Diving: come decidere il luogo e la durata di un’immersione

Il diving è una disciplina sportiva estrema, uno sport ricco di fascino e meraviglia che potrebbe però nascondere dei rischi se non ci si prepara in modo adeguato. Scopriamo l’importanza della location, la pianificazione, le incognite, le tecniche di respirazione e i dispositivi necessari per la sicurezza.

Ciò che rende suggestive e indimenticabile il diving sono i contesti naturali esplorati: il mare, i laghi, i bacini, le cave e i siti artificiali. Ognuna di queste location ha diverse condizioni peculiari, come la temperatura e le caratteristiche della profondità. Conoscere il fondale di uno spot è fondamentale durante l’immersione. Esistono diversi tipi di fondale: fangoso, sabbioso, roccioso o corallino. In linea di massima sarebbe meglio evitare il contatto con il fondale e mantenere un assetto neutro e idrodinamico. Se proprio non si può evitare, scegliere almeno un punto senza rischi e toccare solo con la punta delle pinne, bisogna osservare sempre dove si mettono i piedi e le mani per evitare le punture, talvolta velenose, di alcuni organismi acquatici.

Anche la tipologia di acqua influenza il diving. L’acqua dolce per esempio è meno densa, quindi richiede meno zavorra rispetto a quella salata, mentre gli ambienti marini sono talvolta soggetti a variazione. Considerare anche che i fondali d’acqua dolce e salata sono muovibili, si rischia quindi di compromettere la visibilità. Bisogna sapere infatti che spesso le particelle presenti in acqua possono contribuire ad abbassare la visibilità. È importante in queste condizioni rimanere vicini con i propri compagni ed è necessario essere molto attenti e lucidi durante l’immersione, soprattutto se c’è poca visibilità.

Diving: natura dei fondali, onde e correnti

Scegliere lo spot giusto e comprendere i principi del comportamento dell’acqua, tra cui i moti ondosi e le correnti, aiuta a migliorare le nostre prestazioni sott’acqua. Le onde per esempio si infrangono, ovvero formano la cresta, nel punto dove le acque sono più profonde rispetto alla loro altezza. Il fondale trascina l’acqua e loro si rovesciano. Quindi osservando il punto in cui frangono si può avere un’idea della profondità dell’acqua in quel punto: maggiore è l’altezza, più profondo sarà il fondale e la corrente di ritorno o risacca. Se si finisce dentro ad una risacca, non bisogna agitarsi, ma nuotaci dentro gonfiando l’apposito giubbotto GAV.

Le correnti sono poi uno dei rischi maggiori per i subacquei: non ci si può nuotare contro, esistono però delle tecniche per non rimanerne sopraffatti. Spesso sono più forti in profondità. Sarebbe meglio iniziare sempre controcorrente e tornare seguendo il flusso (per fare meno fatica e risparmiare l’aria). Qualora non si riuscisse a tornare, bisogna sempre gonfiare il GAV e usare i dispositivi di sicurezza.

Come programmare tempi e profondità del diving

Anche programmare i tempi e la profondità dell’immersione per il diving è fondamentale. I computer acquatici aiutano in questa fase di programming. Un’altro punto essenziale è fissare gli stop della risalita: è importante infatti fare delle pause per decompensare durante la risalita al fine di evitare la cosiddetta”la patologia da decompressione”, un’evenienza molto grave.

Durante questa fase i computer subacquei, garantiscono prestazioni affidabili e sicure. Il pc suggerisce infatti le soste da fare per la decompressione. Ciò che conta è conservare l’aria necessaria per risalire. In ultima analisi è nostra responsabilità impostare i livelli e limiti delle immersioni con il computer in base alle abilità, il livello di preparazione, l’addestramento e la sicurezza personale. Immergersi è sempre una scelta personale e deve essere un’esperienza divertente.

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Narcosi da gas: un rischio concreto

Un altro aspetto che deve essere chiarito del diving prima di immergersi è la possibilità di scontrarsi con un’eventuale narcosi da gas: i sintomi di questa patologia possono essere tra gli altri, ansia, panico, senso di intossicazione, sottovalutazione della sicurezza e perdita del controllo. In questa situazione di emergenza i compagni di immersione avranno modo di sostenere ed aiutare il diver in difficoltà grazie alla procedura di sicurezza.

Quando si esplora il mondo sottomarino bisogna farlo con consapevolezza. Conoscere i propri limiti e immergersi con fiducia è la chiave per divertirsi e vivere un’esperienza serena. Meglio superare i propri limiti in modo graduale, senza correre o bruciando le tappe volendo dimostrare l’impossibile.

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Diving: studio del meteo e contatti con la fauna

Tra le valutazioni fondamentali da compiere prima di un’immersione di diving c’è poi lo studio delle condizioni meteo, del tempo e della stagione in corso. Conoscere lo spot è fondamentale. Ognuno è libero di scegliere, in quel momento, se fare o meno l’immersione. Orientarsi e conoscere bene l’ambiente scelto, informandosi anche con l’istruttore, aiuta a rendere la sessione divertente.

Il mondo sott’acqua è ricco di fascino e mistero, sono tra le principali ragioni per qui fare un’immersione. Le interazioni con gli organismi marini, devono però essere passive: la regola è non provocare reazioni di difesa, ma ammirare senza toccare e con rispetto. Dal mare non si dovrebbe portare via nulla. Alcuni organismi possono inoltre ferire. Se si vede passare uno squalo ad esempio spesso è solo di passaggio, ma se è aggressivo bisogna restare calmi e dare priorità al respiro nuotando verso la propria via d’uscita.

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Corsi e brevetti: la patente di sub

Per coloro che vogliono immergersi è fondamentale seguire appositi corsi e ottenere determinati attestati, come per esempio l’Open Water Diver Padi, il brevetto base con cui si potrà raggiungere fino a 18 metri di profondità. Oltre a questo corso, esistono altri approfondimenti che possono permettere di raggiungere, grazie a continui allenamenti, anche i 40mt per la subacquea ricreativa entro i limiti no stop del computer. Una volta conquistato i brevetto base si può accedere ai successivi che sono: corso Advanced Open Water Diver, programma Discover Local Diving e a molti corsi Padi Speciality Diver.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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