Viaggi in barca e overtourism: problemi, paradossi e soluzioni

Da qualche anno ormai godere di borghi marinari, baie e spiagge almeno in alta stagione è sempre più un problema con le amministrazioni locali che impongono tickets a pagamento, restrizioni e divieti.

I paradossi dell’overtourism. Uno dei grandi privilegi di navigare in Mediterraneo è quello di poter esplorare scenari costieri tra i più belli al mondo: spiagge affacciate su acque cristalline, borghi marinari secolari, parchi marini e isole ricche di natura e tradizioni. Ma sono soprattutto le atmosfere mediterranee a conquistare i naviganti, i ritmi lenti, l’accoglienza delle comunità locali, la possibilità di scendere a terra e incontrare persone, condividere storie ed esperienze di viaggio.

Tutto questo però negli ultimi anni è sempre più difficile per un fenomeno che ormai è sotto gli occhi di tutti. È l’overtourism, ossia il troppo turismo. Troppi visitatori, troppa calca soprattutto in alta stagione finiscono per rovinare i luoghi e rendono la vita impossibile ai residenti. Un problema che ha messo molte Amministrazioni in difficoltà e la cui gestione sembra assai complicata. Da una parte infatti vengono messe in atto strategie per incentivare il turismo e l’economia locale, dall’altra si fa di tutto per ostacolare i turisti e rendergli la vita difficile. Andrebbero fatte serie riflessioni per rivedere tutto il sistema turismo. E invece per tappare la falla per il momento si ricorre soltanto a divieti, restrizioni e chiusure.

overtourism

A Portofino c’è il divieto di sostare in banchina

Nell’incantevole borgo di Portofino, per esempio, nell’area del molo destinata allo sbarco dei battelli turistici un cartello informa che sono vietati assembramenti di persone in zona rossa. A inizio aprile infatti il comune del paese ligure ha istituito due zone rosse dove è vietato lo stazionamento di persone. Nelle aree tra la piazzetta principale di Portofino, Piazza Martiri Olivetta, e il Molo Umberto I, e in una seconda area adiacente, dalla mattina fino alle 18 i turisti possono transitare, ma non fermarsi.

Una restrizione che cerca di alleviare i pericoli derivanti dall’eccessiva densità di persone in rapporto alla superficie disponibile e in considerazione del fatto che la banchina è priva di barriere di sicurezza lato mare.

Divieti anche a Venezia, Procida e Riviera del Conero

Overtourism in Italia. Tante altre splendide destinazioni di villeggiatura in Italia hanno adottato regole e divieti per difendere il proprio territorio da un turismo eccessivo. Accessi limitati sono stati istituiti sul sentiero Azzurro alle Cinque Terre, altra oasi di bellezza ligure. La stessa città di Venezia quest’anno è diventata a numero chiuso. In pratica, i turisti che non pernottano, per entrare in date stabilite con largo anticipo, devono pagare un ticket. L’isola di Procida ha disposto particolari restrizioni sulla circolazione dei mezzi privati durante la stagione estiva, per regolare il traffico e ridurre le immissioni di CO2, fonte principale dell’inquinamento in questo piccolo paradiso.

Non solo città e paesi, anche le spiagge diventano piano piano a numero chiuso. Una delle ultime novità riguarda la piccola baia di Portonovo a Riviera del Conero, una delle località più belle delle Marche. Da quest’anno partirà la sperimentazione di una zona ad accesso controllato che permetta di limitare il numero di bagnanti sulla spiaggia.

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Spiagge contingentate in Sardegna

E poi la Sardegna, dove le spiagge a numero chiuso continuano ad aumentare di anno in anno. In alcune località famosissime, come La Pelosa di Stintino e Cala Coticcio, sull’isola di Caprera, si potrà accedere solamente dietro prenotazione e in altre, come ad esempio la spiaggia rosa di Budelli, non ci si potrà proprio entrare. Senza dimenticarci della costiera di Amalfi, dove i non residenti possono percorrerla solo in determinati giorni.

Overtourism in Europa. Non è solo l’Italia a difendere i fragili territori limitando l’accesso ai turisti. Anche negli altri Paesi affacciati sul Mediterraneo ci sono esempi simili. In Francia la città di Marsiglia ha introdotto un sistema di prenotazione per limitare il numero di turisti che entrano nel Parco Nazionale delle Calanques e proteggere la baia. Stesse restrizioni e divieti si registrano anche nelle isole Baleari e in altre città costiere della Spagna.

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Strategie per contrastare l’overtourism

L’aumento dei flussi turistici in Mediterraneo, così come nel resto del mondo, è evidente e non è un problema di oggi. Se ne parla e discute da tempo, tanto che è del 2019 un Rapporto dell’Organizzazione Mondiale del Turismo dedicato interamente al fenomeno dell’overtourism.

Per contrastare il problema il rapporto suggerisce alcune strategie. A partire dall’incentivare la dispersione dei turisti all’interno della città, e anche oltre nel territorio, suggerendo la visita di mete meno note e di aree meno turistiche. Promuovere il turismo in periodi diversi, ad esempio fuori stagione. Rivedere e migliorare i regolamenti, ad esempio chiudere al traffico alcune aree più fragili o troppo frequentate. Sensibilizzare i viaggiatori e comunicare loro come essere più responsabili e rispettosi del luogo. Tutte norme di buon senso che basterebbero, anche senza divieti, a salvare un patrimonio inestimabile di naturale bellezza.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

1 Comment
  1. Vogliono i soldi ma non la gente. decidano cosa scegliere perché i turisti non sono scemi e non vogliono essere solo spennati. Io sono da 30 anni nel Golfo del Tigullio e ormai non si può più ancorare (si rovinano i banchi di poseidonie) per ormeggiare ai pochi gavitelli esistenti bisogna prenotarsi il giorno con la App. pagare e poi al giorno dopo sperare di trovare posto, ai transiti i “ras” del posto ti cacciano per far ormeggiare i loro protetti.

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