Giramondo improvvisati naufragano dopo due giorni dalla partenza

Tanner Broadwell e Nikki Walsh, una giovane coppia del Colorado aveva il sogno di vivere in barca e partire per il giro del mondo. Lasciati i rispettivi lavori e venduto la loro casa, hanno acquistato un cabinato di 9 metri ormeggiato in Florida e sono partiti alla volta dei Caraibi. Ma dopo appena due giorni di navigazione hanno fatto però naufragio nel Canale di John’s Pass. Sfiga o incoscienza?

“Abbiamo messo i soldi da parte, lasciato il lavoro, venduto casa e macchina per viaggiare in barca a vela e abbiamo perso tutto nel giro di 20 minuti”. Queste le drammatiche parole di Tanner Broadwell che insieme alla compagna Nikki Walsh aveva deciso di girare il mondo in barca a vela. Un sogno purtroppo spezzato dopo appena due giorni dalla partenza, quando la loro barca ha fatto naufragio lasciandoli affranti, spaventati e senza un centesimo.

I due giovani americani, 26 anni lui e 24 lei, avevano preso la decisione di cambiare vita qualche anno fa. “Perché dobbiamo lavorare tutti i giorni per pagarci cose che in fondo non ci servono per essere felici?”, Si sono chiesti. Non sarebbe meglio ridurre al minimo le esigenze e vivere viaggiando a bordo di una barca a vela? Insomma un sogno comune a tanti, ma non proprio facile da realizzare se non alimentato da una motivazione ferrea e una precisa pianificazione. Tanner e Nikki però ci si sono messi d’impegno. Dopo averci pensato a lungo hanno finalmente deciso di lasciare i rispettivi lavori, vendere la loro casa in Colorado, il Suv e si sono messi alla ricerca di una barca usata da acquistare.

Marina Florida

Uno scafo usato, tanti lavori di manutenzione e poca pratica di vela

Hanno trovato uno scafo lungo 9 metri vecchio di 49 anni che era ormeggiato nel marina di Tarpon Springs nel Golfo della Florida, lo hanno comprato e ci sono andati a vivere, mentre nel frattempo si dedicavano a restaurarlo. Poi hanno studiato per imparare a navigare e solo quando si sono sentiti pronti sono partiti dalla Florida. “Ci sentivamo tranquilli a lasciare gli ormeggi e avevamo pianificato un giro dei Caraibi”, ha raccontato Walsh. In ogni caso la coppia non era affatto preparata ad affrontare quello che gli è capitato a poche ore dalla partenza.

Barca affondata

Il racconto dell’incidente: “Abbiamo urtato qualcosa”

A distanza di appena due giorni infatti la barca è affondata in un canale chiamato John’s Pass. “Era notte. Pensavano di navigare all’interno del canale, ma ad un certo punto abbiamo perso ogni riferimento. I dati segnati dal nostro Gps e dalla carta che avevamo con noi non corrispondevano”, ha detto Tanner. A causa delle correnti il canale infatti presenta banchi di sabbia in continuo movimento hanno spiegato gli uomini della Guardia Costiera. “Ci siamo spaventati perché c’erano onde formate che scuotevano la barca. Io ero in pozzetto con in braccio il nostro cane Remy. Avevo le mani che tremavano. A un certo punto abbiamo colpito qualcosa e la barca si è inclinata e abbiamo cominciato ad affondare. Prima di salire sulla zattera di salvataggio siamo riusciti a prendere al volo solo i nostri documenti e qualche vestito”, prosegue nel racconto di quella drammatica notte Walsh.

Recupero relitto

Barca persa e recupero del relitto da pagare

Successivamente la coppia è stata tratta in salvo ma la barca, priva di assicurazione, è affondata in meno di 12 metri di fondale. Peraltro l’Autorità Marittima gli ha anche intimato di far recuperare il relitto da una società specializzata per un costo di circa 10.000 dollari. Un’ulteriore mazzata per i due giovani che hanno perso praticamente tutto. Ora Tanner e Nikki non possono far altro che tentare, con l’aiuto di amici e familiari, di rimettersi in piedi ma hanno già fatto sapere di non avere intenzione di rinunciare ai loro sogni.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

3 Comments
  1. Ma quanto vale una casa negli USA per consentire solo lo scambio con un rudere di 49 anni? Da noi in Europa con 50-60000 euro avrebbero potuto comprare una signora barca da 40piedi (12m) usata in buone condizioni.

  2. dopo aver letto l’articolo sulla disavventura occorsa ai giovani americani appare abbastanza evidente la loro scarsa anzi insufficiente cultura nautica .
    La navigazione a mio avviso non è un arte ma una scienza che si deve imparare soprattutto se se si intende fare ciò che pensavano di fare i due giovani ovvero i giramondo nautici.
    Non me ne vogliano i puristi della vela ma una barca di 9 metri a vela ritengo sia più complessa da governare di una vecchi carretta con motore diesel tipo un ex pescherccio . La presenza della deriva sotto la chiglia ad esempio impone una condotta attenta e strumentalmente (ecoscandaglio) vigile.
    Lette le dichiarazioni della guardia costiera sul luogo del sinistro (presenza di correnti che spostano banchi di sabbia) si evince che ai 2 marittimi di primo
    pelo nessuno aveva spiegato l’importanza dello studio preventivo della rotta e delle zone da attraversare con i relativi rischi.
    Mi dispiace quanto accaduto perchè il sinistro ha reso la vita dei 2 giovani ancora più densa di guai visto il costo del recupero del relitto, spero solo che questo serva di lezione anche a futuri analoghi improvvisati marittimi. Io ho anche volato e posso affermare che sia il cielo che il mare vanno affrontati
    con preparazione specifica,buoni insegnanti e molta attenzione.

    Fabrizio

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