Michele Zambelli, l’arte dell’oceano e della vita

Per la casa editrice Il Frangente Michele Zambelli, uno dei più forti velisti in solitario italiani della classe Mini, ha pubblicato il libro dal titolo “Naufrago… per caso” dove racconta in dettaglio la sua storia e le sue esperienze di velista, navigatore, ma anche padre di famiglia.

Michele Zambelli, 31 anni, è stato uno dei più forti velisti in solitario italiani della classe Mini. Nel 2011, a soli 20 anni, ha vinto il suo primo titolo italiano e l’Arcipelago 650 ed è giunto secondo alla TransGascogne. Da quell’anno ha ottenuto diversi successi nelle regate della classe Mini in Italia (Arcipelago 650, Sanremo Mini Solo, Campionato italiano, Gran Prix d’Italia) ma ha vissuto stagioni entusiasmanti anche anche in oceano Atlantico ottenendo anche un terzo posto a Les Sable-Les Acores (2014) e un secondo alla Lorient Bretagne Sud (2014).

“L’Italia ha bisogno di navigatori, ma anche di chi si mette la saccoccia sulle spalle e porta avanti quello che eredita”, ha detto con grande onestà e lucidità. Per il Frangente ha recentemente pubblicato il libro “Naufrago… per caso” dove racconta in dettaglio la sua storia e le sue esperienze di velista, navigatore, ma anche padre di famiglia.

Zambelli

La vela e quella scintilla accesa da ragazzo

L’idea del libro è nata quasi per caso. Nel primo lockdown, quando non poteva lavorare. “Ho iniziato a mettere insieme le mie esperienze con le barche ed è arrivata una cascata – racconta – Tutto è partito da Galeata. Come ho fatto a partire da lì e a fare la Mini Transat? E così ho messo insieme i pilastri delle mie avventure, tutte costruite grazie ai maestri che ho avuto la fortuna di incontrare. Io quei pilastri li ho costruiti fra i 16 e i 20 anni e spero di accendere la stessa scintilla nei ragazzi che mi leggeranno. Quando presentavo le mie regate nelle scuole ho incontrato tanti giovanissimi che ancora oggi mi scrivono per dirmi cosa fanno, che hanno comprato una deriva. Devo essere sincero, i ricordi più belli di quando navigavo sono legati alle persone che ho incontrato”.

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Dalle vittorie al naufragio in oceano

E nel libro infatti ci sono tanti racconti di mare e di incontri che Michele Zambelli ha vissuto. La libertà del mare ha iniziato ad affascinarlo quand’era ragazzino e lo ha portato sulla classe Mini a nemmeno 20 anni. E così, su una barca lunga appena 6 metri e mezzo, ha affrontato l’oceano andando in Bretagna e poi con due traversate dell’Atlantico nella famosa Mini Transat, la regata che in due tappe porta i velisti solitari dalla Francia ai Caraibi. Ottenendo anche ottimi piazzamenti: un decimo e un sesto posto (secondo nella tratta canarie-Caraibi). L’ultima grande regata è la Ostar del 2017, un’altra traversata dell’Atlantico a latitudini più alte. Michele è su una barca di 9 metri e mezzo. É in terza posizione, ma di notte, al largo di Terranova urta contro qualcosa (forse un cetaceo).

Il bulbo cede e la barca inizia a riempirsi d’acqua. Lancia l’sos e viene soccorso da un elicottero canadese. Torna a casa sano e salvo. E la barca? Dopo 5 mesi e mezzo, da sola, rovesciata, arriva su una spiaggia irlandese. Ha attraversato l’Atlantico al contrario: 2.000 miglia. Quando lo chiamano dall’Irlanda fatica a crederci. Che storia! Non è da raccontare? Ecco il libro “Naufrago… per caso” risponde proprio a questa domanda…

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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