Se eseguita per tempo l’operazione di rigenerazione delle classiche batterie al piombo consente di recuperare fino al 70 per cento della capacità perduta da un accumulatore e rappresenta una valida alternativa alla sostituzione. Vediamo in cosa consiste e quali vantaggi comporta.

Le prestazioni nel tempo delle batterie al piombo che installiamo a bordo delle nostre imbarcazioni sono condizionate da molti fattori, alcuni dei quali non possono essere controllati con la giusta frequenza. La conseguenza è il prematuro calo di rendimento dei nostri accumulatori. Prevenire l’esaurimento di una batteria marina non è possibile. La ragione del malfunzionamento delle batterie è che ogni accumulatore genera polvere di solfato, una sostanza si deposita sugli elettrodi e rende inutilizzabile la batteria al piombo nel tempo. Quando il processo degenerativo non è stato arginato e tenuto sotto controllo per tempo, spesso accade che la batteria sia in uno stato chimico elettrico non più accettabile per il suo utilizzo.

Quando ci rendiamo conto che la nostra batteria di bordo sta perdendo efficacia e tende a esaurirsi velocemente, la prima contromisura che ci viene in mente è quella di comprarne una nuova. C’è però un’alternativa che dovrebbe essere considerata dai diportisti: la rigenerazione.

Liberare gli elettrodi dalla polvere di solfato

Non è detto infatti che il degrado dei nostri accumulatori di bordo non sia recuperabile: eseguendo contemporaneamente sia la ripulitura chimica che quella elettrica delle piastre, è possibile a volte recuperare fino al 70 per cento della capacità perduta da una batteria. Grazie al processo di rigenerazione la polvere di solfato che si deposita sugli elettrodi viene infatti eliminata, liberando gli stessi da ogni residuo che possa inficiare sul rendimento ottimale dello strumento. Il processo di rigenerazione è applicabile a tutte le batterie al piombo (di avviamento, stazionarie, da trazione) sia acido libero che Agm, con esclusione di quelle al gel. Il trattamento è puramente elettrico e non prevede quindi l’utilizzo di alcun additivo chimico.

I vantaggi della rigenerazione

Ma quali sono i vantaggi di una rigenerazione? La rigenerazione parte dal presupposto che oltre il 60 per cento delle batterie, considerate esauste, si può rigenerare con successo. I vantaggi per il diportista sono concreti e consistenti: con solo il 30 per cento del valore della batteria nuova è possibile avere un’alternativa valida, inoltre è possibile aumentare la capacità della batteria e infine si creano meno rifiuti riutilizzando le parti plastiche e alcuni componenti interni.

Sono le stesse aziende produttrici di batterie, ma anche i distributori ad offrire servizi di rigenerazione: sono loro che si occupano direttamente della raccolta delle batterie, della loro rigenerazione e della loro successiva riconsegna. Basta fare un giro su internet per trovare un referente su tutto il nostro territorio. Un dettaglio importante è che nel caso si affidi il processo di rigenerazione a un’azienda le batterie trattate saranno coperte da una speciale garanzia che prevede il rimborso totale del costo della rigenerazione qualora avessero dei problemi dai 6 mesi ai 12 mesi dalla data della rigenerazione.

Quando eseguire la rigenerazione

Quando si può eseguire la rigenerazione di una batteria? Il trattamento di rigenerazione preventivo andrebbe svolto grosso modo a metà della vita attesa e quindi prima che la batteria manifesti seri cali di prestazione con l’obiettivo di ripristinare il più possibile le prestazioni iniziali con tre vantaggi importanti: allungare la vita attesa della batteria, mantenere costanti nel tempo le prestazioni della batteria e prevenire guasti improvvisi.

La rigenerazione è consigliabile su tutte le batterie, ma certamente è altamente raccomandata per i gruppi di continuità per garantire l’autonomia attesa in caso di emergenze, evitando sorprese di black-out troppo repentini, ma anche per esempio sui carrelli da trasporto.

Check della batteria e metodo di lavoro

Quando si porta una batteria da rigenerare a un produttore, lo stesso compie degli speciali controlli che consentono di stabilire se possa essere consigliabile o meno tentare la strada della rigenerazione. Se l’esito è positivo inizia il lavoro. Il trattamento inizia con un test della capacità, tramite una carica con un raddrizzatore professionale ad alta frequenza e una scarica controllata per 5 ore con uno strumento collegato al computer che certifica graficamente e numericamente lo stato della batteria in relazione alla capacità in Ah dichiarata dal costruttore quando fu prodotta. Dopo un analisi della quantità di elementi “deboli” o in avanzato stato di solfatazione, si decide il metodo più idoneo per il recupero della capacità, tramite processo chimico-fisico o processo elettro-chimico. In ogni caso il processo di ripulitura delle piastre ha una durata di 48-72 ore, in seguito vengono eseguiti in rapida sequenza tre cicli di carica-scarica, con registrazione dei grafici.

Nel caso di processo chimico+elettrico in successione, il tempo necessario per le operazioni può arrivare a 7-10 giorni. Il processo si conclude con uno o più test della capacità con gli stessi strumenti utilizzati inizialmente, a cui segue la comparazione dei risultati ottenuti che permette di dimostrare l’incremento di capacità ottenuto, il tutto documentato.

Consigli pratici per allungare la vita alla batteria

Per il mantenimento della capacità della batteria e il prolungamento della vita utile si consiglia di verificare il raddrizzatore-carica batterie. Le sue anomalie pregiudicano pesantemente la durata della batteria, per questo è consigliabile utilizzare carica batterie di buona qualità (non raddrizzatori) ad alta frequenza che controllano effettivamente la corrente erogata durante il processo di ricarica ottenendo l’effetto di ridurre il consumo di corrente, ridurre il surriscaldamento della batteria e garantendo una carica ottimale alle condizioni indicate dal costruttore della batteria.

A volte durante il trattamento di rigenerazione si può rendere necessario sostituire alcuni elementi della batteria che per effetto della degenerazione della parte attiva presentano un cortocircuito non risolvibile con la “ripulitura” chimica, ma comunque anche il resto degli elementi della batteria (che sono fratelli) devono essere sottoposti a un adeguato trattamento per arrestare la degenerazione, in questo modo si ottiene un incremento della capacità totale della batteria che la rende ancora utilizzabile a bordo per un tempo sufficientemente conveniente.

Insomma la rigenerazione è un’alternativa economica all’acquisto di nuovi accumulatori ed eseguita per tempo permette di allungare la vita alla batteria. Bisogna considerare in ogni caso che con il passare del tempo i nostri accumulatori rigenerati avranno minore durata.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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