Iscrizioni aperte al rally in flottiglia tra le isole della Polinesia

Con quasi 200 barche partecipanti ogni anno, il “Pacific Puddle Jump” è uno dei rally oceanici più longevi e apprezzati dai velisti giramondo. Da gennaio 2026 la gestione dell’evento passa a Sail Tahiti, distributore di Groupe Bénéteau in Polinesia.

Navigare tra gli arcipelaghi e gli atolli della Polinesia disseminati nelle calde acque e cristalline del Pacifico è il sogno di tanti velisti. Per coloro che intendono coronare questo sogno in sicurezza e condividerlo con altri equipaggi esiste un rally in flottiglia creato addirittura nel 1997. Si chiama “Pacific Puddle Jump” e con quasi duecento barche partecipanti ogni anno, questo rally trans-pacifico è uno degli eventi più emblematici della vela oceanica verso la Polinesia Francese.

Il “Pacific Puddle Jump” è stato ideato nel 1997 da Andy Turpin, allora caporedattore della rivista Latitude 38, per permettere a velisti di vari livelli di attraversare l’oceano più grande del mondo e raggiungere la Polinesia in modo organizzato, mantenendo la libertà di navigazione di ogni equipaggio. Inizialmente concepito come incontro informale di velisti desiderosi di condividere informazioni e buoni consigli, il “Pacific Puddle Jump” ha gradualmente strutturato la sua organizzazione, fino a diventare un evento riconosciuto nella comunità della vela d’altura.

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Photo credits: Pacific Puddle Jump.

La nuova gestione del rally di Sail Tahiti

A partire da gennaio 2026 l’organizzazione di questo storico rally passa nelle mani di Sail Tahiti che è il distributore per la Polinesia Francese dei marchi del Gruppo Bénéteau, ma è anche un centro servizi, un’agenzia di charter e un broker nautico con sede a Papeete. L’idea è quella di aumentare il livello di professionalizzazione dei servizi offerti e soddisfare le crescenti aspettative sia dei velisti esperti che di quelli alle prime armi.

Tra le novità del “Pacific Puddle Jump” ci saranno diversi livelli di assistenza per la traversata dalla costa occidentale dell’America (California, Messico e Panama) alla Polinesia con l’obiettivo di combinare sicurezza, servizi a bordo e condivisione di informazioni tramite i nuovi strumenti digitali. Il monitoraggio della posizione rimane accessibile a tutti grazie a un pacchetto gratuito. Mentre i pacchetti “Classic” e “Premium” offrono servizi più tecnici, tra cui il routing meteo, tutorial e persino un servizio di concierge.

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Assistenza tecnica e integrazione culturale

Tra le tecnologie utilizzate dagli equipaggi diretti in Polinesia, ci sono Starlink, Predictwind e Seanapps del gruppo Bénéteau che forniscono una rete di informazioni continue continua tra velisti, supervisori e amici e familiari a terra. Questa rete facilita il monitoraggio delle condizioni meteorologiche, i consigli in tempo reale e qualsiasi intervento a distanza necessario. La messa in rete attraverso una pagina Instagram e un gruppo comunitario su Seapeople consente inoltre di scambiare informazioni tra gli equipaggi, condividere consigli e creare una dinamica collettiva.

Sail Tahiti insiste anche sull’importanza delle ricadute positive dell’evento per gli arcipelaghi polinesiani. L’integrazione di incontri culturali, scali organizzati e buone pratiche ambientali mira a rafforzare il legame tra i diportisti internazionali e gli abitanti delle isole. Questo orientamento socio-culturale è presentato come un asse principale dello sviluppo futuro del rally, con una chiara ambizione: arricchire l’esperienza di navigazione nel rispetto dei territori attraversati.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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