Porti a secco: come funzionano e dove trovarli in Italia

I porti a secco sono una valida alternativa che potrebbe arginare la cronica mancanza di posti barca nel nostro Paese. Vediamo cosa sono queste strutture, dove si trovano in Italia, come funzionano e quali vantaggi offrono agli armatori.

“Mi spiace, non abbiamo ormeggi disponibili”. Quante volte i diportisti italiani in crociera si sono sentiti rispondere così in prossimità di un porto o un marina? Un’esperienza sgradevole che non solo può rovinare le vacanze in barca ma finisce con il condizionare seriamente l’acquisto o il cambio dell’imbarcazione, per la quale spesso non si trova un posto in porto. Uno dei maggiori problemi del diporto in Italia è infatti proprio la mancanza di ormeggi. Un paradosso per un Paese che vanta oltre 8.000 chilometri di costa. Secondo gli ultimi dati statistici attualmente i posti barca disponibili per il diporto nautico in Italia sono 158.088 distribuiti in circa 350 porti, di cui 73 sono marine.

Porto a secco

In Italia pochi marina e solo per grandi yachts

A viziare la costruzione di nuovi porti sono le lungaggini burocratiche tipiche del nostro Paese, la prassi non sempre felice di concedere aree di demanio a società private e cooperative, i rischi delle cosiddette “mafie dei porti”. Spesso poi, quando si riesce a realizzare un nuovo marina, lo stesso viene destinato ai grandi yachts penalizzando gli armatori di natanti che sono oltre il 50 per cento della flotta da diporto italiana. In queste strutture, dotate di ogni tipo di comfort, è inevitabile che un posto barca, anche piccolo, venga a costare cifre considerevoli e difficilmente sostenibili da proprietari di natanti con reddito comune.

Barche rimessate

Porti a secco: il parcheggio all’asciutto della barca

Il problema della scarsità di ormeggi spesso viene arginata con installazione di nuovi pontili galleggianti oppure con il recupero dei porti commerciali o militari non utilizzati. Ma sono briciole. I porti a secco potrebbero essere una valida alternativa ancora poco sfruttata in Italia. Con il termine porto a secco s’intende una struttura ricettiva nella quale le barche stazionano per un tempo concordato sulla terraferma dove vengono sistemate in appositi in invasi all’interno di piazzali attrezzati o di strutture modulari poste su diversi piani.

Il porto a secco necessità quindi solo di uno scalo di alaggio o uno scivolo ricavato in uno specchio d’acqua protetto dal mare aperto dove effettuare in sicurezza le operazioni di varo e alaggio e permettere alle barche di sostare in attesa del loro turno.

Alaggio barca

Nati negli Stati Uniti si sono diffusi anche in Europa

Come funziona la movimentazione della barca in queste strutture? È semplice: l’armatore che intende utilizzare la barca contatta il porto entro un determinato tempo utile e comunica l’orario in cui desidera averla in acqua. L’operatore non deve fare altro che prenderla dall’invaso e vararla per l’ora stabilita. Al rientro la barca viene alata, sciacquata con acqua dolce e rimessa al suo posto. Il tempo medio del varo va dai 5 ai 15 minuti. Per effettuare varie e alaggi delle barche s’impiegano muletti, carrelli, travel lift o speciali piattaforme meccanizzate che si spostano anche in maniera automatizzata.

I porti a secco si sono sviluppati a partire dagli Anni 70 negli Stati Uniti dove sono chiamati “dry marine” per poi diffondersi anche in Europa, in paesi come Inghilterra Germania, Svezia e soprattutto in Francia. È proprio qui che si trova il più grande porto a secco d’Europa nonché del Mediterraneo. Sorge in Costa Azzurra, si chiama Port Inland ed è una struttura situata lungo un canale navigabile a un solo chilometro dal mare ed è in grado di ospitare circa 800 imbarcazioni fino a 11 metri.

Ormeggio a secco

Quali vantaggi nel porto a secco?

I vantaggi che si possono ottenere con questo tipo di ormeggio non sono pochi e a guadagnarci è proprio la nautica minore, quella che viene ingiustamente sfrattata dai marina privati e spesso maltrattata in quelli pubblici. Il primo vantaggio per il diportista è proprio sui prezzi che nei porti a secco sono minori rispetto ai marina tradizionali abbattendo così una delle voci che maggiormente incidono sui costi di gestione. Le barche si possono poi facilmente rimessare anche al chiuso, sotto apposite tettoie o all’interno di capannoni. Questo significa tenerle completamente al riparo da intemperie e mareggiate con conseguente diminuzione dei danni e dell’usura a cui normalmente è soggetta una barca in acqua. Inoltre tenendo la barca sempre a terra l’antivegetativa non è più necessaria e si avrà una carena sempre pulita risparmiando soldi e riducendo l’impatto ambientale.

Certo si potrebbe obiettare che la scelta di lasciare la barca in secco si adatta a chi non la usa con frequenza ma parliamo comunque della gran parte dei diportisti. La maggioranza delle barche naviga solo per un breve periodo all’anno: in Italia si stima che un natante viene usato in media 55 giorni.

Vantaggi porti a secco

Gli 8 porti a secco disponibili in Italia

In Italia i porti a secco stentano a decollare però è possibile trovare delle strutture che sono ormai una realtà concreta e collaudata. Ecco gli 8 porti a secco disponibili italiani per i diportisti:

Cala dei Normanni – Marina Arenella (PA)

Situato ai margini della città di Palermo, Cala dei Normanni è il più grande porto a secco della Sicilia. Per trovare la barca all’ormeggio, pronta per salpare, basta telefonare al marina un’ora prima. Al rientro si può scegliere se tirarla a secco di nuovo o se lasciarla all’ormeggio per qualche giorno in uno dei pontili. In caso di condizioni avverse, tutte le imbarcazioni vengono alate senza preavviso. Quando l’imbarcazione viene tirata a secco, il personale specializzato di Cala dei Normanni controlla sempre che tutto sia in ordine e provvede a sciacquare le parti che sono state a contatto con l’acqua di mare.

Navalnautica (CT)

La struttura, con accesso diretto al mare, consente il ricovero dei natanti alloggiati su appositi carrelli. Due folk-lift sono sempre pronti ad alare o varare le imbarcazioni, in pochi minuti, qualsiasi giorno dell’anno. Il porto a secco di Navalnautica si trova all’interno del porto di Catania, nel centro della città.

Nautica Glem (CT)

Il porto a secco gestito da Nautica Glem si trova sempre all’interno del Porto di Catania, comodo a tutti i servizi e facilmente raggiungibile. I grossi folk-lift movimentano in pochi minuti le imbarcazioni, che a terra vengono posizionate in rastrelliere alte fino a 11 metri.

Barche a terra

Vento di Maestrale (TP)

Vento di Maestrale, oltre ad offrire numerosi posti barca in acqua, è anche un efficiente porto a secco. Gommoni e piccole imbarcazioni a motore, possono infatti stazionare a terra, nell’ampio piazzale ed essere messi in acqua solo al momento dell’utilizzo. Il varo può essere prenotata in loco, via e-mail o telefonicamente. Vento di Maestrale si trova proprio di fronte l’imboccatura del porto di Trapani. Una posizione privilegiata, sia per la vicinanza dei servizi offerti dal porto che per la facilità di accesso al centro storico della città di Trapani.

Luxmar – Porto Badino (LT)

Oltre a cantiere, rimessaggio e posti barca in acqua Luxmar offre il servizio di porto a secco per imbarcazioni fino a 10 metri. Negli ampi piazzali è possibile scegliere posti all’aperto o al coperto, per un maggiore riparo dell’imbarcazione. Luxmar si trova nella località di Porto Badino, nel Circeo, proprio di fronte all’isola di Ponza.

Marina Santa Marinella – Porto Odescalchi (RM)

Marina di Santa Marinella dispone di ampie aree a terra dove i natanti carrellabili possono sostare, usufruendo di tutti i servizi del porto. Le operazioni di alaggio e varo, tramite scivolo o gru, sono comprese nel canone annuale e richiedono solo qualche minuto. Il porto è situato nel cuore della città vecchia di Santa Marinella, a circa 9 km di distanza da Civitavecchia e 80 da Roma.

Yacht a secco

Peter Nautica (BA)

Peter Nautica dispone di un ampio piazzale per imbarcazioni carrellabili dotato di scalo di alaggio sulla riva del mare. La struttura è posizionata strategicamente sul lungomare di Mola di Bari, ad un passo dalla città e dalle bianche scogliere di Polignano a Mare.

Deiva Marina (SP)

Deiva Marina Service è il primo e unico porto a secco della Liguria. Consiste in una struttura di  2.800 mq, attrezzata a hangar per il ricovero e la movimentazione di 130-150 natanti, di lunghezza sino a 6 metri. Possiede una speciale ed innovativa piattaforma idraulica, che consente operazioni di varo e alaggio in tempi rapidissimi e totale sicurezza per i natanti. La movimentazione dei natanti, alloggiati su carrelli appositamente realizzati, è eseguita con muletti elettrici, silenziosi e non inquinanti.

Deiva Marina Service si trova a Deiva Marina (SP), al centro del tratto costiero tra il Parco Marino del Tigullio e quello bellissimo delle Cinque Terre.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

2 Comments
    1. Ciao Roberto, è un argomento sul quale vige un’ampia normativa che attiene a diversi enti. Se fossi in te mi rivolgerei innanzitutto alla Capitaneria di Porto. Buon vento!

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