Lo scorso 5 aprile è stato trovato un cabinato a vela incagliato sul reef dell’isola di Ahe, nell’arcipelago delle Tuamotu, in Polinesia Francese. Lo skipper a bordo era caduto in mare 6 giorni prima dell’incidente.
La Polinesia Francese è una delle destinazioni più ambite e apprezzate da chi naviga in barca a vela per via dei suoi scenari tropicali e le acque calde e cristalline. La navigazione in mezzo a quelle isole e atolli incontaminati del Pacifico, tuttavia, può essere molto impegnativa e richiede una guardia sempre alta a bordo. Il rischio di andare a scogli è molto alto, se non si studiano mappe, portolani e tavole di marea.
Come è successo lo scorso sabato 5 aprile sull’isola di Ahe, nell’arcipelago delle Tuamotu. Erano le ore 6,14 di mattina quando un residente dell’isola durante una passeggiata in spiaggia ha notato lontano sul reef una barca a vela incagliata e ha dato subito l’allarme segnalando l’incidente al Centro Operativo di Sorveglianza e Soccorso Aeronavale della Polinesia francese (JRCC Tahiti).

Skipper caduto fuoribordo prima dell’incidente
Le squadre di soccorso hanno raggiunto in breve tempo la barca e non hanno trovato nessuno a bordo, né equipaggio né lo skipper. È stata quindi immediatamente lanciata un’operazione di “search and rescue” alla ricerca degli occupanti dell’imbarcazione, mobilitando anche un aereo “Gardian” delle Forze Armate della Polinesia Francese.
Allo stesso tempo sono state condotte ulteriori indagini a bordo dello yacht per raccogliere eventuali indizi che possano far luce sulle circostanze dell’incidente. Le autorità si sono convinte che sulla barca c’era solo lo skipper che navigava in solitario. Le ultime righe del diario di bordo riportano le condizioni di navigazione del 30 marzo, a Sud Ovest di Hiva Oa, a una distanza di 145 miglia. Inoltre, le testimonianze raccolte dai parenti dell’uomo hanno confermato un ultimo contatto con il navigatore la sera del 30 marzo. Quindi la scomparsa dello skipper risale a sei giorni prima che il cabinato si arenasse.
Alla deriva per 6 giorni, difficile sopravvivere
L’area oceanica da indagare è stata determinata anche sulla base delle previsioni di deriva elaborate dagli esperti di Météo-France, tenendo conto dei movimenti dell’imbarcazione negli ultimi due giorni. Purtroppo però dopo ore di ricerche nessun corpo è stato ritrovato in mare.
Così l’operazione di soccorso è stata interrotta, come motiva un comunicato emesso JRCC Tahiti: “data l’incertezza sulle circostanze della caduta in mare, la notevole estensione delle zone di ricerca da coprire dopo sei giorni alla deriva, le difficoltà di localizzare un naufrago in mare e soprattutto le minime probabilità di sopravvivenza senza acqua né protezione – in particolare a causa della disidratazione aggravata dal caldo e dall’esposizione all’acqua salata”.
