Un velista italiano disperso in Atlantico: è allarme

Uno skipper spezzino di 53 anni, Aldo Revello insieme a un suo amico marinaio romeno, Antonio Voinea, dal 2 maggio scorso risultano dispersi in Atlantico nei pressi delle Azzorre. I due velisti stavano facendo rotta verso l’Italia di ritorno dalla Martinica a bordo di una barca a vela di 12 metri, il Bright. Le ricerche dei due naufraghi da parte delle autorità portoghesi al momento proseguono ma c’è apprensione.

Una tranquilla traversata a vela di ritorno dalla Martinica si è trasformata in tragedia per uno skipper spezzino di 53 anni, Aldo Revello che insieme a un suo amico marinaio romeno, Antonio Voinea, risulta disperso in Atlantico. A dare l’allarme il 2 maggio scorso è stata la moglie dello skipper, Rosa Cilano. I due velisti stavano facendo rotta dalla Martinica con destinazione La Spezia a bordo di una barca a vela di 14 metri di nome Bright. Le comunicazioni tra l’equipaggio e la famiglia si sono interrotte nel tratto di mare compreso tra le isole Azzorre e Gibilterra.

Purtroppo da quel momento non si sono più avute notizie dei due naufraghi, ma secondo quanto riporta il sito portoghese Correiro de Manhà alcuni resti del Bright, insieme a giubbotti, scatole e contenitori di carburante sarebbero stati ritrovati. Nessuna traccia dei due dispersi però. Nelle ricerche in mare sono al momento impegnati un aereo dell’aeronautica portoghese e tre navi.

Skipper esperti, meteo buono: è mistero

“Chiedo che le autorità continuino a impegnarsi nelle ricerche di mio marito e di Antonio – afferma con forza Rosa Cilano, 37 anni e madre di una bambina di 4 anni – non riesco a capire cosa sia accaduto, l’ultimo contatto l’aveva avuto alle 0,16 del 1° maggio. Le condizioni meteorologiche erano buone, con onda di 1-2 metri e vento di 15-20 nodi al traverso. Sono marinai esperti, cercateli con grande impiego di forze”.

Aldo Revello fa lo skipper di professione da oltre 15 anni e naviga abitualmente ai Caraibi. Dopo aver navigato a lungo in quelle acque nella scorsa estate era tornato a casa. Quindi ad aprile era riandato in Martinica per riportare la barca a Spezia. Con lui Antonio Voinea, un romeno trentenne che dopo anni vissuti in Veneto ha deciso di prendere la residenza a Fuerteventura, alla Canarie. “Antonio per Aldo non è solo il suo marinaio, è molto di più di un amico, per noi è come un fratello”, afferma ancora la moglie di Revello che è in contatto con la Guardia Costiera nazionale.

 

Bright
Foto: Pino Bucca

Bright, una barca in ordine e sicura

L’imbarcazione, il Bright è un cabinato a vela del 2006: “È una barca in ordine, che utilizziamo per lavorare – dice la moglie di Revello – è sempre stata sottoposta a controlli di manutenzione, anche di recente, prima della stagione lo facciamo sempre. Le dotazioni di sicurezza di bordo sono presenti all’interno, è una buona barca e solida”. Assieme al marito, infatti, Rosa gestisce la Compagnia del Bright, società che si occupa di locazione di imbarcazioni a vela, vacanze e viaggi in mare.

Secondo il racconto della donna i due velisti erano partiti dalla Martinica il 7 aprile e dopo uno scalo intermedio, il 28 aprile erano ripartiti alla volta di Gibilterra. Al momento Rosa Cilano dice di non avere notizie concrete: “La stampa portoghese descrive già cose drammatiche, mentre il consolato italiano in Portogallo e la Capitaneria di Porto mi dicono che le informazioni riportate dai quotidiani non combaciano con i dati in loro possesso”. La donna ha intenzione di partire il prima possibile: “Sono già d’accordo con un amico che se smettono di cercare mio marito prendo un aereo e vado lì a fargli cambiare idea. Il mio obiettivo è allungare il più possibile il periodo di ricerche che credo sia di una settimana”. Rosa Cilano è stata contatta oggi dalla Farnesina, mentre il sostegno del consolato italiano in Portogallo va avanti già da diverse ore.

Delfini in mare

Dal diario di bordo: “vento regolare e visite dei delfini”

Leggendo il diario di viaggio fino a pochi istanti prima della scomparsa dei due velisti nulla fa presagire la tragedia. “Che giornate meravigliose. Il Bright corre sereno senza sforzo oggi al gran lasco e macina miglia buone, in linea d’aria ne abbiamo fatte 420, molte di più sul mare a causa dei lunghi bordi dei giorni scorsi. I delfini arrivano anche tre volte al giorno a giocare a prua e stiamo bene”. È così che il 1° maggio Aldo Revello scriveva nel diario di bordo del Bright. “La sera è freschetto. L’oceano è uno spettacolo infinito in movimento. Ci corriamo sopra con tutto: barca, cuore, sguardo e parola. Da un lato è routine: una manovra, poi si cucina, si dorme, si legge e si chiacchiera; dall’altra è stupore sogno e meraviglia. Credo sia vita intensa, un’esperienza grandiosa. Sì, me la sto godendo senza pressione e stress. Ore e giorni nel vento, provate anche voi. Ciao”. Sono parole piene di entusiasmo e di passione per la vela e la vita in mare. Speriamo che Aldo e Antonio tornino a casa presto.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

3 Comments
  1. c’è qualcosa che non torna: tutto bene poi scomparsi.
    Si parla di un solo mayday poi nulla, improvvisamente.
    Un evento fatale rapido e devastante sotto 20 nodi, mare tranquillo barca di 12/14 mt. solida e controllata, gestita da velisti esperti.
    No, manca qualcosa al quadro generale.

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