Ucina e Nautica Italiana fanno pace: nasce Confindustria Nautica

Dopo alcuni anni di separazione e guerra fredda, Ucina e Nautica Italiana trovano la riunificazione con l’obiettivo di dare una rappresentanza unitaria al settore della nautica. Nasce Confindustria Italiana che sarà operativa dal gennaio 2020.

Qualche anno fa avevano litigato per questioni di concorrenza, erano volate parole grosse, accuse reciproche e insomma era arrivata la separazione. Da una parte c’era l’Ucina, ossia l’Unione nazionale dei cantieri e delle industrie nautiche associata a Confindustria, una realtà piuttosto articolata e storica, in attività da oltre sessant’anni, che organizzava tra le altre cose il Salone Nautico di Genova. Dall’altra parte della barricata c’era Nautica Italiana, alla quale aderivano oltre 80 aziende produttrici di imbarcazioni, accessori e servizi, affiliata a Fondazione Altagamma che vorrebbe rappresentare l’eccellenza del Made in Italy nautico.

Fatto sta che in ragione di quel litigio, mai del tutto chiarito, si era arrivati a una situazione per certi versi grottesca per un settore complesso e delicato come la nautica italiana, ossia avere due rappresentanze aziendali di questo comparto, quindi due referenti istituzionali che finivano per non accontentare nessuno: aziende, lavoratori, istituzioni e pubblico di appassionati.

Un nuovo accordo tra le parti per essere una voce sola

Ora dopo tanto tempo, tante parole e tante occasioni sprecate, sembra che i due enti siano pronti a una sana e pacifica riunificazione con l’obiettivo sacrosanto di dare una rappresentanza unitaria per il settore industriale e per quello della filiera della nautica. Nei giorni scorsi è stato infatti approvato dai soci di Ucina e di Nautica Italiana l’accordo che porterà entro il 31 gennaio 2020 alla loro riunificazione in una nuova realtà che si chiamerà Confindustria Nautica

Il primo passo di questo percorso è stato compiuto dalle Assemblee di Nautica Italiana e di Ucina che hanno votato rispettivamente lo scioglimento di Nautica Italiana e il cambio di denominazione e il nuovo Statuto di Ucina. La casa comune sarà quella di Confindustria: la riunificazione prevederà uno statuto, che resterà quello di Ucina, integrato con alcune modifiche richieste da Nautica Italiana, che sono state accolte e votate dall’assemblea di oggi di Ucina. L’accordo, che prevede l’affiancamento dei rappresentanti delle due associazioni, sarà reso operativo dall’adesione, entro il 31 gennaio 2020, di non meno di 45 aziende di Nautica Italiana che rispettano i requisiti previsti da Confindustria, secondo le modalità previste dal ‘Protocollo di intenti per la riunificazione.

Al via un nuovo piano strategico per la nautica

Saverio Cecchi, già presidente di Ucina, resterà in carica come presidente, con Lamberto Tacoli che ne diverrà il vice presidente vicario. Al termine del periodo transitorio, che porterà all’elezione di un nuovo presidente e della squadra dei vice, i due diventeranno entrambi past president di Confindustria Nautica.

“I miei principali obiettivi – ha spiegato Saverio Cecchi, presidente di Ucina Confindustria Nautica – sono stati il completamento delle importanti modifiche del nostro Statuto per essere sempre più inclusivi, una particolare attenzione al Mezzogiorno e, soprattutto, la riunificazione della rappresentanza della filiera nautica. Ora daremo il via a un importante piano strategico per il settore”.

“Siamo all’approdo finale di un percorso di riavvicinamento durato per buona parte degli ultimi nove mesi ha commentato anche Lamberto Tacoli, presidente di Nautica Italiana – il mio augurio per il futuro è che questa realtà associativa, che ci vedrà finalmente ri uniti sotto un unico tetto confindustriale, possa rispondere in maniera forte alle opportunità rappresentate dal futuro del comparto, dalla sua internazionalizzazione alla valorizzazione della filiera interna”.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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