L’uomo a mare è senza dubbio una delle emergenze che ogni diportista teme di più. Un’onda improvvisa, un passo falso sul ponte bagnato, una distrazione durante una manovra concitata. Pochi istanti e un membro dell’equipaggio è in acqua. Sapere esattamente cosa fare in quei primi, critici secondi, senza esitazione, fa tutta la differenza tra un grande spavento e una potenziale tragedia.
Il MOB (Man Over Board) è una situazione che non lascia spazio all’improvvisazione, per questo è necessario essere preparati ad ogni eventualità. In questo articolo scopriremo insieme cosa fare in caso di uomo a mare e le manovre di recupero come la manovra di Williamson e tutte le altre procedure indispensabili.
Cosa fare in caso di uomo a mare
Quando una persona cade in mare, il tempo diventa il fattore più critico. I primi 30 secondi sono fondamentali per impostare un recupero uomo a mare efficace. È qui che la freddezza e la memoria muscolare di un equipaggio allenato fanno la differenza. Vediamo insieme, step by step, cosa fare in caso di uomo a mare:
1. La prima, istintiva reazione deve essere quella di gridare forte e chiaro “Uomo a mare!”, specificando subito il lato, ad esempio “a dritta!” o “a sinistra!”, per allertare immediatamente tutti a bordo.
2. Chi è al timone dovrà subito accendere il motore se si sta navigando a vela; la potenza del motore è cruciale per la manovrabilità e la rapidità del recupero.
3. Subito dopo l’allarme, è essenziale assegnare i ruoli. Una persona, la “vedetta”, deve assumersi il compito fondamentale di non perdere mai, per nessuna ragione, il contatto visivo con il naufrago, indicandolo a dito costantemente. Questo semplice gesto guiderà il timoniere durante tutta l’evoluzione della manovra.
4. Contemporaneamente, un altro membro dell’equipaggio deve lanciare verso la persona in acqua il supporto galleggiante più vicino e, soprattutto, più visibile. Non un cuscino o un parabordo qualsiasi, ma il salvagente anulare con cima galleggiante e boetta fumogena/luminosa o altri dispositivi di segnalazione come l’asta IOR o Dan Buoy. Questo dispositivo non solo offre un appiglio al naufrago, ma crea un punto di riferimento visivo insostituibile, specialmente con onda formata.
5. Mentre queste azioni si svolgono in rapida successione, chi è al carteggio o al timone deve premere immediatamente il tasto MOB sul GPS: un gesto che salva la vita, marcando l’esatto punto della caduta e fornendo una coordinata precisa verso cui tornare.
6. Effettuare una chiamata di emergenza sul Canale 16 del VHF, valutando se lanciare un “Pan Pan” (richiesta di urgenza) o, nei casi più gravi, un “Mayday” (pericolo immediato per la vita umana).
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Le manovre per il recupero dell’uomo a mare
Una volta stabilizzata l’emergenza iniziale e marcato il punto, inizia la fase più tecnica: la manovra di avvicinamento e recupero dell’uomo a mare. Non esiste una singola manovra perfetta per ogni situazione. La scelta dell’approccio migliore dipende da molteplici fattori: le condizioni meteomarine (vento e onde), la distanza dal naufrago, il tipo di imbarcazione (vela o motore) e le capacità dell’equipaggio. Analizziamo le tecniche più efficaci e consolidate.
La Manovra di Williamson
La manovra di Williamson è forse la più celebre e affidabile per il recupero uomo a mare, un vero classico della marineria. Deve il suo nome a John Williamson della United States Naval Reserve, che nel 1943 la utilizzò con successo per recuperare un uomo caduto in mare.
Il suo grande vantaggio è che permette di ripercorrere la propria scia al contrario, riportando la barca con precisione quasi matematica sul punto dell’incidente. Vediamo come eseguirla:
– Accosta immediatamente di 60-70 gradi dal lato della caduta in modo da allontanare la poppa affinché lo scafo, e soprattutto le eliche, non costituisca pericolo per il MOB.
– Una volta fuori dall’area di rischio per non ferire l’uomo a mare, è possibile iniziare la virata completa che ti permetterà di effettuare un’inversione di marcia e tornare indietro, in direzione del naufrago da raggiungere.
Manovra o Figura a 8
La “figura a 8” è una tecnica abbastanza rapida e consiste nell’accostare completamente dalla parte della caduta, descrivendo un 8 per avvicinarsi all’uomo a mare controvento. Se stai navigando a vela, ecco i passaggi da effettuare:
– Mettiti al traverso
– Allontanati dall’uomo a mare di 3 o 4 lunghezze
– Vira
– Ritorna col vento al giardinetto
– Punta il MOB di bolina
È necessario gestire con sapienza la velocità per accostarsi all’uomo a mare con cautela ed evitare di travolgerlo.
Manovra Quick Stop
La manovra Quick Stop è, come suggerisce il nome, la manovra di recupero uomo a mare più rapida di tutte ed è particolarmente indicata per le barche a vela con equipaggio ridotto. L’obiettivo è fermare la barca e tornare indietro nel minor tempo possibile, senza perdere mai di vista il malcapitato. Le azioni da eseguire sono:
– Accendi il motore
– Vira e disegna un cerchio per tornare alla posizione dell’uomo a mare
– Metti il fiocco a collo per poi ammainarlo
– Punta il MOB
È una manovra che richiede pratica, ma la sua rapidità può essere decisiva per un recupero uomo a mare immediato.
Recupero dell’uomo a mare: come issare a bordo il naufrago in sicurezza
Aver raggiunto l’uomo a mare è solo metà del lavoro. La fase finale, quella di issarlo a bordo, è tanto delicata quanto cruciale. Una persona in acqua, specialmente se vestita, appesantita dall’acqua, infreddolita o, peggio, priva di sensi, può essere incredibilmente difficile da sollevare. Tentare di tirarlo su a braccia dalle falchette è spesso irrealistico e pericoloso. È qui che l’attrezzatura giusta fa la differenza.
Dispositivi come il Rescue Sling (o Life Sling) sono fondamentali. Si tratta di un collare galleggiante collegato a una lunga cima: lo si lancia all’uomo a mare, che può infilarlo sotto le braccia. Una volta assicurato, lo si recupera con un winch, riducendo drasticamente lo sforzo fisico. Per le situazioni più critiche, è bene avere a bordo un sistema di recupero con paranco, da agganciare a una drizza (ad esempio quella del boma) per sollevare la persona verticalmente con il minimo sforzo.
Avere una scaletta da bagno robusta e che si estenda ben al di sotto della superficie dell’acqua è essenziale. Anche le ampie plancette di poppa facilitano enormemente l’operazione, offrendo un piano di appoggio quasi al livello del mare. L’avvicinamento finale deve sempre avvenire con il motore in folle o spento, per eliminare ogni rischio legato all’elica.
Una volta recuperato il MOB va valutata rapidamente la situazione. È cosciente? Respira? La minaccia più immediata dopo l’annegamento è l’ipotermia. È fondamentale rimuovere subito gli indumenti bagnati, asciugare il corpo e avvolgerlo in coperte termiche o sacchi a pelo. Se la persona è cosciente, offrire bevande calde e zuccherate aiuta a ristabilire la temperatura corporea. In caso di dubbio, un consulto via radio con il C.I.R.M. (Centro Internazionale Radio Medico) è sempre raccomandato.
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Il recupero del MOB: i dispositivi indispensabili
Affrontare un’emergenza uomo a mare richiede un mix di freddezza, allenamento e preparazione. Come abbiamo visto, non si tratta solo di conoscere una manovra, ma di una sequenza di azioni coordinate che iniziano nel momento esatto della caduta e terminano solo quando il naufrago è al sicuro in coperta e assistito.
La conoscenza delle manovre come la Williamson, la pratica costante e la discussione dei ruoli a bordo trasformano un equipaggio in un team capace di reagire in modo efficace. Tuttavia, è fondamentale ricordare che la migliore manovra di recupero è quella che non si è mai costretti a fare.
La prevenzione è l’arma più potente: indossare sempre i giubbotti di salvataggio autogonfiabili, utilizzare le cinture di sicurezza (lifebelt) e le jackline quando si lascia il pozzetto con mare formato, e calzare sempre scarpe con un’ottima presa sono abitudini che riducono drasticamente il rischio di caduta. La tua sicurezza e quella del tuo equipaggio non ammettono compromessi: controlla le tue dotazioni di sicurezza e i dispositivi di localizzazione per navigare in serenità.

