La moderna tecnologia digitale ha reso macchine di ripresa e droni estremamente economici, facili da utilizzare e dalle prestazioni eccellenti. L’occhio tecnologico offerto da queste apparecchiature elettroniche potrebbe tornare utile quando si sta in barca ai fini della sicurezza della navigazione.

Immaginate di avvicinarvi con la barca a un’insenatura sconosciuta. L’acqua è poco profonda, i grafici indicati sul chart plotter hanno una qualità mediocre e non avete una reale idea di cosa aspettarvi lungo il percorso. Non sarebbe bello avere un occhio tecnologico che dal cielo vi mostra con precisione cosa vi aspetta? L’inesorabile progresso della tecnologia ha reso la ricognizione fotografica e video molto conveniente rispetto al passato e macchine fotografiche, droni e telecamere digitali hanno ormai costi abbastanza abbordabili.

Alcuni di noi diportisti, in particolare quelli che navigano in zone poco profonde e ricoperte di coralli oppure ancora quelli che amano pescare troveranno senza dubbio interessanti questi accessori tanto da volerli imbarcare nelle loro uscite in mare.

Metti una telecamera in testa d’albero

La tecnologia CCTV non è esattamente nuova. Ciò che è cambiato negli ultimi anni è il costo e la qualità dei dispositivi che ne fanno uso e che sono migliorati notevolmente. Essi permettono di avere una visuale completa e panoramica del ponte di prua e tutto ciò che si trova nel suo raggio di azione immediato. Le telecamere e i loro display sono ormai articoli venduti soprattutto per i mercati automobilistico e della sicurezza con prezzi che variano da 200 a 500 euro per un singolo set.

I requisiti di un buon set da ripresa

– Campo visivo ragionevole. Una telecamera da piazzare in testa d’albero dovrebbe avere un angolo visivo compreso tra i 90 e i 120 gradi. Ciò offre una buona visione di tutto ciò che si trova tra la prua e l’orizzonte della barca, con la vista centrata all’incirca a una lunghezza della barca prima della prua.

– Sensore digitale ad alta risoluzione. La differenza tra una fotocamera da 640 × 480 pixel e una da 1920 × 1080 è abbastanza evidente. Se state cercando di individuare i scogli o teste di corallo, ogni pixel conta.

– Ampia gamma di colori dinamica. Per un’immagine video che restituisce i colori reali e la maggior parte dei dettagli sia nelle aree più luminose che in quelle più buie vale sicuramente la pena spendere qualche euro in più.

– Cablaggio standard. Le telecamere di rete che utilizzano la tecnologia Power-Over-Ethernet (PoE) e codec video streaming standard sono molto popolari e ampiamente supportate su tutti i tipi di computer e altri dispositivi di visualizzazione. I protocolli proprietari possono essere difficili da gestire ed è meglio evitarli. L’USB non ha la portata per raggiungere la testa di albero senza estensori motorizzati che costano più dell’utilizzo della PoE.

– Buon frame rate. Molte unità in stile webcam possono dare 30 frame al secondo ma solo a risoluzione ridotta e potrebbero raggiungere solo 10 fps a piena risoluzione HD. Il che equivale a immagini sfocate o a scatti, completamente inutili. Cercate qualcosa che possa arrivare in modo affidabile fino a 30 fps e oltre alla massima risoluzione.

– Connettori impermeabili. Va da sé che una spina Ethernet esposta senza guarnizione o uno O-ring non durerà molto a lungo sull’albero di una barca a vela. I connettori con classificazione IP66 o superiore valgono sicuramente i 15 euro in più.

Funzioni non necessarie:

– Wi-Fi e Bluetooth. Funzioni simili possono rendere l’installazione leggermente più comoda, ma assicuratevi di non dover salire in testa d’albero ogni volta che serva riprogrammare il dispositivo quando è offline.

– Alta valutazione “TVL”. Abbreviazione di “TV Lines”, questa è una metrica di risoluzione obsoleta per i CCTV analogici. Ci sono ormai enormi magazzini pieni di macchine fotografiche degli Anni 90 e dei primi anni 2000, i cui proprietari stanno cercando disperatamente di vendere. Qualunque apparecchio che abbia un numero TVL sul proprio libretto delle specifiche è una roba analogica obsoleta. È molto meglio spendere qualche euro in più per un sistema moderno e completamente digitale.

– Integrazione con altri dispositivi elettronici marini. Una semplice telecamera PoE da esterno a 1080p che scarica un feed video sulla rete di qualsiasi computer o tablet che si desidera utilizzare per visualizzarlo, è sufficiente per fare un buon lavoro lavoro. Quali benefici alternativi per l’integrazione con un chartplotter o altra elettronica marina? Per ora nessuno…

Droni e i velivoli senza pilota (UAV)

Sia i droni che cosiddetti “velivoli senza pilota” al giorno d’oggi non sono nulla di nuovo. La combinazione di costi, convenienza e prestazioni offerta dai modelli attuali, tuttavia, è qualcosa che alcuni diportisti potrebbero trovare interessante. Ultimamente c’è stato un’enorme sviluppo tecnologico di questi dispositivi: droni a quattro eliche completamente impermeabili e a lungo raggio d’azione si vendono ormai a partire da 1.000 euro.

Gli aeromodelli che sono controllati da remoto da un pilota e i droni che dispongono di un computer di bordo che esegue i controlli di volo, seguendo le istruzioni di missione impostate a distanza dal pilota offrono il potenziale per avere una videocamera a qualche centinaio di metri avanti della barca. Certamente non sono la soluzione giusta per tutti, ma alcuni diportisti potrebbero essere interessati ad aggiungere a bordo uno di questi giocattoli hi-tech.

I requisiti di un drone da barca

– Lunga resistenza. Gli UAV più economici possono volare solo per cinque o dieci minuti prima di atterrare per effettuare un vitale cambio di batteria. Ciò potrebbe non essere sufficiente per sorvegliare un ingresso in porto o un ancoraggio difficile. Inoltre è necessaria una riserva di energia per il volo di ritorno alla barca se il vento cambia.

– Elevate prestazioni anche con vento. Pochissimi UAV possono volare correttamente con venti più forti di Forza 3 e necessitano di una notevole abilitò per gestirli con raffiche.

– Display video affidabile e di alta qualità. Provateli prima di acquistarli, assicurandovi che l’interfaccia sia facile da usare e che le immagini siano abbastanza buone da essere in grado di vedere banchi di sabbia, scoglie coralli.

– Impermeabile e galleggiante. I droni tendono a schiantarsi piuttosto frequentemente. I droni impermeabili e galleggianti, come per esempio il QuadH2O, lo Splash o il Diodon, o ancora quelli sommergibili come il Tetra, costano molto di più rispetto dei loro gemelli di terraferma, ma non hanno bisogno di essere sostituiti ogni volta che atterrano in acqua

Funzioni non necessarie:

– Ritorno atterraggio automatici. Funzioni come per esempio il ritorno automatico alla base o l’atterraggio automatico sono inutili se la ” base” si è spostata durante il volo, come nel caso di un UAV lanciato dalla barca. Detto questo, si può immaginare di far volare il drone dentro e fuori da un ancoraggio particolarmente stretto, quindi si copia la sua traccia GPS sul chartplotter dello yacht e lo si usa come come una serie di waypoint target.

Capacità ad alta altitudine/alta velocità. Se avete una di queste funzioni, farete volare il dispositivo sempre entro il raggio visivo della barca, a velocità abbastanza basse per vedere cosa sta facendo e recuperare le foto utilizzabili, e raramente a più di 100 metri di altitudine.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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