Aumentano i danni nautici provocati da collisioni e incagli

Secondo un recente studio di Stb Italia, una azienda di periti navali, negli ultimi 5 anni si registra un aumento considerevole di incidenti nautici causati da collisioni, urti e incagli.

Aumentano collisioni e incagli in mare. Nonostante il periodo economico e sociale non proprio favorevole, la nautica naviga con il vento in poppa. Negli ultimi anni sempre più persone hanno scelto il mare e un modo di viverlo ancora più attivo, dinamico e immersivo. Come può essere appunto quello di salire a bordo di un gommone, concedersi una gita lungo costa, oppure ancora mollare le banchine di un porto per una bella veleggiata. Insomma lungo le coste e i litorali italiano circolano sempre più barche. E un dato inconfutabile che lo attesta sono purtroppo anche i numerosi incidenti, in particolare le collisioni che avvengono in mare o sui laghi.

Secondo un recente studio effettuato da Stb Italia, una azienda di periti navali che opera principalmente nel Mediterraneo occidentale, i principali motivi delle denunce alle assicurazioni nautiche sono essenzialmente quelli derivanti da collisioni che comprendono anche gli urti tra barche all’ormeggio e gli incagli contro scogli e banchi di sabbia in navigazione.

Collisioni e incagli

Collisioni e incagli al primo posto per le perizie

Stb Italia fornisce ogni anno alle compagnie di assicurazione un’analisi dell’andamento dei sinistri nel mondo nautico, in cui si evidenziano le principali cause per le quali è richiesta una perizia. Nello studio è stato esaminato un campione di riferimento e un arco di tempo compreso negli ultimi 5 anni. Il campione prende in esame 368 casi, relativi al 2021. Tra questi, ben 153 sono sinistri derivanti da collisioni, mentre altri 112 sono dovuti a incagli durante la navigazione. Seguono, ma molto distanziati, i danni ai motori (26 casi). E poi, via via, i danni da cattivo tempo, quelli causati da fulmini, da urti in banchina. E ancora, i furti, gli affondamenti, i danni da trasporto e in cantiere.

Collisioni e incagli

Più gente per mare, entusiasta ma poco preparata

In questi ultimi 5 anni si registra un aumento considerevole delle collisioni, che rappresentano il 41,6% dei casi nel 2021, contro il 23% nel 2017. Anche gli incagli sono aumentati, in percentuale: corrispondono a una quota del 30,4% dei casi nel 2021 contro il 24,6% del 2017 (con una punta del 29,8% nel 2019).

Aumentano collisioni e incagli in mare. Cosa desumere da questi dati? Sicuramente sono aumentati natanti, cabinati a vela, barche a motore e yachts da diporto in circolazione, così come nei porti. Le persone scelgono la barca come mezzo privilegiato per trascorrere le proprie vacanze al mare o il tempo libero. Un dato confermato anche dall’aumento delle vendite di yachts e di noleggi nei luoghi di vacanza più gettonati. L’aumento degli incidenti arriva di conseguenza e forse deriva anche da un approccio un po’ troppo leggero all’arte di andare per mare che richiede studio, competenza ed esperienza.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

1 Comment
  1. Forse sarebbe opportuno prevedere una patente, magari semplificata, anche per i natanti e la navigazione entro 6 miglia, come accade in molti altri paesi. Inoltre negli incidenti con natanti, quindi non immatricolati, identificare il prorpietario dell’unità colpevole del incidente, se lo stesso decide di abbandonare la sua barca e rendersi irreperibile, sarebbe quasi impossibile inon esistendo registri in cui sia presente il natante. con ovvie conseguenze per un eventuale risarcimento dei danni. Il molti paesi tutte le barche partire da 2 o 3 di lft sono regolamente registrate.

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