Oggi nel turismo nautico non è raro incontrare donne che lavorano come marinai o comandanti di yachts e barche a vela, guidando i turisti in crociere e escursioni lungo le coste. A Capri per esempio c’è Valeria Amitrano, unica donna skipper dell’isola.
Negli ultimi anni, le donne stanno conquistando sempre più spazio nel mondo della nautica, sia nel contesto sportivo che in quello commerciale e turistico. La partecipazione femminile alle regate internazionali e alle corse oceaniche è in costante aumento. Sempre più skipper donna infatti si distinguono in queste competizioni, tradizionalmente dominate dagli uomini, dimostrando abilità e determinazione in condizioni spesso impegnative. Nella vela olimpica, la presenza delle atlete donne è sempre più rilevante, con molte che raggiungono successi significativi. Questo fenomeno non solo aumenta la visibilità delle donne nello sport, ma funge anche da fonte d’ispirazione per le future generazioni. L’edizione 2024 della America’s Cup peraltro segna un momento storico, con l’inclusione delle donne in questa prestigiosa competizione.
Anche nel settore della navigazione commerciale, tuttavia si nota un aumento della presenza di donne nei ruoli di equipaggio su navi da crociera, traghetti e altre imbarcazioni. Nel turismo nautico, per esempio, non è raro incontrare donne che lavorano come marinai o comandanti di yachts e barche a vela, guidando i turisti in crociere e escursioni lungo le coste. Insomma la crescente presenza femminile in questo campo è un segnale di progresso e inclusione, che ispira sempre più giovani donne a considerare la nautica come una carriera possibile e gratificante.
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Il sogno di lavorare in mare inseguito da sola
È il caso per esempio di Valeria Amitrano, una ragazza di 25 anni originaria di Capri, che ormai da qualche anno ha scelto il mare come professione. È infatti l’unica donna marinaio dell’isola “azzurra” e a bordo del suo gozzo in legno porta in giro i turisti da tutto il mondo. La sua è una storia che ribalta un bel po’ di schemi precostituiti riguardo le professioni marittime e il ruolo delle donne ed è la testimonianza che si può aprire la breccia in un mondo, quello nautico professionale, ancora per tanti versi legato a retaggi del passato.
È lei stessa a raccontare le difficoltà legate all’inizio, quando ha deciso di seguire la sua passione: “Nei primi tempi intorno a me c’era tanto scetticismo, ma lavorare in mare era il mio sogno”. E per inseguire quel sogno Valeria Amitrano ha dovuto faticare non poco facendo tutto da sola. I suoi genitori infatti si occupano di tutt’altro, suo padre gestisce un’impresa edile e quindi non essendo figlia d’arte Valeria il mare lo ha scoperto da sé, come isolana, con una vita circondata dal mare fin dall’infanzia.
Le lezioni “rubate” mentre faceva la hostess
Avvicinarsi alla professione nautica per Valeria Amitrano è stato un percorso graduale e pineo di difficoltà superate grazie alla motivazione e al suo spirito intraprendente. “Tutto è nato un po’ per caso – racconta Valeria – in seguito al mio primo lavoro, quello di hostess. All’epoca oltre a distribuire i volantini ai turisti, stavo allo sportello di un’altra società di navigazione. Lavoravo solo a terra. Ma già sognavo di poter andare anch’io al largo. Allora ho cominciato la mia gavetta. Al mio datore di lavoro strappai la promessa di farmi impartire, a fine turno, delle lezioni di guida. Così, ho imparato a navigare con i diversi tipi di barche, ad ormeggiarle e a lavarle. Ogni minimo particolare per far sì che tutti possano stare comodi mentre scoprono i tesori naturalistici della nostra isola. Non finirò mai di ringraziarlo”.
La vera svolta per Valeria arriva nel 2020, quando decide di scommettere interamente su sé stessa. “All’epoca frequentavo l’Accademia delle Belle Arti, un’altra mia grande passione. Ma mi resi conto che se volevo davvero diventare una marinaia a Capri, dovevo dedicarmici anima e corpo. Così, ho interrotto gli studi e nel 2020 ho aperto la mia società, con la mia prima barca”.
Una sfida a scetticismo, tabù e false credenze
Grazie alla sua società, la BlueSide Capri, Valeria con il suo gozzo, battezzato non a caso “L’intrepida”, inizia a circumnavigare l’isola con i turisti che arrivano da tutto il mondo. Un lavoro bello, immerso nella natura di paesaggi incantevoli, ma anche faticoso perché il gozzo che guida è di quelli classici, in legno, con il timone esterno e la barra a segnare la rotta che richiede costantemente tanta forza nelle braccia.
A distanza d un anno dall’inizio dell’attività, tuttavia, arriva l’emergenza pandemica e come tanti altri operatori marittimi anche Valeria Amitrano è costretta a una sosta forzata. La ragazza tuttavia Valeria nonostante la falsa partenza, non rinuncia all’idea di fare la marinaia. Anche se questo vuole dire alzarsi la mattina presto anziché tirare tardi la notte come facevano le sue coetanee tra un divertimento e l’altro e, soprattutto, inserirsi in un mondo fino a quel momento prettamente maschile. “Ho dovuto sfatare anche un tabù, una sorta di scaramanzia che si tramanda nel mondo marinaro – spiega – quella secondo cui una donna alla guida di una barca non porti molta fortuna”.
La sua società oggi ha una flotta di 3 barche
Quattro anni dopo la costituzione della sua società, l’obiettivo per Valeria è stato raggiunto: “Capri è una piccola comunità, alla fine ci si conosce tutti e si tenta sempre di darci una mano – racconta la skipper – Io, da questo punto di vista, sono stata fortunata anche con i colleghi. Se finora posso dire di avercela fatta, è anche grazie a loro».
Sta di fatto che il suo tocco femminile si vede anche a bordo: una volta sulla barca di Valeria, tutti si sentono davvero accolti al meglio: “Al liceo linguistico ho imparato l’inglese, il francese e lo spagnolo, tre lingue che sono fondamentali per comunicare coi miei clienti – dice ancora Valeria – mentre li faccio navigare con me, anche loro rimangono meravigliati del lavoro che faccio. A volte, c’è anche qualcuno che, approfittando della situazione, ci prova con qualche commento fuori luogo. Ma ho imparato a difendermi e credo che situazioni del genere possano capitare anche al di fuori del lavoro che ho scelto di fare. Questi episodi non me lo fanno certo amare di meno, anzi. Tanto più che a bordo do spazio anche alla passione per l’arte: i ricami sui teli parasole e sui cuscini su cui siedono i turisti, ad esempio, sono miei”.
Valeria Amitrano, grazie alla sua determinazione, ora può contare già su una flotta di tre barche e altrettanti dipendenti. Il suo sogno si è avverato e, siamo sicuri, è lo stesso di molte altre donne determinate e caparbie, proprio come lei.



