Barca usata: 9 regole d’oro per non farsi fregare

L’idea di acquistare la barca mette entusiasmo, sa di avventura e non si vede l’ora di concludere un buon affare. Occhio però a non incorrere in errori di valutazione e sgradite sorprese nel caso di acquisto di un modello usato. Nove regole d’oro per trovare l’imbarcazione usata ideale, dalla piccola deriva in legno allo yacht hi-tech, senza farsi fregare e rimanere senza soldi.

Quando scatta il desiderio di acquistare una barca usata, ci si avventura in una dimensione emotiva di grande entusiasmo ma anche di debolezza e soggezione psicologica. Non si vede l’ora di concludere l’affare e a volte la smania di diventare armatore ci fa incorrere in errori di valutazione. Il vero problema di chi si rivolge all’usato è la disponibilità di un budget ridotto sia per l’acquisto vero e proprio che per la futura manutenzione della barca, per cui a maggior ragione occorre essere ancora più scrupolosi nell’eseguire tutti i controlli e gli accertamenti sullo stato di efficienza dell’oggetto dei desideri. Barche difettate o sovrastimate, costi di refitting esagerati, trattative logoranti, sono situazioni sgradevoli in cui nessuno vuole incappare. Basta allora tenere gli occhi aperti, informarsi il più possibile sulle barche a cui si è interessati e non farsi prendere troppo dall’onda dell’entusiasmo.

Soprattutto è bene non avere fretta di chiudere perché siete innamorati di una barca. Vale la pena chiedere una perizia e affidarla a un tecnico preparato Anche una prova in mare reale, possibilmente con buon vento, e non un semplice giretto a motore è assolutamente necessaria. Solo così potrete rendervi conto se quella è la barca per voi. Ecco allora un elenco di suggerimenti per chi ha intenzione di acquistare una barca usata. È una guida generale, utile per tutti gli yacht, dalle piccole barche in vetroresina ai grandi yacht tecnologici. Ci trovate gli elementi della barca da ponderare al momento dell’acquisto, le attrezzature e gli impianti da controllare, ma anche alcune valutazioni di tipo strettamente economico. Si tratta di regole semplici ma efficaci.

Pozzetto barca

01 Le barche si svalutano tanto

Le barche usate si svalutano in modo consistente. Perché? È la famosa regola del 30/70. Il cantiere realizza il 30 per cento della barca e acquista il restante 70 per cento da altri fornitori. Di questo 70 per cento la quasi totalità di componenti va sostituita periodicamente a prezzi sempre più elevati. Ecco perché già dopo il primo decennio un’imbarcazione si svaluta di circa il 50 per cento.

Refitting barca

02. Non dimenticare il refitting

La voce maggiore di spesa per l’acquisto di una barca usata è lo scafo naturalmente, ma non sottovalutate il costo dell’inevitabile revisione ed eventuale refitting. Una regola efficace è quella di stanziare il 50-60 del budget disponibile per l’acquisto e il restante 40-50 per cento da utilizzare nel tempo per gli aggiornamenti, le sostituzioni e i cambiamenti. Da non dimenticare poi il budget annuale di manutenzione per non fare il passo più lungo della gamba. A nessuno piace una barca bloccata a terra perché bisognosa di cure costose a cui non si può fare fronte.

Timoneria

03. Accessori e gadget, specchi per le allodole

Una barca con un certo numero di anni ha certamente accumulato una serie di accessori e gadget imbarcati a ogni stagione. Spesso i venditori esaltano questi elementi per gonfiare il prezzo dello yacht. Non fatevi abbindolare. La maggior parte di questi dispositivi sarà da sostituire, nell’immediato o nel tempo. Un gadget in più non fa navigare meglio la barca. Stessa cautela va messa in atto quando vi dicono che la barca è stata “refittata” recentemente. Siate scettici e controllate bene ogni dettaglio. È molto difficile che un armatore acquisti delle vele nuove per una barca di cui vuole sbarazzarsi.

Barca usata

04. Vele e motore, le voci di spesa maggiori

I costi maggiori in caso di sostituzioni e manutenzione ordinaria riguardano con ogni probabilità l’attrezzatura velica e il motore. Dopo 10-15 anni va verificato lo stato dell’albero e degli arridatoi, vanno ispezionati i bozzelli e la scassa, lo stato della scassa e dei bulloni di fissaggio del bulbo allo scafo. In più il sartiame deve essere oggetto di verifica approfondita, considerando che dopo 30-35.000 miglia andrebbe sostituito. Anche il motore e i suoi componenti in genere dopo 20 anni devono essere oggetto di refitting. Ci sono due soluzioni: la sostituzione con un nuovo motore o un’opera di “ricostruzione” delle parti più soggette ad usura. Il propulsore è il cuore di yacht e la sua affidabilità è essenziale. Se si rompe in luoghi poco serviti è un problema trovare pezzi di ricambio e se si trovano saranno molto più costosi che in condizioni normali.

 Tender

05. Lunghezza e volumi reali

Niente è più confortevole della dimensione di una barca. Tutto sulla barca può essere cambiato ma non le dimensioni. Ma è un’arma a doppio taglio, i costi salgono terribilmente e non in misura proporzionale alla crescita di misura. Un consiglio, concentratevi sulla lunghezza al galleggiamento che è quella che determina i reali volumi della barca oltre ad essere il parametro per capire qual è la velocità effettiva.

Verricello

06. Soluzioni hi-tech: non esagerare

Maggiori sono le manovre elettriche di bordo, dai verricelli, agli avvolgivele, alle passerelle, al salpancora, più facile sarà condurre l’imbarcazione anche da parte di equipaggi ridotti o avanti con gli anni. Queste soluzioni hi-tech cambiano letteralmente la vita a bordo anche di barche molto grandi. Ma la manutenzione e i costi stagionali salgono notevolmente. Oggi i cabinati di 40 piedi (12 metri) sono barche con spazi e comfort impagabili e costano ormai cifre abbordabili. Senza contare che appena trent’anni fa un 30 piedi (9 metri) era considerata una barca dignitosa per navigazioni a lungo raggio.

Cabina

07 Legno e teck con moderazione

Legni a profusione e coperta in teak sono indiscutibilmente affascinanti e marini, ma non migliorano la sicurezza a bordo e soprattutto hanno bisogno di cure e manutenzione continua. Considerate che un ponte in teak dura al massimo 15-20 anni. Se non avete un budget sufficiente, evitate il ponte in teak, guadagnerete anche in peso superfluo.

Navigazione

08. Preferire barche d’autore

Nella ricerca di un modello di yacht meglio optare per una barca progettata da un architetto navale famoso, piuttosto che scegliere quella disegnata dal costruttore stesso, sconosciuto come designer. È bene inoltre raccogliere quante più informazioni possibili sulla barca, conoscere la sua storia, studiare schede tecniche e leggere recensioni. Oggi con il web e i social media è quanto mai facile confrontarsi anche con altri possessori e scambiare pareri e suggerimenti.

Sicurezza a bordo

09. Sicurezza prima di tutto

Indipendentemente dal vostro budget, prendete sul serio la sicurezza del mezzo che state per acquistare. Invece di entusiasmarvi per un gadget o un dispositivo elettronico, è meglio avere a bordo una zattera con certificazione oceanica, un Epirb, giubbotti con imbracatura, Vhf con AIS, pompe di sentina efficienti e della giusta portata di evacuazione. Solo dopo ci si può sollazzare all’idea di un pilota automatico di ultima generazione, del televisore, del router wi-fi e così via.

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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