Il velista di 60 anni Noel Rubio era partito da Long Beach, California, il 28 dicembre, per raggiungere le Hawaii in circa 10 giorni. Con sé aveva solo uno smartphone che ha tenuto spento per oltre un mese allarmando famiglia e Guardia Costiera.
Velista dato per disperso per mancati contatti. Uno degli aspetti cruciali della navigazione a vela d’altura è la comunicazione, soprattutto quando si naviga in solitario. Chi sceglie di andare a vela lo fa anche per isolarsi dal mondo, allontanarsi dalla terraferma e immergersi totalmente nella natura. È fondamentale tuttavia per ragioni di sicurezza poter in ogni momento stabilire un contatto con familiari e amici per aggiornarli sulla propria posizione geografica, il proprio piano di rotta, eventuali problemi e lo stato di salute. Non solo, le comunicazioni a bordo sono preziose anche per mettersi in contatto con la Guardia Costiera e altre autorità di controllo marittimo, stazioni costiere, porti e marina turistici, nonché navi, traghetti e altre unità da diporto. Senza contare l’aggiornamento costante sulle previsioni meteorologiche.
Per questo tutti i velisti che navigano al largo e lungo costa e ancora di più coloro che affrontano passaggi oceanici hanno rigorosamente a bordo almeno una radio Vhf con Dcs, una radio Ssb, il telefono satellitare, un dispositivo personale Epirb e quanto possa essere utile in caso di emergenza per essere localizzati o per qualunque altra necessità.
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Tenere contatti costanti quando si naviga
Chi sottovaluta le comunicazioni a bordo commette un grosso errore e può creare situazioni di allarme involontarie. Come è successo recentemente a Noel Rubio, un velista di 60 anni che dalla California voleva raggiungere le isole Hawaii ed è stato dato per disperso. Partito a bordo del suo Malulani, uno sloop Westsail di 9,75 metri da Long Beach, il 28 dicembre scorso, la sua intenzione era di arrivare a Kaneohe, nell’isola di O’ahu. Una navigazione per un tempo stimato di circa 10 giorni. Tuttavia dopo una prima comunicazione tramite il suo smartphone con un amico a ridosso della partenza, di lui si erano perse le tracce.
I famigliari del navigatore dopo giorni di silenzio hanno allertato la Guardia Costiera degli Stati Uniti che subito si è attivata nelle ricerche di Noel. Lungo la costa della California peraltro nel mese di gennaio si stavano abbattendo una serie di forti depressioni. E le autorità marittime temevano che qualcuna di queste avesse messo in difficoltà il velista.
Quelle ricerche inutili della Guardia Costiera
Poi il colpo di scena. È stato lo stesso Noel Rubio il 4 febbraio a mettersi in contatto con la moglie mentre era in rotta di avvicinamento alle Hawaii, sull’isola di O’hau. Nella chiamata avrebbe confermato di essere al sicuro e in buona salute spiegando alla moglie allarmata che stava semplicemente facendo più tardi del previsto.
Una giustificazione e un atteggiamento di leggerezza abbastanza sconcertanti. Sia per la donna ma soprattutto per gli uomini della Guardia Costiera che nei giorni precedenti erano stati impegnati in una vasta e costosa attività di Search and Rescue (SAR) per ritrovarlo. Non è escluso che il velista sprovveduto vada incontro a pesanti sanzioni per procurato allarme.

