Verso il Grande Nord: l’Italia sfida i ghiacci alla Vendée Arctique

Ha ppreso il via la terza edizione della spettacolare e imprevedibile regata in solitario della classe IMOCA. Tra i nove skipper pronti a sfidare le insidie del Circolo Polare Artico ci sono anche i nostri Ambrogio Beccaria e Francesca Clapcich, a caccia della rotta perfetta tra meteo instabile e scelte strategiche estreme.

Domenica 7 giugno, alle ore 13,02 precise, il tradizionale colpo di cannone ha dato ufficialmente il via alla terza edizione della Vendée Arctique da Les Sables-d’Olonne, la celebre località costiera francese diventata tempio della vela oceanica. Davanti agli skipper si prospetta una delle sfide più affascinanti e spietate del calendario internazionale: una regata in solitaria, senza possibilità di scalo e in totale isolamento, riservata ai tecnologici e potenti scafi della classe IMOCA.

Nove i velisti protagonisti di quest’avventura, tra cui spiccano con orgoglio due dei migliori talenti della vela d’altura italiana, decisi a lasciare il segno in un’arena dominata storicamente dai navigatori d’oltralpe.

Photo credits: Vendée Artique.

Un percorso senza confini: la libertà come arma strategica

A rendere unica la Vendée Arctique non è solo la durezza delle condizioni ambientali, ma la concezione stessa della competizione. Il tracciato non prevede boe rigide o passaggi obbligati, se non un unico, suggestivo obiettivo: spingersi a Nord, tagliare la linea immaginaria del Circolo Polare Artico (fissata al parallelo 66°33′ N) alla longitudine considerata più favorevole, e fare poi inversione di rotta per ritornare al punto di partenza.

Nessun vincolo, nessuna traiettoria tracciata a tavolino. Ciascun navigatore sarà l’unico architetto del proprio destino, potendo scegliere se sfilare a Occidente dell’Islanda, avventurarsi nel corridoio marino che la separa dalla Norvegia o spingersi ancora più a Est. Questa totale autonomia trasforma la regata in una gigantesca scacchiera meteorologica. Senza la possibilità di ricevere aiuti per il calcolo delle rotte da terra (routage esterno vietato dal regolamento), la vittoria arriderà a chi saprà interpretare i capricci del cielo e del mare, indovinando la finestra temporale ideale per sopravanzare i rivali.

Photo credits: Yacht.de.

I protagonisti: l’orgoglio azzurro e la flotta internazionale

L’Italia vede schierati due profili di altissimo livello, pronti a dare battaglia ai vertici della flotta. Ambrogio Beccaria sarà al timone di “Allagrande Mapei”, un progetto che ha già dimostrato di poter competere con i migliori, mentre Francesca Clapcich difenderà i colori del “11th Hour Racing Team”, portando con sé la sua enorme esperienza nelle regate oceaniche d’équipe, ora declinata nella massima espressione del solitarismo.

Photo credits: Vendée Artique.

Il lotto dei partenti è completato da un mix di navigatori esperti e giovani promesse della vela d’oltralpe. A dare battaglia ai due italiani ci saranno Arnaud Boissières su “April Marine”, Élodie Bonafous al timone di “Association Petits Princes/Quéguiner”, Manuel Cousin con “Coup de Pouce”, Nico D’Estais su “Café Joyeux”, la giovanissima Violette Dorange su “Initiatives-Cœur”, Sam Goodchild su “Macif Santé Prévoiance” e Corentin Horeau su “Macsf”.

Tra insidie meteorologiche e porte temporali

“La Vendée Arctique è una competizione straordinariamente dura perché ci porta a navigare su rotte commerciali e sportive insolite”, spiega un motivato Ambrogio Beccaria, analizzando le complessità tecniche della sfida. “Lassù i modelli meteorologici sono meno prevedibili e le opzioni tattiche rimangono completamente aperte. Ci si trova a navigare in modo quasi perpendicolare rispetto alle grandi perturbazioni oceaniche, andando a intercettare i sistemi instabili del Grande Nord. È una filosofia strategica ribaltata. Il punto in cui decideremo di attraversare il Circolo Polare non sarà solo una coordinata sulla mappa, ma un vero e proprio cancello temporale: una finestra che per i primi potrebbe spalancarsi, garantendo un vantaggio enorme, e richiudersi subito dopo, intrappolando chi si presenta con poche ore di ritardo”.

Photo credits immagine apertura: Reuters.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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