Bandiere a bordo: regole, tradizioni e bon ton dei marinai

Le bandiere a bordo hanno un fascino tutto particolare perché sono il retaggio di un’antica tradizione che sancisce non solo l’identità di barche e armatori, ma rappresenta un codice di comunicazione e di rispetto dell’etichetta marinara. Ecco quali issare a bordo.

Chi di noi da bambino non ha passato pomeriggi interi a fantasticare sulle bandiere dei vari paesi del mondo? I vari colori, le geometrie, i simboli, tutto ci raccontava di territori sconosciuti e storie lontane. Bastava sfogliare uno di quei libri per ragazzi che sapientemente le raccoglievano che pagina dopo pagina ci sembrava di fare il giro del mondo.

Chi va per mare più di altri può apprezzare il fascino delle bandiere. Prima di tutto perché le bandiere rappresentano il legame delle imbarcazioni con il paese di appartenenza che ne sancisce leggi e regolamenti da rispettare, ma anche un senso di appartenenza. Inoltre le bandiere in mare costituiscono da sempre un linguaggio antico che un tempo era esclusivo dei marinai e che rappresentava l’unica forma di comunicazione fra le navi. Alle bandiere infine è affidato il rispetto di un’etichetta propria dei navigatori, anche questa espressione di identità ma anche condivisione di usi e tradizioni.

Proprio per questo ancora oggi nel diporto il rispetto per la bandiera nazionale e il corretto utilizzo delle altre bandiere di bordo non solo è importante ma marca la differenza fra chi va semplicemente in barca e chi si fa interprete della tradizione marinaresca. Vediamo allora quale bandiere si usano a bordo e il loro significato.

Bandiera di cortesia

Bandiera nazionale: perché e dove issarla

La bandiera nazionale va issata o comunque esposta dalle ore 8 del mattino fino al tramonto se si è in porto, e sempre quando si è in navigazione. È quella del Paese in cui la barca è stata immatricolata. Va tenuta sempre in ordine e bene a segno, issata a poppa: sullo strallo o su un’asta apposita se si tratta di barca a vela, mentre sull’antenna o su un’asta in caso di unità a motore. Un tempo sulle barche armate a sloop si issava a due terzi della balumina della randa. È importante ricordare che la bandiera nazionale esprime la nazionalità della barca, ma non necessariamente quella dell’armatore che può essere di un paese diverso. I natanti non hanno l’obbligo di esporre la bandiera nazionale.

La bandiera nazionale può essere utilizzata per il saluto quando si incrocia una nave militare. Ecco come si procede: si ammaina lentamente la bandiera a metà altezza e la si tiene in questa posizione fino a quando la nave non abbia risposto portando la sua bandiera nazionale a un terzo dell’altezza e riportandola immediatamente a segno. A questo punto la barca a vela si porta per qualche istante prua al vento per riprendere la rotta issando nuovamente la bandiera. Se la bandiera nazionale è issata su un’asta, si esegue il saluto togliendo l’asta dal supporto per abbassarla fino al bordo della murata per poi rimetterla in posizione una volta ricevuta risposta. La tradizione vuole che sulle navi militari quando si issa o si ammaina la bandiera, questa non debba toccare mai la coperta.

Bandiere ed etichetta

Bandiera armatoriale: proprietario a bordo

La bandiera armatoriale è la bandiera che contraddistingue l’armatore e può essere scelta liberamente purché non assomigli a bandiere già in uso. Può essere di forma quadrata o triangolare e viene issata quando l’armatore sale e ammainata quando scende. Sugli yacht a motore viene issata a sinistra, su barche a vela ad albero singolo viene issata sulla crocetta principale di sinistra, mentre su quelle a più alberi sulla crocetta principale di sinistra dell’albero di maestra oppure, se non esiste crocetta, sull’albero prodiero (barche a due alberi) e sull’albero poppiero (barche a tre alberi).

Bandiere

Bandiera di cortesia e di libera pratica

Un’altra bandiera molto comune a bordo è quella di cortesia. Non è altro che la bandiera del paese estero nelle cui acque stiamo navigando. In genere si issa sotto la crocetta sul lato di dritta in barca a vela oppure a destra dell’antenna o dell’alberetto porta fanali in caso di unità a motore.

Affine alla bandiera di cortesia è quella di libera pratica, meglio conosciuta come “bandiera gialla” e che corrisponde alla lettera Q del Codice Internazionale dei Segnali. Si issa quando si entra nelle acque nazionali di un paese extracomunitario per comunicare alle autorità che si sta dirigendo verso il porto più vicino dove è possibile fare dogana. A bordo si espone a sinistra, sotto la crocetta sulle barche a vela e sull’antenna in quelle a motore. Una volta all’ormeggio, nessuno può lasciare la barca fino al completamento delle operazioni doganali. Una volta questa bandiera si chiamava bandiera di “quarantena”: con essa si dichiarava che tutto l’equipaggio era in buone condizioni di salute e si richiedeva il permesso di dirigere all’ormeggio in un porto straniero.

Bandiere

Guidone sociale a riva fino al disarmo

Si tratta del guidone del circolo nautico in cui è iscritta l’imbarcazione da diporto o è associato l’armatore della barca. A differenza delle altre bandiere il guidone può rimanere issato a riva giorno e notte, sia che l’imbarcazione si trovi all’ancora, sia che si trovi in navigazione. Il guidone sociale si ammaina solo quando l’imbarcazione è in disarmo.

Su barche senza alberi viene issato all’asta di prora, sugli yacht a motore ad albero centrale viene issato a dritta, mentre su quelle fornite di uno o più alberi, è esposto in testa all’albero maestro. Per le imbarcazioni ad un solo albero, sulla cui testa è istallata un’antenna radio, è consentito issare il guidone sociale sulla crocetta principale di dritta. In tal caso, navigando in acque estere, il guidone sociale deve far luogo alla bandiera di cortesia. Pertanto viene spostato sulla crocetta principale di sinistra, unitamente all’eventuale bandiera armatoriale. Non è buona norma infine alzare contemporaneamente il guidone di più di un circolo velico.

Bandiere

Gran Pavese: festa a bordo

Meno diffuso ma comunque importante è il Gran Pavese, formato dalle bandiere del “Codice internazionale dei Segnali” in ordine alfabetico. Viene issato in occasione di feste o gala dall’estrema prua all’estrema poppa della barca passando in testa a tutti gli alberi. La distanza delle bandiere deve essere stabilita in maniera uniforme in relazione alla lunghezza dell’unità, nonché al numero e all’altezza dei suoi alberi, in modo che i due guidoni di ciascuna estremità del Gran Pavese assumano una posizione precisa. In testa a ciascun albero deve essere issata la bandiera nazionale, di grandezza inferiore a issata all’asta di poppa.

Le imbarcazioni che non hanno in dotazione neppure una serie completa di bandiere da segnalazione, in luogo del Gran Pavese utilizzano il Piccolo Pavese, costituito esclusivamente dalla Bandiera Nazionale alzata in testa d’albero. Il Gran Pavese deve essere alzato da prua a poppa, contemporaneamente alla Bandiera Nazionale, ed ammainato dopo di essa. Si innalza per la prima volta al momento del varo, poi viene alzato, solo durante la permanenza in porto, in occasione di feste nazionali proprie o del Paese ospitante, o, su specifica richiesta delle autorità marittime locali, in occasione di feste del porto di ormeggio, quali feste patronali, inaugurazioni ufficiali, vari di unità navali, visite di alte personalità.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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