Il leggendario cantiere oceanico francese lancia la seconda generazione del suo iconico quindici metri, fondendo il comfort del grande viaggio con la potenza pura delle carene da regata.
Ci sono barche nate per l’aperitivo in banchina e barche nate per macinare miglia, lasciandosi alle spalle la scia e le preoccupazioni. Il cantiere bretone Pogo Structures appartiene da quarant’anni a questa seconda, nobile categoria. L’annuncio del nuovo Pogo 50² promette di ridefinire il concetto stesso di fast cruiser.
Sviluppato in stretta collaborazione con lo storico studio di architettura navale Finot-Conq, questo quindici metri non è un semplice restyling, ma una vera e propria sintesi dell’esperienza maturata nelle più dure regate oceaniche in solitario, declinata per la vita a bordo e le lunghe navigazioni con la famiglia o in equipaggio ridotto.

Una carena ispirata ai mostri dell’oceano
A un primo sguardo, il Pogo 50² mette subito in chiaro le sue intenzioni. Le linee d’acqua attingono a piene mani dal design degli Imoca di ultima generazione, le imbarcazioni che girano il mondo senza scalo nel Vendée Globe. La prua presenta ingressi finissimi per fendere l’onda senza rallentare, ma i volumi si allargano generosamente subito dietro, portando la larghezza massima ben in avanti.
Questa scelta non solo conferisce un look aggressivo e moderno, ma aumenta drasticamente la stabilità di forma e la potenza sotto vela. Con un baglio di 4,90 metri e una superficie velica di bolina di ben 144 metri quadrati, la velocità non è un lusso per pochi, ma un elemento di sicurezza: andare più veloci significa ridurre i tempi di navigazione e anticipare le perturbazioni meteo.
Semplicità sul ponte, libertà in baia
Nonostante le prestazioni da brivido, la filosofia progettuale impone che tutto rimanga gestibile da due sole persone. L’albero in carbonio supporta una randa “square-top” potente, mentre tutte le manovre corrono e vengono deviate direttamente verso il pozzetto, lasciando la coperta pulita e sicura. Uno dei veri assi nella manica del Pogo 50² resta la chiglia sollevabile ad alto allungamento.
Quando si naviga a vela, si scende in profondità per ottenere la massima rigidità; quando è il momento di rilassarsi, la chiglia si solleva permettendo di entrare in lagune incontaminate o ancoraggi dal fondale ridotto, normalmente vietati a imbarcazioni di questa stiva.
Sicurezza totale e interni per vivere il mare
La velocità non serve a nulla se non è supportata dalla solidità. Costruito con la collaudata tecnologia dell’infusione sottovuoto in sandwich, il Pogo 50² è omologato in Categoria A e strutturato con paratie stagne e compartimenti di galleggiamento che lo rendono virtualmente inaffondabile. Sotto coperta, la funzionalità regna sovrana senza rinunciare al calore. Gli spazi, disponibili in configurazioni a tre o quattro cabine, sono inondati di luce naturale grazie alle ampie finestrature rivolte a prua nel salone, permettendo di tenere d’occhio l’orizzonte anche mentre si cucina o ci si riposa.
I primi colpi di ascia per la costruzione del prototipo inizieranno proprio questa estate, con il varo e la presentazione ufficiale previsti per la fine del 2027, in concomitanza con il quarantesimo anniversario del cantiere. Il Pogo 50² si preannuncia già come il nuovo punto di riferimento per chi vuole esplorare il mondo senza mai smettere di divertirsi al timone.
