Ingresso in porto, quegli errori da evitare

Il recente affondamento della barca a vela di 12 metri Ala mentre entrava nel porto di Otranto conferma come l’atterraggio sia sempre un momento delicato per un’imbarcazione che impone la massima prudenza da parte dell’equipaggio e dello skipper e un’accurata pianificazione. Ecco le precauzioni da adottare.

Entrare con la massima cautela in un porto, soprattutto quando lo scalo in questione non si conosce, è una delle regole fondamentali della navigazione. Di certo non si sfiora il molo foraneo come ha fatto la sera del 28 marzo il comandante di Ava, una splendida barca a vela di 12 metri, che è colata a picco subito dopo essere entrata nel porto di Otranto. Mentre passava radente al molo artificiale San Nicola infatti l’imbarcazione ha urtato violentemente qualcosa che ha aperto una falla nello scafo provocandone il repentino affondamento. A bordo del cabinato battente bandiera statunitense oltre allo skipper, un 46enne di Portsmouth (Ohio), c’era un suo collega 43enne e due ragazze sui 22 anni, una spagnola e l’altra svizzera, equipaggio che proveniva dalla Croazia ed era diretto a Malta. Il gruppo ha fatto appena in tempo a scendere, prendendo abiti, documenti e altri effetti personali, e mettersi in salvo raggiungendo il pontile di Assonautica.

Incidenti come questo confermano come il rientro in porto sia sempre un momento delicato per un’imbarcazione che impone la massima prudenza da parte dell’equipaggio e dello skipper e un’accurata pianificazione. Vediamo allora come affrontare l’ingresso in porto e quali le precauzioni da adottare per raggiungere in sicurezza il proprio approdo.

Chart Plotter
Oltre alle carte nautiche il vero riferimento per conoscere le informazioni dei porti sono i Portolani.

Consultare carte e portolani

Spesso lo scalo previsto per il rientro dopo una navigazione è un porto familiare di cui si conoscono gli spazi, i fondali, i venti. Può capitare tuttavia, durante una crociera o in caso di maltempo improvviso, di atterrare in un approdo sconosciuto. In questo caso è necessario consultare in anticipo le carte, gli avvisi nautici e l’elenco dei fari e fanali. Oltre a queste pubblicazioni generali il vero riferimento per conoscere le informazioni principali e dettagliate dei porti sono i Portolani che riportano forma e orientamento dell’imboccatura del porto, natura e altezza dei fondali, posizione dei moli frangiflutti e dei pontili, eventuali pericoli o divieti. Importante è anche la segnalazione del vento di traversia, ossia del vento che più di frequente soffia dal largo o da terra in quella zona specifica e le escursioni di marea.

Ingresso in porto

 

Avvisare l’Autorità Portuale

Quando si sta per effettuare l’ingresso in porto occorre contattare con il Vhf l’autorità portuale e annunciare la propria intenzione di approdare e ricevere istruzioni sulla disponibilità di ormeggi e le modalità di attracco in banchina. Ogni porto ha un “canale di lavoro” per questo tipo di comunicazioni che di solito è il 9 o un altro indicato sul portolano e in genere accompagnato da un recapito telefonico che può essere utilizzato in alternativa alla radio.

Atterraggio
Di giorno le imboccature del porto sono segnalate da torrette di colore rosso a sinistra e verde a dritta.

Strumenti di navigazione e segnali d’ingresso

Un buon atterraggio presuppone un corretto utilizzo degli strumenti di navigazione. In genere a bordo è installato un Gps o un plotter, tuttavia in questa fase delicata della navigazione è bene non fidarsi esclusivamente dei dati elettronici e preferire l’impiego della tradizionale carta nautica. Di giorno le imboccature del porto sono segnalate da torrette di colore rosso a sinistra e verde a dritta: il transito è obbligatorio e sicuro solo tra questi segnali, tenendo presente che qualunque imbarcazione che entra deve sempre mostrare il proprio fanale verde dal lato del segnalamento verde e il proprio fanale rosso dal lato del segnale rosso.

I canali o i passaggi stretti sono delimitati utilizzando la segnalazione Iala con segnali laterali (rosso a sinistra per chi entra nel canale). Importante in ogni caso è mantenersi alla dritta della mezzeria del canale di entrata salvo disposizioni contrarie annotate nel portolano.

Manovre ormeggio
L’ingresso in porto va effettuato a velocità moderata che consente di fermarsi o correggere la rotta.

Velocità moderata e regole di precedenza

La navigazione all’interno e in prossimità dei porti va eseguita a velocità moderata mai superiore ai 3 nodi che consentono di avere tutto il tempo di fermarsi o correggere la rotta in caso di necessità o per evitare ostacoli improvvisi. Durante l’ingresso in porto bisogna poi tenere la propria destra rispetto all’asse di entrata, anche se in alcuni approdi minori oppure di porti canale è bene avanzare al centro del corridoio di ingresso, tenendo conto che in prossimità dei moli il fondale si riduce. Molta attenzione deve essere data poi alle precedenze.

Le unità in uscita hanno sempre la precedenza su quelle in entrata e le imbarcazioni devono dare in ogni caso la precedenza alle navi maggiori, che nei porti sono vincolate dal pescaggio e dagli spazi di manovra, e a quelle navi, come i traghetti, che hanno rotte obbligate.

 Porto di notte

 

Atterrare di notte: fidarsi di fari e fanali

Atterrare di notte in porto impone sempre la massima cautela. In questi casi, a parte gli strumenti di navigazione, sono le luci dei fari e dei fanali le guide di riferimento per il diportista. Per riconoscere e atterrare verso il porto basta riconoscere il periodo del faro, l’alternanza cioè di luce e buio, e proseguire la navigazione fino a individuare i fanali d’ingresso, rosso a sinistra e verde a dritta per chi entra. Nei grandi porti tuttavia spesso distinguere fari e fanali da luci e insegne di tutt’altro genere è piuttosto difficile. In questi casi l’avvicinamento deve essere eseguito con maggior attenzione, riducendo la velocità e verificando con maggiore frequenza la propria posizione.

Se non si è certi della rotta da seguire è opportuno chiamare la torre di controllo e chiedere assistenza, viceversa è meglio desistere e rimandare l’approdo a condizioni di visibilità più favorevoli.

Prese queste precauzioni e rispettate tali regole, l’ingresso in porto non può che concludersi nel migliore dei modi con la barca ben salda all’ormeggio e l’equipaggio in sicurezza.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

1 Comment
  1. Bellissimo articolo. L ‘ approdo di notte e’ sempre un problema. Ad esempio il bellissimo porto di Maratea, porto molto sicuro, puo’ essere un vero pericolo se si e’ distratti. Infatti arrivando di notte da iontano si vede il verde a sinistra e il rosso a destra e non si capisce bene il perche’ Avvicinandosi, molto lentamente si scopre che la diga foranea ( da sinistra) porta il rosso ed e’ piu’ lunga del contromoloc che porta l verde ed e’ piu’ interno al porto. e si sa attenti, come detto nell ‘ articolo , buon vento a tutti.

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