Ideato dallo specialista di Moth, l’australiano Andrew McDougall, il Waszp è una deriva con foil dalle super prestazioni, ma grazie alla monotipia è a portata di tutte le tasche e facile da apprendere da chiunque voglia provare l’ebbrezza di navigare a pelo d’acqua.

Una deriva con i foil per tutti, accessibile come costi, facile da imparare e dalle sensazioni forti. Era questa l’idea che girava nella testa di Andrew McDougall quando qualche anno fa ha concepito il Waszp. ”Amac”, come viene chiamato dagli amici il progettista australiano, ha iniziato a condurre i Moth da ragazzo alla fine degli Anni 70 e ha contribuito notevolmente al loro collaudo ed evoluzione. Sempre rispettando le regole della classe Moth, ha sviluppato più di dieci anni fa il Bladerider, come primo monotipo volante e successivamente il Mach 2 che è l’attuale dominatore del circuito.

Nel caso del Waszp, che a livello di look ricorda molto il Moth, Amac ha pensato di creare una classe monotipo per così dire ”entry level”, ossia a portata di tutte le tasche ma anche semplice da imparare a livello tecnico sia per quanti volessero iniziare a volare che per quelli in fissa con le regate. Praticamente ha preso il Moth e lo ha sviluppato in direzione lowtech, a partire dai materiali di costruzione: uno scafo in vetroresina con inserti in carbonio dove servono, profili in alluminio per le appendici e vela a camber con boma wishbone, tipo windsurf. Come manovre oltre alla scotta, il tesa base e il cunningham.

Il segreto del successo: la monotipia

Insomma rispetto al Moth il Waszp è un monotipo, non è in carbonio e le appendici essendo sottoposte a monotipia non si possono cambiare, così come il resto della barca. Per questo motivo è molto meno costoso del suo papà, anche se in parte meno performante. Anche sul Waszp il sistema di regolazione dei foil viene gestito da un sensore automatico a prua per l’incidenza delle alette della deriva centrale, mentre l’incidenza del foil sul timone è regolata tramite rotazione dello stick, ma è possibile impostare dei settaggi delle appendici prima dell’uscita e modificare alcune regolazioni in tempo reale.

Con un prezzo base di 10.000 dollari, un Waszp è pronto a navigare, costa la metà di un Mach 2 ed è infinitamente più facile da gestire a terra come in acqua. Certo come tutte le derive con i foil l’apprendistato richiede un minimo di impegno e pazienza. Il primo livello di difficoltà consiste nel salire su una barca che ha una stabilità iniziale prossima allo zero e portarla a navigare sufficientemente a lungo per farla decollare non è uno scherzo per il fisico. Le scuffie sono in agguato. Amac consiglia almeno una settimana di fitness prima di riprovare.

In Italia un’associazione lo promuove

In Italia nel 2018 è nata l’associazione Italiana Classe Waszp (www.waszp.it) dal desiderio di un gruppo di possessori di questa barca avveniristica di promuovere la cultura della navigazione sui foil. Il presidente dell’associazione è Marco Francalancia. Divertimento, passione, adrenalina, ma anche sicurezza, sono le parole d’ordine della classe. Uno degli spot più popolari dove incontrare i Waszp è il lago di Garda dove dal 10 al 17 luglio prossimo, esattamente a Malcesine si svolgerà il Campionato Europeo 2019.

Dati tecnici: lunghezza 3,35 m, larghezza 2,25 m, peso 48 kg. Info: www.waszp.com.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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