In un prossimo futuro chi va in barca potrebbe utilizzare capi realizzati con i cosiddetti E-Textile, speciali tessuti che incorporano dispositivi elettronici miniaturizzati che a loro volta consentono di controllare componenti elettronici remoti e permettono di monitorare i parametri vitali di chi li indossa.

Immaginate di essere in pozzetto al timone della vostra barca e di avere sottomano tutti i dati di navigazione, la rotta, la velocità di crociera, il punto nave, l’altezza dei fondali, le informazioni meteo. Facile, direte voi, è già così. Oggi gli skipper a bordo di uno yacht possono contare su delle vere e proprie consolle tecnologiche con tutti gli strumenti e i relativi display per navigare in sicurezza e tenere d’occhio costantemente le prestazioni della barca. Già, ma qui non si parla di strumenti che vi stanno semplicemente attorno. Questo è il futuro e tutti quei dati, quelle informazioni, quelle possibilità di interagire con la tecnologia di bordo, ce l’avete addosso, direttamente nei vestiti che portate.

Non capi tecnici comuni quindi, ma cerate, magliette, salopette, scarpe, realizzati in tessuti speciali che consentono di leggere e interagire con i dispositivi elettronici che vi circondano. Non solo, ma registrano ogni vostra attività corporea e immagazzinano dati sulla vostra temperatura, i battiti cardiaci, la sudorazione, il consumo calorico, il peso, etc.

I “super poteri” degli E-Textile

Tali super poteri sono frutto dei cosiddetti E-Textile, ossia tessuti elettronici multifunzionali che incorporano al loro interno dispositivi miniaturizzati che a loro volta consentono di controllare componenti elettronici remoti. Questi tessuti per l’interfaccia uomo-macchina sono stati sviluppati qualche anno fa dall’Ufficio per la commercializzazione della tecnologia della Purdue University, nell’Indiana (Stati Uniti). Gli E-Textile o “electrotextiles”, come vengono chiamati dagli scienziati, sono tessuti “intelligenti” costituiti da un insieme di fibre tessili conduttive in grado di rilevare gli stimoli ambientali e interagire, via bluetooth o wireless, con computer o smartphone.

In questo senso gli E-Textile prendono il nome di Wearable Technology, ossia tecnologia da indossare. In pratica le sostanze conduttive di elettricità, come il carbonio o i polimeri elettroattivi, vengono inserite nelle fibre tessili durante la filatura attraverso un processo di estrusione (o fusione) e si ottengono così delle fibre grigio argentee che conducono elettricità.

Tessuti elettronici, autoalimentati e lavabili in lavatrice

“È la prima volta che esiste una tecnica in grado di trasformare qualsiasi articolo di stoffa o tessuto esistente in un e-tessile autoalimentato contenente sensori, lettori o semplici display di illuminazione usando semplici ricami e senza la necessità di costosi processi di fabbricazione che richiedono passaggi complessi o attrezzature costose “, ha affermato Ramses Martinez, assistente professore del team di ricerca.

Essendo destinati a capi tecnologici che però devono anche proteggerci, gli E-Textile sono soggetti a sfide critiche, come per esempio la dipendenza dalla batteria, la traspirabilità, la lavabilità. Il team di ricerca ha ideato così un metodo semplice ed economico per trasformare indumenti comuni e tessuti convenzionali in e-text impermeabili, traspiranti e antibatterici, il tutto con autoalimentazione. “Si possono fabbricare capi che proteggono da pioggia, macchie e batteri mentre raccolgono l’energia di chi li indossa per alimentare l’elettronica basata sul tessuto. Questi E-Textile autoalimentati possono essere lavati più volte in una lavatrice convenzionale”, spiega ancora Martinez.

Tante applicazioni: lavoro, sport, tempo libero

Ma qual’è esattamente la tecnologia dietro agli E-Textile? Questo abbigliamento intelligente, impermeabile, traspirante e antibatterico si basa su nanogeneratori triboelettrici onnifobici (RF-TENG), che utilizzano semplici ricami e molecole fluorurate per incorporare piccoli componenti elettronici trasformando così un capo di abbigliamento in un dispositivo innovativo. Il team di ricerca afferma che la tecnologia RF-TENG è come avere un telecomando indossabile che mantiene anche odori, pioggia, macchie e batteri lontani dall’utente.

Tra le infinite applicazioni degli E-Textile c’è l’ambito lavorativo: l’insieme di transistor miniaturizzati, inseriti nelle fibre del cotone, possono monitorare in tempo reale le condizioni fisiche e ambientali per esempio dei vigili del fuoco o degli operatori del soccorso (battito cardiaco, respirazione, temperatura corporea, idratazione) e grazie a delle antenne inserite negli abiti possono lanciare un segnale di allarme ad altri operatori. Ma le applicazioni degli E-Textile possono allargarsi anche allo sport per monitorare le prestazioni degli atleti, gestire strumenti in remoto oppure aiutare persone con varie forme di disabilità.

Giubbotti intelligenti e magliette digitali

Per quanto riguarda la nautica, ci sono già alcuni esempi di come gli E-Textile possono rivoluzionare il mercato dell’abbigliamento tecnico destinato a chi va per mare. Uno è lo Smart Light Jacket, un giubbotto di salvataggio dotato di un pulsante di emergenza che contatta direttamente le squadre di soccorso della zona e di un sistema di geolocalizzazione che offre la posizione dell’uomo a mare in tempo reale. Inoltre il giubbotto è termoriscaldato con un sistema alimentato a pannelli solari sulla schiena per ridurre i rischi di ipotermia in caso di caduta in acqua.

Per coloro che fanno regate invece c’è il Feel More Knitwear, una maglia che integra nel tessuto dei sensori per rilevare i dati biometrici di chi la indossa (battito cardiaco, temperatura del corpo e altri parametri) durante l’attività e permette di interfacciarsi con smartphone e altri dispositivi digitali.

Sono solo piccoli esempi, ma già concreti e in commercio da qualche mese. Ecco allora, così si presenterà lo skipper del futuro, una sorta di guerriero sempre umano ma con cuore, anima e polmoni protetti da una corazza ultra moderna che non solo lo ripara dal freddo, dal caldo e dalle intemperie, ma lo porta direttamente dentro la tecnologia.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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