppa America

Nel 1977 la North entrò in Coppa America e su indicazione di Lowell il responsabile del programma vele di Enterprise fu proprio Tom Schnackberg, in un sindacato in cui lo skipper era lo stesso Lowell North. Purtroppo Enterprise venne sconfitta da Courageous di Ted Turner che diventò il defender americano per la Coppa America, difesa che ebbe poi sublimò contro gli australiani. Ma la consacrazione in Coppa America era solo rinviata. L’occasione si presentò nel 1983. Le due barche che si contendevano la finale erano infatti entrambe invelate North Sails. Da una parte Dennis Conner con Liberty e tattico uno dei “tigers”, Tom Whidden; dall’altra parte un gruppo di australiani guidati da John Bertrand. Dietro il team australiano, oltre al genio eclettico di Alan Bond, c’era però lo “zampino” di Tom Schnackenberg che propose agli aussie le ancora sperimentali vele di prua con il taglio triradiale e rifinite in fibra aramidica, il kevlar.

Grazie anche a questo asso nella manica Australia II interruppe con la sua vittoria un dominio incontrastato a stelle e strisce che durava da 150 anni. Dopo questa consacrazione internazionale Lowell North decise di vendere la veleria e ritirarsi per dedicarsi totalmente alla passione per la vela con la sua barca Sleeper ma lasciando una veleria all’avanguardia e dall’ottima reputazione.

La sua filosofia, la sua creatività e il suo spirito competitivo continuano a guidare North Sails ancora oggi, proprio mentre l’azienda esplora nuovi territori, come per esempio le vele in 3D. Nel 2011 Lowell North è stato inserito nella Hall of Fame della vela degli Stati Uniti. Un posto d’onore che merita davvero. Buon vento Mr. North!

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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