Rifiuti in barca? Li trasformo in carburante

Un chimico organico, Swaminathan Ramesh e il velista James E. Holm hanno ideato un piccolo reattore portatile in grado di trasformare i rifiuti di plastica basati su idrocarburi in prezioso gasolio. I due ritengono che questa tecnologia un giorno possa essere implementata sulle imbarcazioni per convertire  direttamente a bordo i rifiuti di plastica degli oceani in combustibile.

Immaginate di aver passato una splendida mattinata ormeggiati in rada: un po’ di tintarella sul ponte, un bel bagno rigenerante, una gita con il tender a scoprire quella baia solitaria. Poi tornate a bordo e consumate un bel pranzo. Alla fine quando mettete tutto in ordine c’è la busta dei rifiuti, in particolare quelli dedicati alla plastica, che è molto più piena. La prendete, la vuotate in un piccolo reattore mobile che avete in barca e in pochi minuti quei rifiuti si trasformano in un bel po’ di carburante pronto a far andare il vostro entrobordo. Fantasia? Sogno Impossibile? No, una realtà se non immediata quanto mai prossima e certamente un’idea rivoluzionaria. Riciclare la plastica e trasformarla in combustibile, così, sul momento, anche in barca.

Plastica in mare

 

Troppa plastica negli oceani. E se fosse una risorsa?

L’idea è venuta a un chimico organico, Swaminathan Ramesh, e a un velista, James E. Holm che dopo avere lavorato insieme al progetto lo hanno presentato il 5 aprile scorso alla American Chemical Society, società scientifica e associazione professionale degli Stati Uniti che si occupa della ricerca in campo chimico. Holm, lupo di mare con alle spalle centinaia di miglia e quarant’anni spesi in barca, un giorno mentre stava navigando attraverso il canale di Panama è rimasto scioccato dall’ammontare di plastica che copriva la spiaggia di un isolotto sul versante atlantico. Del resto secondo un dossier presentato a Davos nel gennaio 2017, nelle acque degli oceani finiscono almeno 8 milioni di tonnellate di plastica ogni anno. Un’emergenza che ha intercettato anche Ramesh, pensionato con alle spalle 23 anni nella ricerca chimica e disposto a mettersi ancora in gioco per migliorare il pianeta. Così i due hanno fatto squadra e deciso di mettersi al lavoro sviluppando una tecnologia in grado di sfruttare i rifiuti di plastiche basate su idrocarburi per ottenere materia prima per un prezioso gasolio.

Reattore mobile

 

Metti un reattore portatile a bordo

Hanno così realizzato un reattore in grado di funzionare a base temperature e soprattutto mobile. Grazie alle piccole dimensioni, sottolineano, l’apparecchio può funzionare ovunque ci siano i detriti, anche in mare aperto su una barca. Il meccanismo si basa sulla tecnologia pirolitica, a lungo utilizzata per scomporre i polimeri non desiderati, come i rifiuti plastici e ottenere un carburante a base di idrocarburi. Un processo che fino a ora richiedeva complesse e costose fasi di raffinazione per rendere il combustibile ottenuto utilizzabile. Il carburante ottenuto con la tecnologia sviluppata dai due non ha invece senza il bisogno di ulteriori passaggi di raffinazione. Inoltre il catalizzatore inventato non è di dimensioni eccessive ed è quindi facilmente trasportabile.

Ramesh e Holm ritengono che questa tecnologia un giorno possa essere implementata sia a livello globale su terra sia direttamente sulle imbarcazioni per convertire “sul posto” i rifiuti di plastica degli oceani in combustibile. Un sogno finalmente alla portata delle nostre possibilità reali.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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